

« Prego bensì che l'una e l'altra cosa,
la vittoria e il ritorno, tu conceda,
ma se una sola cosa, o Dio, darai,
la vittoria concedi sola! »


Carino, anche se secondo me avrebbero potuto costruire un personaggio meno romanzato e più reale..magari scegliendo anche un altro tipo di attore.
La sua mamma è preoccupata perché dice parolacce e manda tutti a fanc..


Alla lavorazione ha assistito anche il dottor Alberto Granado, proprio il compagno di viaggio di Guevara. Mi sembra che si siano attenuti alle caratteristiche storiche del personaggio.
E' difficile capirlo per chi sia abituato alle rappresentazioni politiche tipiche di questo paese, e più in generale dell'europa occidentale (non mi riferisco a lei, ma in generale).
Guevara, al di là della sua pur inalienabile dimensione politica, si pone in netta continuità con quello spirito, diciamo, umanitario che permea la storia del patriottismo latino-Americano.
Guevara non venne dal nulla: fu figlio di una storia, quella di Simon Bolivar, e di Martì.
In questa pellicola ho visto questo. Complice sicuramente la precedente lettura dei suoi scritti sulla letteratura, l'arte e la storia latino-Americana.
Devo dire che durante la scena della traversata del fiume (autentica, non romanzata; come pure autentico l'episodio del rifiuto dei guanti per visitare i lebbrosi), per un attimo l'illusione è stata perfetta. Sembrava proprio il giovane dottor Guevara.
« Prego bensì che l'una e l'altra cosa,
la vittoria e il ritorno, tu conceda,
ma se una sola cosa, o Dio, darai,
la vittoria concedi sola! »


Infatti io mi riferisco più alla scelta stilistica del film, non so se mi spiego..
il mio romanzato non si riferisce all'invenzione di certi fatti, ma alla resa un po' troppo mielosa di questi fatti che secondo me potevano essere più efficaci se meno volutamente sottolineati..
Sicuramente non ho questa grande conoscenza del sud america e il mio giudizio è semplicemente cinematografico e quindi mi baso sulle sensazioni che mi dà il film.
Per esempio non ho letto questi diari, ho letto molti anni fa il diario in bolivia, che sicuramente è di un periodo molto diverso quindi non paragonabile, ma mi ha dato sensazioni più crude e vere, e mi sarebbe piaciuto ritrovare qualcosa di quelle sensazioni nel film, anche se ripeto molto probabilmente non erano assolutamente attinenti con quel periodo della sua vita, ma ingenuamente speravo di ritrovare un certo tratto di quel carattere già quando era studente..il personaggio dell'amico mi sembra più completo.
La sua mamma è preoccupata perché dice parolacce e manda tutti a fanc..


Sì, si è spiegata molto bene. Come ho scritto, davvero non intendevo rivolgere quelle osservazioni (sulla percezione generale di certe figure storiche) a lei.
Poi, ci mancherebbe!, nemmeno io sono uno storico.
Le sue osservazioni mi sembrano legittime ed appropriate.
Diciamo che la presenza del dott. Granado durante le riprese ci garantisce una significativa aderenza alla realtà dei dialoghi e degli stati d'animo dei protagonisti.
Quel viaggio è stato decisivo nella formazione umana del dott. Guevara: in tal senso è perfetta la citazione di chiusura. Lì "nasceva", cominciava a formarsi l'uomo di cui poi ha letto nel "Diario in Bolivia".
Forse quel tipo di ambientazione "più "cruda" è presente nel film di Steven Soderbergh, con Benicio Del Toro (di cui, per ora, ho visto solo la prima parte).
Ps: geniale l'abbinamento dell'avatar, Boyakki-Larussa![]()
« Prego bensì che l'una e l'altra cosa,
la vittoria e il ritorno, tu conceda,
ma se una sola cosa, o Dio, darai,
la vittoria concedi sola! »




sono assolutamente d'accordo con te sull'analisi de i diari della motocicletta. film che peraltro rivedrei altre cento volte senza stancarmi: secondo me è fatto molto bene e come dici tu non è retorico. non è il che guevara dello stereotipo occidentale, ma è ernesto guevara de la serna, il fùser, el pelao, il futuro comandante guevara. il fatto che il dott. granado abbia seguito la realizzazione del film ha sicuramente permesso di ottenere personaggi più aderenti alla realtà.
piccola nota: non scordiamoci che i protagonisti sono due: ernesto guevara e alberto granado. quest'ultimo non è affatto un personaggio accessorio: è il più grande amico di ernesto guevara, l'amico fraterno, "mial", colui che dopo la rivoluzione partì da caracas con tutta la famiglia, rinunciando alla sua e loro vita borghese, per andare a cuba dall'amico fùser, ormai ministro guevara (quello che nonostante gli impegni trovava sempre il tempo di andare a santiago a trovare l'amico mial), con cui c'era una perfetta sintonia anche politica, essendosi formati insieme e avendo condiviso così tanto. come afferma lo stesso granado, lui e il che sono assolutamente indissolubili.
a proposito, vi consiglio il libro che sto leggendo:
"Un gitano sedentario" di Alberto Granado. illuminante spaccato autobiografico del dottor granado dalla decisione di raggiungere la cuba della rivoluzione ad oggi.
siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualsiasi ingiustizia commessa contro chiunque e in ogni parte del mondo...è la qualità più bella di un rivoluzionario... (Ernesto Guevara de la Serna)

