PRIVATIZZAZIONE RAI: NASCE IL MOSTRICIATTOLO RAI RADIOTELEVISIONE ITALIANA SPA.
Mercoledì 17 novembre, nella sede dell'ex IRI, è stato stipulato il primo atto che avvvia il processo di privatizzazione della Rai: la fusione di Rai Spa e Rai Holding. Fra quattro mesi si darà inizio all'alienazione della partecipazione dello Stato nella Rai, attraverso un'offerta pubblica di vendita. Il piano di privatizzazione Rai è stato stabilito dall'art. 21 della famigerata legge Gasparri. Viene così minato dalla fondamenta il servizio pubblico radiotelevisivo che dovrebbe invece essere difeso, rafforzato e non indebolito: esso è insostituibile per la sua funzione assolutamente indispensabile. La privatizzazione della Rai, oltre ai prevedibili riflessi negativi su chi lavora, come già tristemente avvenuto per altre imprese privatizzate, porterebbe inoltre ad una omologazione verso modelli di basso profilo culturale, perché il criterio di messa in onda dei programmi sarebbe quello dettato dall’audience e dalla pubblicità. Il servizio pubblico RAI non può essere ridotto a impresa di mercato a scopo di lucro, ma va invece reso sensibile alle esigenze e alle istanze delle masse lavoratrici e popolari, garantendo il diritto di accesso gratuito all’informazione radiotelevisiva pubblica da parte dei movimenti di lotta di carattere politico, sindacale, studentesco, femminile, giovanile e sociale, da realizzarsi attraverso forme autogestite e servizi giornalistici che siano veritieri e rispondenti alle aspettative delle masse popolari.
La legge Gaparri ha rafforzato enormemente Berlusconi e in prospettiva dissolvera' la Rai in Mediaset realizzando il piano della P2 di Licio Gelli, come giustamente il settimanale "il Bolscevico" ha più volte scritto in questi anni. Infatti la Rai verrà privatizzata e quotata in Borsa nel 2005, per risanare il debito pubblico dello Stato, e finirà quindi, prima o poi, in pasto al proprietario di Mediaste, il neoduce Berlusconi, che già oggi la controlla attraverso i suoi gerarchi.
Dobbiamo contrastare e respingere la concentrazione e centralizzazione dei mezzi di informazione e delle telecomunicazioni: bisogna vietare a qualsiasi privato o società il controllo di aziende e gruppi che superino complessivamente il 10% del mercato del settore delle telecomunicazioni e dell'informazione e vietare a qualsiasi esponente di partito di possedere il controllo o partecipazioni azionarie di grandi aziende nel settore dell'informazione e delle telecomunicazioni.
Tutte le forze antifasciste, democratiche e progressiste devono opporsi a questa strategia presidenzialista e neofascista e unirsi per difendere il servizio pubblico radiotelevisivo e la libertà di informazione. Bisogna abrogare la legge Gasparri e buttar giù il nuovo Mussolini con la lotta di piazza e di classe, al più presto prima che faccia nuovi e irresponsabili danni!
ABROGARE LA LEGGE GASPARRI!
IL SERVIZIO PUBBLICO NON SI TOCCA
LO DIFENDEREMO CON LA LOTTA!
BUTTIAMO GIU’ IL GOVERNO DEL NEODUCE BERLUSCONI!
www.pmli.it




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