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  1. #1
    Christus Alpha et Omega
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    Predefinito Ripercorrere il Concilio

    E' un modo giusto e corretto ripercorre il Concilio Vaticano II. Giovanni Paolo II ha detto: "Il Concilio Vaticano II è il grande dono che Dio ci ha dato". Paolo VI ebbe a dire: "Il Concilio Vaticano II è il catechismo dei tempi nuovi."

    C'è qualcuno che ha una certa allergia per il Concilio, per motivi che possono anche essere comprensibili. Se per esempio io sono un bimbo adottato e la mia mamma adottiva denigra la mia mamma naturale fino a farmela apparire una poco di buono, non si dica poi che io non ho amore per la mia mamma naturale. Io per lei ho i sentimenti che mi sono stati inculcati.

    Ebbene il Concilio Vaticano II ha avuto una certa naturale confusione. Lo dico con le parole del cardinale Suenens: "Quando voi rifate la casa vivete per mesi in calcinacci. Però non vi lamentate della polvere, del disagio, dei lavori. Voi sopportate il disagio dei lavori perché, alla fine, la casa sarà più bella". Non si può pretendere che in quarant'anni di vita, che sono lunghi per una esistenza umana, ma che sono un attimo per l'umanità, si possa assimilare tutto il bagaglio di novità e di riflessioni e di aperture che ha indotto il Concilio Vaticano II. Immaginate i sedici documenti, sono sedici tomi.

    Il post-concilio ha ancora i calcinacci della ristrutturazione, anche se c'è qualcuno che ha invelenito il Concilio stesso. Il cardinale Biffi, il vescovo della verità, è molto preoccupato perché trova alcune affermazioni post-conciliari che fanno paura. Ne dico una. "Il Magistero è dialogo." No. "Il Magistero è insegnamento". Passerà anche per il dialogo, ma il dialogo è uno strumento. Se c'è il nulla resta il nulla. A fronte di alcune di queste azioni piratesche post-conciliari che hanno invelenito gli animi è scattata la risposta di quanti affermano che il post-concilio ha rovinato tutto. Tutto certamente no, ma qualcosa forse si. Io dico allora. Ritorniamo al Concilio genuino. Aggiorniamolo perché le cose datate hanno continuamente bisogno di essere rivisitate. La Parola cresce. Però esso è la strada. Molti cattolici non hanno ancora applicato il Concilio di Trento e sono passati quattrocento anni. Se facciamo così anche con il Concilio Vaticano II il Signore ci dirà: "Vi ho mandato i profeti e non li avete ascoltati". I profeti sono venuti, sono stati addirittura canonizzati, quelli del Concilio. Bellissimo.

    Voi sapete che il Concilio non è un libro statico, esso rimbalza immediatamente alla Scrittura, la Scrittura rimbalza alla Chiesa, la Chiesa invoca la Liturgia. E' un firmamento. Però riprendere in mano i testi, soprattutto per i giovanissimi che sono nati dopo, affinché lo studino bene, è certamente la strada maestra.
    Canterò per sempre le meraviglie del Signore

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  2. #2
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    Predefinito

    Bellissima la metafora della casa da rifare con la polvere e i calcinacci.

    Speriamo che il Concilio sia davvero sempre più compreso, "assorbito" e vissuto...

    e leggiamo i documenti del Concilio!



  3. #3

  4. #4
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    Predefinito

    Senza polemiche, solo per capire: alcuni spunti tra i tanti...

    ... dal SACROSANCTUM CONCILIUM


    Latino e lingue nazionali nella liturgia

    36.

    1. L'uso della lingua latina, salvo diritti particolari, sia conservato nei riti latini.
    >>> In tutta Roma c'è una sola chiesa che celebra il Novus Ordo Missae in latino: la basilica di S. Giovanni e solo una volta a settimana. Sicché tutte le altre chiese romane hanno 'diritti particolari'? E fuori Roma non cambia la cosa.

    Canto gregoriano e polifonico

    116. La Chiesa riconosce il canto gregoriano come canto proprio della liturgia romana; perciò nelle azioni liturgiche, a parità di condizioni, gli si riservi il posto principale. Gli altri generi di musica sacra, e specialmente la polifonia, non si escludono affatto dalla celebrazione dei divini uffici, purché rispondano allo spirito dell'azione liturgica, a norma dell'art. 30.
    >>> Vado a Messa da 30 anni e il canto gregoriano l'ho potuto ascoltare solo alle Messe solenni celbrate dal Papa qualche anno fa o in Basilica per Pasqua.

    L'organo e gli strumenti musicali

    120. Nella Chiesa latina si abbia in grande onore l'organo a canne, strumento musicale tradizionale, il cui suono è in grado di aggiungere un notevole splendore alle cerimonie della Chiesa, e di elevare potentemente gli animi a Dio e alle cose celesti. Altri strumenti, poi, si possono ammettere nel culto divino, a giudizio e con il consenso della competente autorità ecclesiastica territoriale, a norma degli articoli 22-2, 37 e 40, purché siano adatti all'uso sacro o vi si possano adattare, convengano alla dignità del tempio e favoriscano veramente l'edificazione dei fedeli.
    >>> Convengono alla dignità del tempio le chitarre, i boghi, i tamburi baschi e le maracas che sono oggi gli strumenti più usati per animare le liturgie?

    Ho letto per la prima volta questo documento quando avevo 15 anni, l'ho comperato alle Librerie Paoline per 1.000 lire in un momento di crisi spirituale.
    Ero rimasto perplesso, come lo sono tutt'ora sul perché queste cose siano state scritte e poi non siano state attuate.

    Sono queste le cose che già da piccolo mi hanno fatto avere tanti dubbii sulle Messe, la Chiesa e la sua gerarchia, dubbii che ho risolto non andando più alle messe moderne (tranne quando sono costretto) perché contrarie perfino allo spirito del concilio, mi restano quelle su coloro che permettono che ciò accada, ma questo è un altro discorso.

  5. #5
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    Predefinito

    Il tuo intervento segnala da una parte l'esigenza di tornare alla lettera del Concilio, come ha sottolineato all'inizio del 3d poliedrico, non sono da trascurare tuttavia le innovazioni sulla linea del Concilio non tuttavia proposte dal Concilio:
    mi riferisco in particolare alla lingua latina.

    E' una benedizione dal Cielo il fatto che oggi la Messa sia celebrata nelle lingua nazionali,
    è fatto salvo il diritto del sacerdote di celebrare in latino.

    Per quanto riguarda gli strumenti che tu citi, sono questioni anche soggettive, da valutare singolarmente in relazione al contesto in cui si vive.

    Quello che penso sostanzialmente è questo:
    da una parte bisogna tornare al Concilio,
    dall'altra gli studi liturgici post-conciliari hanno determinato nuove acquisizioni che non è bene ignorare.

    Mi correggano gli altri forumisti se ho sbagliato.




  6. #6
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    Ottima discussione. Rilievo!

  7. #7
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    Predefinito Il Movimento Liturgico

    Carissimi, nel secolo ormai trascorso si è sviluppato un movimento e ne ha avuto percezione solo chi ha avuto l'occhio di lince e l'orecchio fino. Ora che il secolo è finito, e comunque già dal 1962 quando è cominciato il Concilio Vaticano II, se ne ha una percezione netta.

    Ve lo riassumo in modo molto semplice.

    Movimento liturgico: un faticoso lavoro per eliminare le incrostazioni sedimentatesi nella nostra cultura nel corso dei secoli. Con grande difficoltà ci ha portato a scoprire i tesori nascosti nella Liturgia. Cosa intendo con questa parola? questo mistero, che chiamiamo Liturgia - la Messa, i Sacramenti, la Liturgia delle Ore - così come è venuto arricchendosi nel corso dei secoli. Questo mistero è sempre esistito, da quando la Chiesa è Chiesa. Nei primi tre secoli è stato tanto chiaro, questo mistero, che non c'è stato bisogno di tematizzarlo. Come quando in casa, se la famiglia funziona bene, nessuno va atematizzare le funzioni della mamma, la mamma la vede. Così pure nella Chiesa. Negli Atti degli Apostoli al II capitolo si dice: "Tutti quelli che credevano stavano insieme, avevano tutto in comune, erano assidui alla preghiera ed agli insegnamenti degli Apostoli ed alla frazione del pane". Queste cinque parole sono la teologia della Chiesa. Solo che viene semplicemente descritta così come viene vissuta, non viene rielaborata. Non sono esplicitate le ragioni pro e le ragioni contro, i manuali che seguono e che spiegano. La Chiesa è semplicemente quella.

    Nel corso dei secoli, in campo liturgico, sono venute sedimentandosi molte incrostazioni. Un po' perché la Chiesa si è molto organizzata; essa è diventata come un grande castello con tante stanze, con tante biblioteche, con tanti mobili supererogatori, con tante suppellettili. Il significato originario di Chiesa, Comunità, si è modificato lentamente fino ad arrivare ai nostri giorni a significare Chiesa sinonimo di preti e non di fedeli. Vuol dire che ilnuvolo ed il sereno lo fanno i preti.

    Come si andava a Messa all'inizio del secolo scorso? Il cardinal Lercaro ci farebbe ridere a crepapelle. Quando parodiava il modo di andare a Messa all'inizio del secolo era una meraviglia. Ve ne racconto soltanto una. Una bimba ha visto, una volta, la nonna fare la comunione. Ritornata a posto la nonna, in segno di raccoglimento, ha raccolto il viso fra le mani. E la bimba: "Nonna perché hai preso la medicina e ti sei addormentata?" La bimba collegava l’ostia al cachet che vedeva in casa, e la nonna che si raccoglie alla nonna che dorme sulla seggiola in casa.

    Il cardinal Lercaro diceva che la Messa era diventata una devozione privata, dei singoli. Chi sapeva leggere o era meno sordo ascoltava, anche se il latino non lo capiva, gli altri recitavano il rosario. Ed andare a Messa e dire il rosario è come andare a cinema e leggere i fumetti. Della Messa, quindi, si era fatta un po' una pratica che, dottrinalmente, si sapeva essere molto importante, però poi la realtà della Messa partecipata, vissuta, imparata, dialogata, cantata non esisteva. Esisteva certamente la grande Messa cantata, ma solo come pratica più solenne.

    In questo secolo, soprattutto ad opera di alcuni uomini straordinari - Colombo Marion, mons. Maglia, maestro del cardinal Lercaro, l'abate Caranti - si è cominciato a dire: "La Messa nella Chiesa non è nata come preghiera personale, ma come sacra assemblea del popolo di Dio; la Messa non è nata per leggere nel fogliettino le letture, perché quelle si leggono a casa, ma per ascoltare la proclamazione della Parola; la Messa non è fatta per dare una monetina, perché si ha vergogna del sacrestano che viene sotto il naso con la canna per le offerte, ma per portare ciò che è nostro alla comunità, perché i poveri abbiano non quello che noi abbiamo in più, ma quello di cui ci priviamo". E' nato così questo movimento liturgico che ha avuto grandi difficoltà. Perché? Tutti noi nella Chiesa, i più vecchi di noi lo sanno benissimo, se cresciamo con una certa abitudine proviamo dispiacere e disagio se vengono a cambiarcela. Ed allora è facile il ritornello "ai miei tempi…".

    Questi maestri della riforma liturgica hanno incontrato non poche difficoltà. Soprattutto nelle centrali della Chiesa. "Ai miei tempi ..". "Guarda che noi leggevamo in latino ed adesso … si legge in italiano" . "Guarda che noi eravamo tanto raccolti al suono dell’organo ed adesso …. ci sono le chitarre".

    La riforma proposta dal movimento liturgico ha cominciato a farci capire, lentamente, che la Liturgia non è funzione, ma Sacramento; non è occasione di pietà, ma la Pietà; non è rappresentazione teatrale, ma Vita; non è ricorrenza, ma Mistero che evolve fino al Regno di Dio. Ognuna di queste affermazioni vorrebbe tanta, tanta documentazione. Queste cose a Bologna, chi di noi ha i capelli bianchi, le ha sentite tante, tante volte da un vescovo che si chiamava Giacomo Lercaro.

    Siamo arrivati a sentire queste parole non dette da un maestro privato o da uno studioso che può avere le sue teorie e che può sempre dire che sono sue idee, ma le abbiamo sentite dire dalla Chiesa: "La più speciale epifania della Chiesa si ha nel Mistero liturgico e massimamente nella Eucarestia; e qui il vescovo, i preti, i diaconi e tutto il popolo concelebrano intorno all'altare nella chiesa cattedrale". Tradotto in parole semplicissime dico: "Il ritratto più fedele della Chiesa che si possa avere nella vita umana è l'Eucarestia. L'Eucarestia è tutto. Lì è contenuto il bene massimo totale della Chiesa. Ogni altra realtà si irradia dall'Eucarestia come una raggiera dall'Ostensorio”.
    Canterò per sempre le meraviglie del Signore

  8. #8
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    Predefinito

    chiarissimo poliedrico!

  9. #9
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    Predefinito Un po' di storia



    I 21 CONCILI ECUMENICI DELLA CHIESA CATTOLICA:

    Concilio Niceno I (325)

    Concilio Costantinopolitano I (381)

    Concilio di Efeso (431)

    Concilio Costantinopolitano II (553)

    Concilio Costantinopolitano III (680-681)

    Concilio Niceno II (787)

    Concilio Costantinopolitano IV (869-870)

    Concilio Lateranense I (1123)

    Concilio Lateranense II (1139)

    Concilio Lateranense III (1179)

    Concilio Lateranense IV (1215)

    Concilio di Lione I (1245)

    Concilio di Lione II (1274)

    Concilio di Vienne (1311-1312)

    Concilio di Costanza (1414-1418)

    Concilio di Basilea-Ferrara-Firenze-Roma (1431-1445)

    Concilio Lateranense V (1512-1517)

    Concilio di Trento (1545-1563)

    Concilio Vaticano I (1869-1870)

    Concilio Vaticano II (1962-1965)
    Canterò per sempre le meraviglie del Signore

  10. #10
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