CONTRO LA DESTRA
APPELLO PER UNA NUOVA RESISTENZA
Roma, 29 ottobre 2004
La destra al potere ha dato l'assalto alla Carta Costituzionale, che garantisce i diritti dei lavoratori e le libertà fondamentali dei cittadini. Come ha denunciato il poeta Mario Luzi, all'atto della sua nomina a senatore a vita, essa sta distruggendo lo Stato, attraverso un federalismo fondato sull'egoismo e sul riconoscimento del diritto animalesco del più forte di tiranneggiare il più debole. L'attacco alla Costituzione procede di pari passo con il revisionismo storico-letterario. I "post-fascisti" di Alleanza nazionale non perseguono affatto l'obiettivo dichiarato della "pacificazione nazionale". In effetti, vogliono dare dignità alla criminale Repubblica di Salò e rivalutare Mussolini. Tant'è che propongono di considerare le belve repubblichine "combattenti" a pieno titolo, con relativo riconoscimento giuridico-economico, e intitolano strade e piazze al "duce" ed ai gerarchi fascisti. Nel contempo, il governo taglia i fondi, già esigui, destinati all'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia (ANPI), nel tentativo di costringerla a chiudere le proprie sedi e cancellare la memoria vivente della Resistenza. Nell'ambito di una campagna sciovinista ed anticomunista, rispunta anche il mitico "oro di Mosca", si moltiplicano gli attacchi denigratori al presidente del Partito dei Comunisti Italiani, Armando Cossutta, che ne sarebbe stato custode e beneficiario.
Sul piano culturale, la destra tenta di riscrivere i programmi scolastici, mettendo in discussione addirittura la scienza e contestando le teorie darwiniane, in nome di un nuovo "creazionismo". Fa pressioni indebite sul corpo insegnante perché adotti libri di testo che equiparano fascismo e comunismo, partigiani e repubblichini. Fa parte di questo progetto anche il tentativo un po' goffo di "riscrivere" la letteratura italiana, oscurando gli autori "impegnati", accusati di essere alla mercè del Partito Comunista togliattiano, e rivalutando oscuri scrittori di provincia, che hanno il solo merito di rispondere al cliché del "disimpegno" totale. Il ministro Rocco Buttiglione ha fatto delle dichiarazioni tanto aberranti su omosessualità e libertà sessuale da costringere i partiti politici europei di ispirazione laica (socialisti, comunisti, liberali) ad osteggiare la sua nomina a membro della Commissione europea. E' inutile evidenziare il discredito che, sul piano politico e culturale, ricade sul popolo italiano. Ma la destra clerico-fascista non si ferma qui. Decide di mettere in discussione la legge sull'aborto e vara una legge sanfedista sulla procreazione assistita. Anche le cosiddette "libertà borghesi" vengono messe in discussione. Il progetto autoritario è completato da una legge sull'assetto istituzionale che attribuisce al premier i poteri di un dittatore.
In questo clima di dittatura strisciante, c'è chi propone una nuova "Congregazione degli Apoti", che richiama alla memoria quella offerta da Prezzolini a Piero Gobetti. Alcuni sedicenti intellettuali fanno finta di "non bere", ma, nel contempo, ritengono di avere una "missione storica" da assolvere: quella di contribuire al "bene" del Paese. Perciò si turano il naso e bevono abbondantemente, fanno da spalla e da "consulenti culturali" alla destra al potere, accusano di "inattività" coloro che si oppongono "in toto" al sistema. Eugenio Montale ricorda quegli intellettuali che si compromisero col fascismo e che, per giustificarsi di fronte alla propria coscienza e all'opinione pubblica, accusarono Salvemini, costretto all'esilio dal regime, di godere vacanze dorate negli Stati Uniti. Nessun compromesso è giustificabile in un momento storico così delicato. Gobetti rispose a Prezzolini che l'unica scelta che gli intellettuali potevano compiere, per incidere veramente nella realtà e combattere il fascismo a viso aperto, era l'alleanza con la classe operaia.
Eguale, ferma risposta s'impone oggi. Vogliamo lanciare un appello agli uomini di cultura, ai lavoratori, ai cittadini di spirito democratico, alle associazioni progressiste, ai partiti politici ed al movimento sindacale, perché si mobilitino contro la svolta autoritaria in corso nel nostro Paese, individuando gli strumenti per una nuova Resistenza, forme di organizzazione e di lotta adeguate alla situazione attuale.
Manfred Beelke (pittore, Berlino), Marina Beelke (Tecniche Universität di Berlino), Antonio Bertuccelli (segretario provinciale PdCI, Messina), Ferruccio Brugnaro (poeta-operaio, Spinea-Venezia), Santo Brunetta (sindacalista, Santa Lucia del Mela-Messina), Antonio Catalfamo (Università di Messina), Domenico Catalfamo (docente di italiano, Barcellona P.G. - Messina), Circolo ARCI "Città Futura" (Barcellona P. G. - Messina), Giuseppe Coppolino (docente di materie agrarie, Barcellona P.G. - Messina), Alessandro Di Prima (poeta, Catania); Salvatore Jemma (scrittore, Bologna), Cesare D. La Padula (ricercatore Istituto di Astrofisica e Fisica Cosmica del CNR, Università "Tor Vergata" di Roma), Pasquale Licciardello (docente di filosofia, Acireale-Catania), Ivan Pavicevac ("Voce jugoslava" a Radio Città Aperta, Roma), Mario Pietralunga "Tribuno"(California State University at Sacramento), Giovanna Romanelli (Université de La Sorbonne Nouvelle- Paris III), Maria Teresa Salimbene (docente di italiano, Barcellona P.G.- Messina), Carmelo R. Viola (Centro Studi Biologia Sociale di Acireale- Catania), Gianni Viola (ricercatore scientifico e scrittore, Acireale-Catania), Francesco Napoli (segretario provinciale C.G.I.L. Scuola - Messina), Bertuccelli Francesco (segretario cittadino P.d.C.I. - Messina), Maria Grazia Patti (docente Ist. Statale d'Arte - Giarre), Spanò Franco (Segretario Generale C.G.I.L -Messina)




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