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  1. #1
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    FINANZIARIA/ PRODI: CON POLITICA BERLUSCONI L'ECONOMIA AL BUIO

    Non elenco i suoi errori, basta guardare i risultati


    22/11/2004 - 15:15

    Roma, 22 nov. (Apcom) - "Non mi interessa elencare i suoi errori. Tanto si possono vedere dai risultati: il paese sta sfumando verso il grigio della notte". Romano Prodi replica così alle domande ricevute via e-mail in un "forum" organizzato da Bloomberg News sugli sbagli della politica economica fatti dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.

    A supporto della sua tesi, Prodi osserva come l'economia italiana, quest'anno, "cresca dell'1,3%. Il tasso più basso - sottolinea - tra i G7".

    Tra le risposte del "Professore" anche una che riguarda il suo prossimo futuro politico. E Prodi conferma che il suo primo appuntamento pubblico in Italia sarà alla manifestazione di protesta l'11 dicembre a Roma, dove parlerà contro la legge finanziaria. Quell'appuntamento - si legge nel sito di Bloomberg - sarà anche l'occasione per Prodi di presentare una prima parte del suo programma elettorale, che riguarderà proprio questioni come il fisco. "Mi piacerebbe vedere - ha spiegato - una società dove non ci siano pochi ricchi che diventano sempre più ricchi, mentre tutti gli altri si impoveriscono e i poveri diventano sempre più poveri. E questo significa - ha aggiunto - che c'è bisogno di un'equità fiscale"

    Nella sua "intervista" via e-mail, Prodi ha anche spiegato che gli piacerebbe vedere "una società dove le imprese possano crescere e prosperare. E questo - ha sottolineato - significa rivedere la tassazione del lavoro".

  2. #2
    Gin Pì... Nun ce lassà...
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    "Mi piacerebbe vedere - ha spiegato - una società dove non ci siano pochi ricchi che diventano sempre più ricchi, mentre tutti gli altri si impoveriscono e i poveri diventano sempre più poveri. E questo significa - ha aggiunto - che c'è bisogno di un'equità fiscale"

    Nella sua "intervista" via e-mail, Prodi ha anche spiegato che gli piacerebbe vedere "una società dove le imprese possano crescere e prosperare. E questo - ha sottolineato - significa rivedere la tassazione del lavoro".


    Chi è che si ricorda di quella famosissima trasmissione di Renzo Arbore "Quelli della Notte"?

    Uno dei personaggi di spicco era Massimo Catalano il quale era uso dire cose talmente ovvie che per non fare un torto a La Palisse venne inventato il termine "catalanico" o "catalanata".

    Ne abbiamo due vigorosi esempi qui sopra...

  3. #3
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    Sembra il discorso di Flavia Vento...

    Attenderò fiducioso l'11 dicembre per sapere la soluzione ai mali del mondo che Prodi ci ha tenuto nascosta finora.

  4. #4
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    Amici,

    evidentemente la sortita di Prodi sul costo del lavoro non era casuale.

    Questo è un articolo del Riformista della scorsa settimana nel quale si tratteggiano alcuni punti del programma della Gad che verranno sottoposti all'approvazione di Prodi.

    Quello sul costo del lavoro gli deve essere piaciuto molto (come è piaciuto molto a me, è quella la strada per uscire dalla crisi).

    il Riformista 18-11-2004
    FINANZIARIE 2. FINITA LA LOVE STORY CON SINISCALCO
    La Gad non taglia le tasse
    ma premia figli e famiglie

    Piano fiscale alternativo, solo per i redditi sotto i 35mila euro



    La domanda è: come si muoverebbe il centrosinistra sulle tasse se oggi fosse al governo? «Le aumenterebbe», risponde la maggioranza, che su questa certezza ha costruito il principale argomento per stemperare la delusione di tanti sul rinvio al 2006 del taglio dell'Irpef. Per parte sua, l'opposizione ha finora risposto al quesito con un assunto generale: «Anche volendo, non potremmo abbassare le tasse perché non ci sono le condizioni». Ora, per uscire dal generico, la Gad è pronta a rendere pubblico un vero e proprio piano fiscale alternativo, che rappresenta anche una interessante anticipazione delle ricette fiscali del centrosinistra in vista del programma per le politiche del 2006. II piano è frutto del lavoro di un tavolo, allargato fino a Rifondazione comunista, che ha riunito tutti i migliori specialisti a di- a sposizione (Pierluigi Bersani e Vincenzo Visco per i Ds, Enrico Letta, Roberto Pinza e Tiziano Tìeu per la Margherita, mentre il Prc ha delegato il responsabile Lavoro Paolo Ferrero). In attesa delle ultime limature il risultato appare un compromesso tra le due principali tendenze della coalizione, e cioè il rigorismo vischiano (che a lungo ha guardato con benevolenza al nuovo corso dell'Economia sotto Siniscalco, prima di volgere alla contrapposizione frontale di queste ultime ore) e lo sviluppismo lettian-rutelliano (cui, di contro, non dispiace il recupero di pezzi sparsi di tremontismo), mentre per il momento restano in standby le richieste bertinottiane di introduzione di una tassa patrimoniale. L'incontro a metà strada è avvenuto intorno a un vecchio totem keynesiano, il rilancio della domanda interna, che secondo la Gad in questa fase non può passare attraverso la riduzione delle tasse. Ma il varo del piano è anche un primo passo verso la definizione dell'identikit del candidato della Gad per via XX settembre, definizione che passa pure per il definitivo ripudio della figura di ministro-tecnico (in meno di ventiquattr'ore è sparito ogni fair play verso il successore di Giulio Tremonti, che ha preso di imbroglione da Visco e di arrogante da Fassino).
    In ogni caso, chiunque sia il favorito nella corsa al ministero, si parte dalla certezza che il centrosinistra non inserirà nel suo programma di governo l'abbassamento delle tasse: «Attualmente - conferma Bersani al Riformista - non ci sono margini per un taglio fiscale, ma è possibile mettere mano a un meccanismo largamente redistributivo centrato sulle famiglie e sul lavoro dipendente. Su questo si basa la nostra proposta, che nasce per l'esigenza di distinguere il fisco secondo il centrosinistra da quello secondo il centrodestra e dalle velleità di Berlusconi. La settimana prossima, con Romano Prodi, decideremo modi e tempi di presentazione del nostro lavoro». Spiega Treu: «Abbiamo rovesciato l'impo tazione del governo, rinunciando a spalmare la manovra e concentrando tutti gli interventi sulle fasce medio-basse dì reddito. Abbiamo basato i nostri calcoli sui 6 miliardi di curo previsti dal governo per gli sgravi del 2005, ma trattandosi di una cifra ad oggi virtuale abbiamo predisposto tabelle modulari, che si adattano a quelle che risulteranno essere le reali risorse a disposizione». Aggiunge Pinza: «11 nostro principio è invertire l'equazione meno tasse, più crescita, più gettito. E' ampiamente dimostrato che la curva di Laffer, crescita del Pil al decrescere del carico fiscale, non funziona. Si deve invece partire dalla riduzione della spesa corrente, per risanare l'economia e creare le condizioni adatte per la riduzione delle tasse».
    Svolte le premesse, ecco le linee-guida del piano e dunque della manovra fiscale di un eventuale governo Prodi: alle famiglie si offrono interventi sulle detrazioni d'imposta e sui rimborsi, ovvero quelle che Visco definisce «imposte negative». Si parte dagli assegni familiari, previsti solo per i redditi fino a 35 mila euro. Esempio: una famiglia con un reddito annuo di 20 mila euro avrebbe diritto a 550 euro con un figlio a carico e a 900 euro con due figli. Ma, sempre in tema di famiglie, nel prospetto che gli autori della manovra ombra presenteranno a Prodi la prossima settimana è previsto anche un riassetto delle aliquote che ovviamente non accoglie la riduzione a tre scaglioni sul la quale lavora il governo per il 2006 e punta - spiega Treu - «a una razionalizzazione dell'esistente con vantaggi per le fasce svantaggiate». Sul fronte lavoro, invece, due i capisaldi: la restituzione del fiscal drag (che Giulio Tremonti, in base a una interpretazione molto contestata dal centrosinistra, considerava abolito dall'ultima finanziaria del governo Amato) e l'alleggerimento di 10 punti del cuneo contributivo che pesa al 33 per cento sulle retribuzioni medio-basse. Uno sconto che sarebbe diviso equamente tra imprese e lavoratori, metà direttamente in busta paga e l'altra ad abbattimento del costo indiretto del lavoro, con auspicate ricadute sull'occupazione. Peraltro, questa parte del piano è considerata la vera alternativa al taglio dell'Irap congegnato dal governo e ieri contestato anche Maurizio Beretta (secondo il direttore generale di Confindustria l'estensione della no tax area fino a 15 mila euro comporta un beneficio di circa 25 euro al mese). Stando ai conti del l'opposizione, il beneficio medio annuo per le imprese è di 935 euro, «praticamente - ironizza Pinza - l'equivalente di una cena del titolare con amico e rispettive signore». Di taglio Irap (ma questa è materia di cui si è ragionato solo all'interno della Fed) il centrosinistra è disposto a parlare solo se diretto esclusivamente alle aziende più esposte sui mercati internazionali emergenti e impegnate a reinvestire in innovazione tecnologica. In questo senso è previsto anche un incentivo alla ripatrimonializzazione delle imprese, per ovviare alla scarsa solidità finanziaria di quelle nazionali. E comunque, chiosa Bersani, «per le imprese è preferibile ragionare su politiche industriali piuttosto che fiscali, che forse non sono le più adatte per fare interventi selettivi. Un conto è fare un credito di imposta su un obiettivo di innovazione, di ricerca, di internazionalizzazione, di sviluppo, un conto è andare a discriminare in astratto quali siano le imprese che con un lieve sgravio fiscale possono avere una capacità di dare uno stimolo all'economia. Difficile riuscirci». A Prodi l'ultima parola.

  5. #5
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    Caro Brunik,

    apprezzabile l'articolo da Lei riportato ma mi piacerebbe capire cosa c'è di così sconvolgente in queste proposte. Quindi Le sarei grato, a mio esclusivo beneficio se non altro, che Lei integrasse con una sintesi (e con parole Sue) che potrebbe risolvere le mie ansie non essendo più nella condizione di avere 1 o 2 figli a carico onde usufruire dei benefici previsti dal Professore (o di chi per lui...).

    Ovviamente indicando anche la relativa "copertura"...

    La ringrazio.

  6. #6
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    Beh, il dimezzamento degli oneri sociali provocherà un boom di assunzioni e la rimessa in moto dell'economia. Con i nuovi assunti e con le maggiori imposte pagare dalle imprese (che avranno minori costi e pertanto più utili) si pagheranno i minori contributi a carico delle imprese.

    Inoltre l'aumento del 5% delle buste paga (attualmente gli oneri sociali a carico del dipendente ammontano al 9,79%, PRODI GLIENE TOGLIE LA METà) comporterà una ripresa dei consumi con maggiore introito IVA.

    Per il resto la copertura sarà garantita dall'aumento delle tasse per coloro che hanno un reddito sopra i 100.000 euro annui, e molti imprenditori supereranno questo limito per effetto dei minori costi dei contributi dei dipendenti.

    E' l'uovo di Romano Prodi, amici.

    PRODI TI DA' UN AUMENTO DEL 5%

    PER UN NUOVO MIRACOLO ITALIANO.

  7. #7
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    Molto interessante ma:
    • 1 - non mi è chiaro se i minori contributi versati incideranno o meno sulle pensioni;
      2 - non capisco perché 30-40-50 Euri lordi in più in busta paga favoriscano la ripresa dei consumi mentre 25 Euri netti (cifra sbandierata dalla sinistra e platealmente falsa...) derivanti da una riduzione delle aliquote non faccia altrettanto.
      3 - non credo alle coperture "automatiche". Non in questo caso e in questo momento in cui le imprese medio grandi stanno delocalizzando verso l'est. E non certo per risparmiare qualche punticino sui contributi.

    Poi c'è l'uomo Prodi...

    Un Saluto dal Kobra

    ----------------------------------------------------------
    PRODI Prof. ROMANO: "Forza Italia? Un "nulla" politico..."

  8. #8
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    Innanzitutto gli euri NETTI in busta paga per redditi di 20.000 euro annui sono 6 mentre prodi ne darà almeno 50.

    Voi di destra rubate ai poveri per dare ai ricchi. Con Prodi si cambia.

    Con queste misure i consumi cresceranno del 5% e di conseguenza il PIL, Altro che le elemosine di Berlusconi.

    Per la copertura, non c'è problema: più consumi = + IVA. Per il rimanente, più tasse ai ricchi ed esproprio di Mediaset con successiva collocazione sul mercato. Il ricavato andrà all'INPS e garantirà le nostre pensioni..

  9. #9
    Arrivederci a Tutti!
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    11 Dicembre...l'Ovvio dei Popoli...

    Il Prodi Senza Prodigi di Bruxelles (come l'hanno soprannominato Liberation ed il Financial Times)...l'11 Dicembre torna a scoprire l'acqua calda ed ad inventarsi nuove scuse sul perchè tutta questa scienza non l'abbia cacciata quando era Presidente del Consiglio oltre che quando era Presidente dell'UE... ...

  10. #10
    Gin Pì... Nun ce lassà...
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    In origine postato da brunik
    Innanzitutto gli euri NETTI in busta paga per redditi di 20.000 euro annui sono 6 mentre prodi ne darà almeno 50.
    Non so... Mi sembrano discorsi campati in aria e forse io sono scemo a darLe retta.

    Dell'Area No-Tax nessuno ne parla più?

 

 

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