L'UE APPROVA 11 PRINCIPI SULL'INTEGRAZIONE
19/11/2004 - 170
Per i 25 è un processo a due sensi di adattamento reciproco

Bruxelles, 19 nov. (Apcom) - Per la prima volta nella sua storia l'Unione europea ha adottato dei principi per guidare le politiche degli stati nazionali nell'inserimento degli immigrati nelle proprie società. Il dossier - che è stato preparato dall'Olanda, presidente di turno dell'Ue e Paese recentemente sconvolto dall'uccisione del regista Theo Van Gogh - è stato approvato oggi dai ministri del Consiglio Giustizia e Affari Interni a Bruxelles.

Prima di enunciare gli 11 principi, il documento ricorda che l'immigrazione, se ben gestita, può portare "molti benefici" ai paesi europei. Il primo principio sottolinea che l'integrazione deve essere concepita come fenomeno "dinamico" perchè "è un processo 'a doppio senso' di accomodamento reciproco da parte degli immigrati e dei residenti negli stati membri". In secondo luogo, l'occupazione è uno "strumento chiave" per l'integrazione, processo che per essere realizzato "implica il rispetto dei valori fondamentali dell'Unione europea".

Per i ministri dell'Ue "una conoscenza base della lingua, della storia e delle istituzioni del Paese ospite è indispensabile per l'integrazione". Per questo motivo "sono essenziali sforzi nell'educazione per preparare gli immigrati, in particolare i loro discendenti", ad inserirsi nelle società ospitanti. E' essenziale garantire agli immigrati un accesso indiscriminato alle istituzioni, ai beni e servizi pubblici e privati.

Il settimo principio europeo sottolinea che "un'interazione frequente tra immigrati e cittadini è un meccanismo fondamentale per l'integrazione". Per l'Ue bisogna poi garantire "le diverse pratiche culturali e religiose" come previsto la Carta dei diritti fondamentali, a meno che non contrastino con altri diritti inviolabili o le leggi nazionali.

Secondo i Venticinque la partecipazione degli immigrati nel processo democratico aiuta la loro integrazione, in particolare si sottolinea che "potrebbero" essere coinvolti nelle elezioni, garantendo loro il diritto di voto e la facoltà iscriversi a partiti politici. La questione dell'integrazione, prosegue il documento, dovrebbe essere inserita in tutte le politiche di governo e delle pubbliche amministrazioni. Infine, l'Unione ritiene necessario sviluppare degli indicatori e dei meccanismi di valutazione delle politiche di integrazione per poter migliorare quelle inadeguate.

Il documento sottolinea che gli stati membri mantengono piena autonomia nella gestione delle politiche dell'immigrazione perchè gli 11 punti "non sono vincolanti". Tuttavia, afferma, i principi possono essere una preziosa guida per fissare le priorità nazionali sull'integrazione e possono essere approfonditi dai singoli paesi.


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