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  1. #1
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    Mentre il maschio italico se ne stà a guardare la partita.....

    Mentre il maschio italico se ne stà a guardare la partita.....o tuttalpiù si da al turismo sessuale dall'altra parte del mondo, la femmina dello stivale si fa sedurre dai nuovi conquistatori. Bell'esempio di orgoglio virile.



    Hanno fisici perfetti, sanno come far sentire desiderata una donna e vivono il sesso in modo primordiale, istintivo. Per questo, il latin lover è stato rimpiazzato da tunisini, senegalesi, marocchini. Ricercatissimi da ragazze e matrone disposte anche a pagare per una notte di trasgressione.

    Le ragazze spagnole hanno le parole per dirlo: «Bajar al moro». Vuol dire scendere a sud a farsi rimorchiare dagli africani. A loro basta attraversare lo Stretto di Gibilterra, il Marocco è a portata di mano con tanti maschi che non sono ancora stati raggiunti dal calo del desiderio dell'uomo bianco. «Perché, inutile negarlo, il calo c'è» dice Loredana V., studentessa romana venticinquenne che dichiara apertamente di essere attratta solo dagli uomini di colore. «Ai nostri ci manca poco che gli devi mettere le mani addosso tu. Non sanno farti sentire desiderata».
    Per questo il sabato sera frequenta locali come il Dune di piazza Venezia o il Black planet o l'Akab a Testaccio. «Certo la concorrenza delle straniere è forte. Alte, bionde, occhi azzurri. Fanno follie per un africano. Le tedesche soprattutto».

    Tedesche come Vera Heinzl, la giovane turista che ha pagato con la vita una serata di trasgressione. Il suo incontro con Nabil, l'attraente ragazzo marocchino di cui forse si era un po' innamorata, sembra ricalcare un copione piuttosto comune dove però il finale non si è limitato a una delusione amorosa.
    «Diciamola tutta» si sfoga Eleonora C., una ventiquattrenne che fa teatro e che ha chiuso da poco una storia con un ventiseienne della Nuova Guinea. «Noi femmine dobbiamo essere sempre perfette, rifarci le tette, gonfiarci le labbra, vestirci da sballo, e per chi? Per un italiano bamboccione che nemmeno ci guarda? Gli africani hanno un fisico meraviglioso, con quegli addomi a tartaruga senza andare nemmeno in palestra. E poi come si muovono, come ti fanno ballare! Hanno la musica nel sangue. Ti fanno sentire donna».

    Insomma il latin lover non abita più qui, oppure ci abita ma viene da lontano: è un african lover, qualche volta (con le signore in età) è un vero e proprio gigolò. Vale a dire che si fa pagare o cerca di sistemarsi per la vita: sposarsi è la salvezza per garantirsi un futuro senza problemi. Cominciano a vedersi in giro strane coppie: africani giovanissimi (anche adolescenti) accasati con mature donne occidentali, che magari con loro coronano il sogno di un figlio, fatto giusto sul filo della menopausa.
    segue servizio su due pagine su:

    SERVIZIO COMPLETO

  2. #2
    Orazio Coclite
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    Ennesimo esempio di articolo spazzatura che incensa l'allogeno e vilipende l'europeo. E' una sagra del luogo comune che finisce per pubblicizzare queste unioni contro-natura fra specie diverse, brrr...

    Come faceva quella canzone dei Legittima Offesa? 'Azzurro mar'?

  3. #3
    Paul Atreides
    Ospite

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    Pur di propagandare le bellezze della multirazzialità s'inventerebbero qualsiasi cosa...

    Adesso si scopre che, dopo decenni di battaglie ''femministe'' contro il maschio ''animalo'', guarda caso la stessa tipologia piace da impazzire, a condizione che sia di colore, of course...

  4. #4
    EuRussia vs AmeriCina
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    Ma perchè, alle donne piacciono ancora i maschi ?
    Pensavo che ormai volessero fare tutto da sole, lesbiche, nuclei familiari, adozioni, et cetera...
    Scherzi a parte, come potrebbe non esserci calo di interesse quando siamo arrivati ad un punto che se fai un complimento è "molestia sessuale" ??? Se provi un corteggiamento ti denunciano ?
    É chiaro che in presenza di simili contraddizioni, l'uomo va in cortocircuito e poi si scazza. Quando le donne erano Donne, tutto questo non succedeva...

    E in ogni caso niente giustifica questo esplodere di coppie miste, che mina la base demografica ed etnica della nostra nazione.

  5. #5
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    Insomma queste donne non sanno cosa vogliono , se non ci provi
    è perche non sei abbastanza maschio , se ci provi sei un maniaco
    mah..ste donne !...... Comunque mi sorge un dubbio , ma non è che hanno intervistato qualche "chiattona" da un quintale ???!!!!
    In ogni caso la storia può essere capovolta.... perchè gli Italiani preferiscono le "cubane"?

  6. #6
    Orazio Coclite
    Ospite

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    Ma leggiamocelo per intero sto capolavoro:


    African gigolò
    Hanno fisici perfetti, sanno come far sentire desiderata una donna e vivono il sesso in modo primordiale, istintivo. Per questo, il latin lover è stato rimpiazzato da tunisini, senegalesi, marocchini. Ricercatissimi da ragazze e matrone disposte anche a pagare per una notte di trasgressione.

    Le ragazze spagnole hanno le parole per dirlo: «Bajar al moro». Vuol dire scendere a sud a farsi rimorchiare dagli africani. A loro basta attraversare lo Stretto di Gibilterra, il Marocco è a portata di mano con tanti maschi che non sono ancora stati raggiunti dal calo del desiderio dell'uomo bianco. «Perché, inutile negarlo, il calo c'è» dice Loredana V., studentessa romana venticinquenne che dichiara apertamente di essere attratta solo dagli uomini di colore. «Ai nostri ci manca poco che gli devi mettere le mani addosso tu. Non sanno farti sentire desiderata».
    Per questo il sabato sera frequenta locali come il Dune di piazza Venezia o il Black planet o l'Akab a Testaccio. «Certo la concorrenza delle straniere è forte. Alte, bionde, occhi azzurri. Fanno follie per un africano. Le tedesche soprattutto».

    Tedesche come Vera Heinzl, la giovane turista che ha pagato con la vita una serata di trasgressione. Il suo incontro con Nabil, l'attraente ragazzo marocchino di cui forse si era un po' innamorata, sembra ricalcare un copione piuttosto comune dove però il finale non si è limitato a una delusione amorosa.
    «Diciamola tutta» si sfoga Eleonora C., una ventiquattrenne che fa teatro e che ha chiuso da poco una storia con un ventiseienne della Nuova Guinea. «Noi femmine dobbiamo essere sempre perfette, rifarci le tette, gonfiarci le labbra, vestirci da sballo, e per chi? Per un italiano bamboccione che nemmeno ci guarda? Gli africani hanno un fisico meraviglioso, con quegli addomi a tartaruga senza andare nemmeno in palestra. E poi come si muovono, come ti fanno ballare! Hanno la musica nel sangue. Ti fanno sentire donna».

    Insomma il latin lover non abita più qui, oppure ci abita ma viene da lontano: è un african lover, qualche volta (con le signore in età) è un vero e proprio gigolò. Vale a dire che si fa pagare o cerca di sistemarsi per la vita: sposarsi è la salvezza per garantirsi un futuro senza problemi. Cominciano a vedersi in giro strane coppie: africani giovanissimi (anche adolescenti) accasati con mature donne occidentali, che magari con loro coronano il sogno di un figlio, fatto giusto sul filo della menopausa.

    «Il primo approccio con questi ragazzi è fantastico» continua Eleonora. «Sono calorosi, molto erotici, belli come il sole. Sembrano dei principi». Questione di ormoni: come fa a resistere una ragazza? Ma poi c'è il triste risveglio. «È difficile che il rapporto funzioni. Mentalità troppo diverse, famiglie che si mettono in mezzo (questi stranieri hanno madri tradizionaliste che non vedono di buon occhio le ragazze di altra religione). E poi la loro sessualità è brutale: non amano i preliminari, vanno subito al sodo. Non sanno cos'è il romanticismo. Una volta che una ci sta, non ti lasciano scappare via se ci ripensi. Non è che sono violenti, ma certo capisci che hanno con il sesso un rapporto naturale, istintivo. Non li fermi più quando partono».

    Come mai la voglia di trasgressione si trasforma, nelle menti femminili, in grande amore? Frieda è austriaca, viene da un paesino di montagna, fa la fioraia ed è a Milano alla pari. «Il mio sogno era sposare un italiano» confessa, però ora si è messa con un marocchino, conosciuto nella zona del parco Sempione, che la fa soffrire perché la tradisce. «È talmente bello, gli muoiono tutte dietro. Certe vecchie lo coprirebbero d'oro per portarselo a letto». Lui l'ha abbordata regalandole una rosa rossa. Parla inglese benissimo, mentre gli italiani hanno problemi con le lingue. «Gli italiani ti sanno dire solo le solite quattro frasi fatte».
    E com'è il rapporto visto da lui? Sun, 26 anni, è senegalese. Professione acchiappaturiste e, a tempo perso, venditore ambulante a Desenzano, sulle rive del Garda. «Le turiste qui sono tutte bionde, camminano in gruppi e sono strafatte di mojito» racconta. «Le seduco con lo sguardo e dato che parlo cinque lingue riesco a comunicare con tutte. Molte volte si fermano intorno alla mia bancarella con la scusa di voler sapere il prezzo di una borsetta. In realtà vogliono solo due cose: o me o il fumo. Naturalmente io le accontento in entrambi i casi».
    Il suo collega Wimal, 29 anni, detto Tiger, è ancora più esplicito: «Superato l'approccio le invito al faro. Mi basta poco per capire se una ragazza è disponibile. Se accetta, andiamo a fumarci qualche canna e poi, la maggior parte delle volte, si finisce a far l'amore sulle panchine o per terra. Quest'estate una ragazza olandese, dopo una sola notte di sesso, si era innamorata di me a tal punto che il giorno dopo mi ha presentato i genitori».

    Fumo, alcol, discoteche: lo scenario è lo stesso un po' dappertutto. A Firenze è impossibile trovare posto sugli scalini di piazza Santo Spirito o a Santa Croce, punti di ritrovo di turisti, ragazze alla pari, studenti Erasmus. Una birra, il suono dei bongos e qualche spinello sono gli ingredienti per passare la serata.
    Molti nordafricani, alcuni mediorientali lavorano nei locali e attaccano discorso offrendo una canna. Poi magari si va nei pub dal sapore irlandese – Red Garter, Lochness, Transilvania, Stonenghe, Cequers – o nelle discoteche storiche come il Central Park o il Meccanò alle Cascine. Ci sono piste da ballo riservate all'hip hop, dove i senegalesi che di giorno occupano Ponte Vecchio con i loro tappetini vivono momenti di gloria esibendosi in danze che nessuno con la pelle bianca riuscirebbe neanche lontanamente a emulare. I balli sono un corpo a corpo dal sapore tribale, con le anche di lui che si insinuano fra le gambe di lei e mani che corrono veloci sulla pelle, sopra e sotto i vestiti. Poi, complici molte birre e qualche spinello, i divanetti si riempiono di coppie multietniche con un unico desiderio: una notte di passione con un partner che, per entrambi, è «diverso».
    A volte il sogno continua in una relazione stabile che dura quel che dura. A volte capita una disgrazia. Com'è successo a Roma in agosto. O l'estate scorsa a Firenze: una ragazza californiana di 22 anni e una inglese della stessa età sono state violentate dopo una notte in discoteca. In un caso era stato un marocchino che aveva portato la vittima nel parco con la scusa di trovare altro «fumo»; nell'altro un egiziano, dopo averla accompagnata a casa, non si è accontentato del bacio della buonanotte nell'androne.

    «Forse le ragazze si sono spaventate e all'ultimo momento volevano tirarsi indietro, senza fare i conti con la differente idea che ha della donna il sud del mondo» commenta Eleonora. «Da un lato molti africani idealizzano la femminilità, dall'altro nella loro testa le donne devono sottomettersi. Loro si sentono dei re, al loro paese sono le donne a lavorare per permettere agli uomini di dedicarsi all'ozio, alla conversazione, alla meditazione».
    «Le notti di tante ragazze che parlano inglese o tedesco finiscono in colossali sbornie, a volte sembra che invece del divertimento cerchino l'autodistruzione» riflette incredulo il cameriere di un bar romano che resta aperto tutta la notte. «Finiscono sdraiate a terra fuori dai pub, a vomitare nei vicoli, a fare pipì dietro i cassonetti». L'altra faccia della trasgressione.

    (hanno collaborato Giorgio Sturlese Tosi e Gabriele Parpiglia)





    RITRATTO DI NABIL, UN INDAGATO (QUASI) NORMALE

    Nabil che per conquistare una ragazza le regala un fiore. Oppure Nabil che, prepotente, ne insulta un'altra quando respinge le sue avance. Nabil, african lover, che colleziona sul telefonino soprattutto numeri femminili, schivo nel raccontare di sé, ma al tempo stesso simpatico e dai modi garbati. Un ritratto a più facce quello di Nabil Benyahya, il ventunenne marocchino che per ultimo ha visto Vera Heinzl, la giovane tedesca morta nel Tevere la notte fra il 19 e il 20 agosto. E che resta l'unico indagato in questo giallo di fine estate.
    La squadra mobile di Roma, guidata dal vicequestore Alberto Intini, ne ha ricostruito spostamenti e frequentazioni nella capitale. Dove sarebbe arrivato, da clandestino, almeno un anno fa, non si sa se proveniente da altre città italiane. Ma per accertarne l'identità (lui dichiara di essere nato a Fez nell'83) si sta muovendo persino l'Interpol. Le sue rotte nella capitale non sono così diverse da quelle di tanti altri coetanei.

    Di giorno passeggiate al mare, a Ostia, con ragazze carine, spesso studentesse, che di volta in volta aggancia in centro oppure nei dintorni della Terza università, in zona Marconi. Proprio dove Nabil abita, in una baracca sulla sponda del Tevere, all'altezza dell'omonimo ponte. Di pomeriggio il luogo d'incontro è la scalinata di piazza di Spagna, dove ha conosciuto Vera. Di sera invita le ragazze in pizzeria, preferibilmente nei quartieri Ostiense-Testaccio, mete della movida romana. E, sempre in zona, punta ai locali dove si fa musica, magari africana, come l'Associazione mattatoio, un centro sociale frequentato non solo da extracomunitari. Oppure discoteche, tipo il Chaccanuga.
    Rimorchiare non deve essere difficile per Nabil, un bel ragazzo, alto 1,78, che veste alla moda, jeans o pantacargo, maglietta da cestista e bandana bianca o gialloblù. Proseguire nel rapporto forse lo è di più, per uno senza famiglia, senza un lavoro fisso e che vive praticamente in strada. In una delle sue due agendine, sequestrate dagli inquirenti, magari per voglia di normalità alla voce indirizzo scrive: Marconi. E a chi conosce si presenta con un più occidentale: «Mi chiamo Bill».

    Si spaccia per studente di lingue (parla francese, un po' d'inglese, oltre a un arabo forbito), dice di mantenersi lavorando in un ristorante.
    La relazione più lunga accertata dura una settimana: s'incontrano nei giardinetti vicino a casa di lei, una 23enne romana, di un popoloso quartiere semicentrale. Altre volte, dopo il primo approccio (è sempre lui a richiamare), non riesce ad andare oltre le telefonate. Il copione, comunque, è sempre lo stesso: alle sue nuove conquiste offre birra e spinelli.
    E il sesso? Sulla testa di Nabil pesa una recente denuncia per violenza carnale da parte di una ragazza che lo accusa di averla stuprata nella baracca lungo il fiume. A poca distanza da dove sarebbe poi emerso il corpo di Vera Heinzl. E ancor più recente è la denuncia per uno scippo. «Mi sembra che ci sia un tentativo di trasformare un ragazzo, che ha studiato chimica e matematica, in killer e maniaco, solo sulla base di ipotesi» lamenta Alessio Tranfa, agguerritissimo difensore d'ufficio di Nabil che si è fatto affiancare da un medico legale, Stefano De Pasquale Ceratti. «La violenza sessuale va accertata, quanto allo scippo ci sono versioni contrastanti» aggiunge. Ma intanto ha ottenuto un punto: nel caso Heinzl il Tribunale del riesame ha annullato l'ordinanza di custodia cautelare per sequestro di persona, anche se Nabil resta in carcere per detenzione di sostanze stupefacenti.

    Donatella Marino

  7. #7
    Paul Atreides
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    Ammazza che ritrattino...


    Ritrattino che è poi assolutamente ''razzista'', anche se a livello inconsapevole [forse...], perché descrive stì tizi come una classica ''razza di natura'' [vitalità prorompente, elementarietà nei rapporti e nel modo d'essere, ecc.]

  8. #8
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    Sono donne con tendenze sadomaso.
    Gli piace farsi sbattere e ridurre in schiavitù dai musulmani.
    E poi quando il musulmano scappa con i figli, e il tribunale degli ulema gli dà ragione perchè per la sharija i bambini sono sempre del padre, queste troie vengono a frignare dal governo italiano.

  9. #9
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    E pare che non sia finita. Dico solo per "sentito dire": sembra che nei film a luci rossi, e nelle foto sui siti, vada di moda la donna bianca coll'uomo nero, mentre la donna nera va sempre con un maschio del suo stesso colore di pelle. E' vero?
    Io non ci ho esperienza.... .... ma credo sia un buon motivo, questa propaganda razzista e disumana, che mette noi maschi bianchi al bando, per bandire la pornografia, ormai asservita alla strapotere delle lobby radical chic del continente.

    "

  10. #10
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    il meticciaggio è tipico dei popoli del sud.

    tedeschi inglesi e scandinavi ( donne ) si fanno si scopare dai negri ma di solito non per fini procreativi ma di puro divertimento come è insito in quelle culture più tolleranti o libertine che dir si voglia.

    a me naturalmente fa schifo vedere una bianca con un negro ma
    succede tutt'al più per trasgressione,anche loro alla fine sanno
    chi è il vero maschio...

    conosco un universitaria veramente bellissima che si faceva scopare e girava mano nella mano con un negro veramente brutto
    e questo per far vedere quanto era emancipata,naturalmente poi
    un bianco babbeo che se la sposa ingravida e la tratta come una vergine lo trova sempre.

    certo è che al di la di tutto il maschio bianco fa proprio pena,un vero babbeo.

    io penso che se ci fossero uomini più con i coglioni,e meno cremine e palestra certi problemi non si porrebbero neppure

 

 
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