Mercoledì, 17 Novembre 2004
Presentata la nuova campagna regionale di integrazione dei veneti con i cittadini immigrati
«Mai più da clandestini»
Lassessore Zanon: «Non cè solo limmagine della criminalità»
E' stata presentata ieri, a Villa Ottoboni, la campagna di comunicazione dal titolo "In Veneto mai più da clandestini", costituita da una serie di affissioni e da uno spot radiofonico a programmazione regionale. Protagonisti della campagna di comunicazione sono tre giovani immigrati: un tunisino, un rumeno e una nigeriana, che con un sorriso e uno slogan accattivante comunicheranno alla popolazione una maniera diversa di intendere lo straniero."Si tratta della prima campagna istituzionale dedicata agli immigrati. Un segno tangibile della determinazione, da parte della Regione Veneto, di affrontare il fenomeno dei flussi migratori in modo nuovo e concreto. Un impegno che dimostra come il Veneto si stia attrezzando anche dal punto di vista multiculturale. Il mondo dei media e della comunicazione - ha sottolineato l'assessore regionale Raffaele Zanon - deve prendere atto che l'immigrato non può balzare in primo piano solo in termini di criminalità ed emergenza. In Veneto ci sono circa 130 etnie, 130 culture diverse con cui convivere e che vogliono essere riconosciute e rispettate. Da una ricerca dell'Osservatorio Regionale sull'Immigrazione - ha ricordato Zanon - risulta che gli immigrati leggono soprattutto le testate autoctone, e chiedono quindi un maggior rispetto da parte dei media del paese ospitante.
Al convegno sono intervenuti anche Sergio Frigo, direttore di "Cittadini dappertutto" e giornalista de Il Gazzettino: "il linguaggio con cui ci si esprime nei confronti di chi viene da un'altro paese è indicativo dell'atteggiamento che si ha nei confronti delle culture diverse dalla nostra - ha puntualizzato Frigo - gli italiani venivano chiamati spregiativamente "dagoes" (tagliagole) dagli americani fino a non moltissimi anni fa. E oggi sulle pagine dei giornali è da poco scomparso il termine "vù cumprà" usato genericamente per qualsiasi africano. Ci sono però ancora molti passi da fare verso una rispettosa integrazione: la dimensione culturale e linguistica è fondamentale in questo processo che tutti i cittadini del Veneto stanno compiendo assieme, non senza difficoltà".Tra i relatori anche Edrissa Sanneh, in arte Idris, direttore di un Tg multietnico su Rete Brescia, noto per la sua ostentata e simpatica fede juventina. "Sarebbe bello che i media avessero un atteggiamento animato da autentica curiosità intellettuale nei confronti delle diverse etnie presenti in Italia - ha spiegato Idris - c'è tutto un patrimonio di cultura, storia e colore da far scoprire agli italiani, che credo che siano ormai stufi di sentire parlare degli stranieri solo nelle pagine della cronaca nera".
Alberto Gottardo




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