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google dice che c'era il barbarossa in gita nel nord italia.


questo lo so. e poi?In origine postato da caffeina
google dice che c'era il barbarossa in gita nel nord italia.


RIASSUNTO ANNI dal 1168 al 1176
FONDAZ. ASSEDIO ALESSANDRIA - ASSEDIO ANCONA -BATT. DI LEGNANO
( dal 1168 al 1176 )
FONDAZIONE DI ALESSANDRIA - MORTE DI PASQUALE III ED ELEZIONE DELL'ANTIPAPA CALLISTO III - CRISTIANO DI MAGONZA IN TOSCANA - SECONDO ASSEDIO D'ANCONA - QUINTA SPEDIZIONE ITALIANA DEL BARBAROSSA: PRIMI SUCCESSI - EROICA RESISTENZA DI ALESSANDRIA - CONVEGNO DI MONTEBELLO - BATTAGLIA DI LEGNANO - TRATTATIVE CON IL PONTEFICE - CONGRESSO DI VENEZIA


però nell'1167 c'è stato il giuramento di Pontida![]()


anno di fondazione di oxford
e visto i fenomeni che ci hanno studiato (tipo il traditore blair)
meglio sarebbe stato x il mondo fosse bruciata al massimo nel 1169.


Andrej Bogolyubsky divene principe del Principato di Vladimir-Suzdal...spero di non vere sbagliato data, però![]()


nasce CALLISTO III professione ANTIPAPA.


*** L'anno nuovo trova l'Italia in festa, con alle spalle la clamorosa sconfitta dell'imperatore, che fa nuovamente sperare le città comunali. Mentre in Germania BARBAROSSA oltre a dover risolvere non pochi problemi interni (ha una breve guerra con un suo feudatario, Hektor Babonzo di Turingia, per il controllo sulla città di Essen, che assedia, cattura e l'uccide), seguiterà a leccarsi le ferite e a meditare la disfatta subìta in Italia.
(QUI SOTTO, ANTICIPIAMO UN PO' I FATTI del 1174-75)
Per sei anni BARBAROSSA non si farà avvistare in nessuna frontiera. Fino al 1174, quando compiendo anche questa volta un lungo giro, scese in Italia con un grande esercito entrando dal territorio degli "ospitali" SAVOIA. Iniziò la sua campagna in Piemonte iniziando con una vendetta covata sei anni: rase al suolo Susa, per l'umiliazione ricevuta anni prima (quando fu costretto a una fuga notturna, come un ladro di polli - fu umiliante).
Ma BARBAROSSA dopo Susa, non sapeva cosa l'aspettava! In sei anni la Lombardia era risorta, e se Barbarossa era deciso a schiacciare i lombardi, altrettanto i lombardi lo aspettavano con la stessa decisione per schiacciare lui. Gli avevano preparato una bella trappola, e lui ci cascò dentro anche qui come un "pollo"..
Dopo la riunione a Pontida dello scorso anno, verso la fine, il 1° DICEMBRE, con la definitiva costituzione della "LEGA LOMBARDA", aderì anche la "LEGA VERONESE" e successivamente REGGIO EMILIA.
Quest'anno guardano con simpatia alle due leghe, Genova e Pisa, e perfino dalla corte di Sicilia i leghisti ricevono aiuti in denaro. I normanni hanno capito che a nord le due leghe unite potevano rappresentare insieme un vero e proprio sbarramento alle mire del Barbarossa, che da anni ha intenzione di scendere nel Sud, dei normanni ma anche di papa Alessandro che vanta sul regno di Sicilia la giurisdizione pontificia.
I capitani delle città si ritrovano tutti alla Dieta di LODI per studiare delle nuove strategie. All'assemblea compare il nome di una nuova città-comune.
Sorge su una piccola sconosciuta località alla confluenza del Tanaro con la Bormida. La città (anche se era già un plurisecolare piccolo paese) nasce volutamente grande per un'esigenza logistica su una posizione ideale, tale da essere in grado di controllare tutti i punti d'ingresso nella piana lombarda.
La lega a Lodi, decise di farne il baluardo della Lombardia; nacque in brevissimo tempo, senza edifici di lusso, ma con una fortificazione estrema. In breve abitata da 15.000 "leoni". In segno di fedeltà e di alleanza col papa ALESSANDRO III, un cittadino propose di chiamarla proprio col suo nome: ALESSANDRIA.
Quel cittadino - a parte la solidità urbana che si era venuta a creare con gli immensi bastioni - non poteva avere avuto idea migliore; fu un lampo di genio, con un forte impatto psicologico. Quando FEDERICO scese dalla Savoia, per la quinta volta in Italia e iniziò a distruggere nel '174 tutte le città piemontesi, quando giunse davanti a questo paese (ora trasformato un una turrita città) che non era menzionato da nessuna parte, del tutto sconosciuto, ma che gli attraversava la strada, sconvolse tutti suoi piani.
Quando BARBAROSSA arrivò davanti alle sue mura, Alessandria gli tolse il sonno. Il nome prima di tutto gli ricordava il suo avversario, poi con i tanti e vani tentativi di distruggerla, cominciò a vederla come il simbolo e il baluardo della ribellione. Questa città, con i primi assalti andati a vuoto con pesanti perdite, diventò la sua ossessione e la sua rovina. Ci riprovò diverse volte, ma ogni volta una carneficina; fallimenti uno dietro l'altro che invece di scoraggiarlo provocarono un'irrazionale ostinazione (che si dimostrò alla fine fatale).
Se questa città non spariva dalla faccia della terra, la sua inespugnabilità poteva diventare la "favola" di papa Alessandro; questa località sconosciuta a tutti, sarebbe diventata il sollazzo dei suoi nemici; le sue mura se restavano in piedi, sarebbero diventate oggetto di scherno; uscirne sconfitti una vera onta per l'esercito imperiale; e per lui che aveva distrutto e incenerito la grande Milano, rappresentava un vero e proprio affronto.
Scelse così l'inverno per assediarla, ma ebbe ancora una volta avverso il destino. L'inverno fu uno dei più rigidi e causò più sofferenze agli assedianti che non agli assediati. Un'ecatombe ogni volta che si tentava di prenderla d'assalto per porre fine all'assedio e poter continuare la campagna militare sul resto d'Italia.
Dopo sei mesi, con la "favola" già raccontata in giro per schernire i nemici e sollazzare gli amici, FEDERICO si ostinò a far giungere rinforzi; uomini e mezzi da ogni parte; poi nell'aprile del 1175 Barbarossa ricorse all'astuzia, fece scavare delle lunghe gallerie per entrare dentro la fortezza. A lavori ultimati cercarono di penetrare nella città, ma furono scoperti; ci fu un'altra ecatombe. Ne approfittarono gli alessandrini; con gran coraggio, uscirono i veri "leoni" da quelle stesse gallerie, attaccarono il campo dell'imperatore distruggendo e appiccando il fuoco agli accampamenti e alle macchine da guerra, poi rientrarono dalle stesse galleria lasciandosele dietro distrutte. Per Barbarossa fu un disastro!
BARBAROSSA cercò scampo; si diede alla fuga con gli uomini sopravvissuti ritirandosi tra Casteggio e Voghera. Qui iniziò dei negoziati di pace con la Lega, sperando di prendere tempo per ricostituire la sua armata con dei rinforzi provenienti dalla Germania; ed infatti, arrivarono nella successiva primavera nel '176, ma era un esercito di sbandati, inoltre mancava ENRICO il leone, su cui Federico faceva molto affidamento; invece l'amico non accolse il suo appello; fu quasi un tradimento.
BARBAROSSA non poteva far altro a quel punto che tentare ugualmente la sua "ultima e disperata carta". Attaccare anche in quelle condizioni.
Il 29 MAGGIO 1176 a LEGNANO suonò la sua ora: BARBAROSSA nella battaglia fino allo stremo contro ALBERTO da GIUSSANO e la sua Compagnia della Morte, con coraggio si buttò anche lui nella mischia, ma fu disarcionato e sparì dalla vista. La sconfitta fu totale. Lui in fuga; mentre in mano ai veri "leoni": il suo scudo, la sua lancia, il suo cavallo, il suo vessillo, il suo forziere, i suoi uomini, il suo generale e persino qualche suo parente.
Il "CARROCCIO" simbolo della lega, diventò perfino troppo piccolo per caricarci i trofei.
Insomma, BARBAROSSA lascio' sul campo la sua dignità e la maestà dell'impero. In OTTOBRE s'incamminò verso Anagni, ad inginocchiarsi davanti ad ALESSANDRO III, l'uomo che da quasi vent'anni era diventato il suo incubo; e la sua città, la causa della disfatta.
(abbiamo anticipato gli eventi- ma occorreva farlo)
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*** NEL corso dell'anno, il 20 SETTEMBRE muore l'antipapa Pasquale III, l'uomo che ha provocato molti danni. Barbarossa come il solito è lui ad arrogarsi il diritto di eleggerne un altro: un suo fedele prelato, che prende il nome di CALLISTO III.


L'ultimo rapporto sessuale di Drugo...![]()