Diversi alti ufficiali in congedo hanno duramente criticato, sulla rivista Rolling Stone del 3 novembre, la politica dei neo-cons. L'episodio è sintomatico della polarizzazione profonda che regna attualmente negli Stati Uniti, e che colpisce sia il partito democratico che quello repubblicano:
* Il gen. Merrill McPeak, ex capo di stato maggiore dell'Air Force (1990-1994), spiega che la rivolta in Iraq "acquista vigore" e che da come gli iracheni si comportano e combattono si prospetta "una fase molto più pericolosa del conflitto". "Chi comanda al Pentagono e alla Casa Bianca vive in un mondo di fantasie ... Dò la colpa al Segretario alla Difesa Donald Rumsfeld e a quelli che gli stanno dietro: il vice segretario alla Difesa Paul Wolfowitz e il sottosegretario Douglas Feith. Forse dovrebbe essere menzionato anche lo stesso vice presidente, e senz'altro sua moglie. Questi cosiddetti neo-cons sono persone che non hanno esperienza reale nella vita. Sono utopisti ... e non demordono dalle proprie convinzioni, cosa che li rende doppiamente pericolosi".
* L'ammiraglio Stansfield Turner è stato comandante alleato della NATO per l'Europa meridionale (1975-1977) e direttore della CIA (1977-1981). Afferma: "Tutto considerato, l'Iraq è un fallimento di proporzioni monumentali". Depreca in particolare i ritardi nella ricostruzione e nella ricostituzione delle forze militari e di polizia.
* Il gen. William Odom, ex direttore della National Security Agency (1985-1988), dichiara: "E' un enorme disastro strategico e diventerà anche peggiore. Prima ce ne andiamo e minore sarà il danno".
* Il gen. Anthony Zinni, ex comandante in capo delle Comando centrale USA (1997-2000) sostiene, riferendosi a Saddam: "Lo avevamo in pugno, ma il presidente è stato convinto dai neo-cons che in seguito ci saremo pentiti non di averlo eliminato".
* Il gen. Claudia Kennedy, ex vice responsabile dell'intelligence dell'Esercito (1997-2000), sostiene: "L'Iraq è un bagno di sangue, ed occorre affrontare la situazione in maniera molto più complessa di come fa il cowboy di nome Bush".
* Il gen. Wesley Clark, ex comandante alleato supremo della NATO in Europa (1997-2000), è convinto che quello compiuto in Iraq sia: "l'errore strategico" peggiore degli ultimi cinquant'anni. "Siamo finiti in questo disastro perché l'amministrazione Bush ha deciso che voleva invadere l'Iraq e restava una cosa sola da decidere: per quale motivo?"
* l'Ammiraglio William Crowe, ex capo di stato maggiore della difesa (1985-1989), aggiunge: "La leadership civile" ha imposto un'occupazione che è "un'evidente fesseria". "Dobbiamo ritirarci".
Fonte:http://www.movisol.org
22.11.04