Il professor Tommaso Padoa Schioppa è il rappresentante italiano nella Banca centrale europea, l’istituzione da cui dipende la politica monetaria continentale, a detta di molti un disastro.
L’euro, moneta rappresentativa delle economie di 12 paesi, ingrassa e balla al ritmo fissato dal dollaro, dallo yen e dalla moneta cinese.
I banchieridi Francoforte periodicamente si riuniscono e ne prendono atto, talora emettendo comunicati pieni di ammonizioni
ai governi invitati a provvederenalle difficoltà e a evitare l’infarto da obesità monetaria.
Intanto l’economia europea si trova sempre più stretta tra la scarsità della crescita e la sopravvalutazione del segno monetario, fenomeni che si alimentano a vicenda in una spirale perversa.
Poiché l’attività di banchiere centrale sembra lasciargli molto tempo a disposizione,
Padoa Schioppa ne impiega una parte per spiegare ai lettori del
Corriere della Sera come funzionano bene le istituzioni europee. Ieri li ha informati che nell’Europa a 25, finalmente, “c’è più democrazia”.
Questa novità sarebbe la conseguenza del fatto che i parlamentari europei hanno sentito di “non avere altra lealtà che verso i loro elettori, che li avevano investiti di un mandato europeo, non nazionale”.
Così ora l’Unione europea “ha un governo parlamentare”.
In sostanza, secondo Padoa Schioppa, il Parlamento europeo, discriminando Rocco Buttiglione per le sue opinioni, si sarebbe
emancipato dallo strapotere “monarchico” dei governi e così ha portato un po’ di vento politico a soffiare nelle vele delle istituzioni europee.
Se le cose stessero così, l’Europa sarebbe in balia di un Parlamento senza maggioranza, in cui gli euroscettici, alleandosi volta a volta con i moderati o i progressisti, sono in grado di impedire qualsiasi scelta, mentre il Consiglio europeo
(consesso in cui sono rappresentati governi eletti da una maggioranza politica) viene relegato a una funzione
“presidenziale” poco più che rappresentativa.
Ci si troverebbe dunque di fronte a una costruzione istituzionale che è una via di mezzo tra la Dieta polacca e la Repubblica di Weimar.
C’è solo da sperare che le analisi istituzionali di Padoa Schioppa abbiano un’attendibilità simile all’efficacia delle iniziative della banca europea, pari cioè a zero.
Comunque agli europei, che già sopportano un Parlamento irresponsabile e una moneta non governata, si potrebbero
almeno risparmiare le prediche.
Ferrara su Il Foglio
saluti




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