Dopo Parmalat,Cirio,Alitaglia e Volare...ecco il nuovo caso Impregilo...



La Finanza negli uffici dell'azienda di Piergiorgio, figlio di Cesare
Indagati i vertici per falso in bilancio e false comunicazioni
Perquisizioni alla Impregilo
Romiti e Gemina nella bufera

Titolo sospeso in Borsa, crolla quello della holding di famiglia
La difesa: "Abbiamo adottato criteri di valutazione corretti"


MILANO - Un ciclone si abbatte su Impregilo, la principale azienda italiana di costruzioni che fa capo a Piergiorgio Romiti, figlio di Cesare. La procura di Monza ha avviato un'indagine e ha iscritto nel registro degli indagati cinque amministratori ai vertici del gruppo. Tra questi il presidente, Paolo Savona, e l'amministratore delegato Piergiorgio Romiti. La famiglia Romiti è anche azionista di maggioranza della società di costruzioni attraverso la holding Gemina. Le ipotesi di reato sarebbero falso in bilancio, false fatturazioni e false comunicazioni sociali.

Non appena è giunta la notizia che la Guardia di finanza questa mattina ha avviato le perquisizioni nella sede del gruppo, il titolo è stato sospeso a Piazza Affari. Gemina è crollata del 9%. I bond di Impregilo sono in caduta libera e perdono circa la metà del loro valore.

Nel pomeriggio il quartier generale della società, con un comunicato, ha negato ogni accusa sostenendo che non esiste alcuna contestazione di false fatturazioni negli avvisi di garanzia notificati ai vertici del gruppo Impregilo.

Una nota della società precisa che la notizia è "infondata" e che "il Gruppo Impregilo ritiene di aver adottato corretti criteri di valutazione nella redazione dei bilanci e di averne fatta adeguata menzione nei bilanci stessi".

Le indagini sarebbero in corso da qualche mese e l'analisi incrociata di tabulati telefonici, intercettazioni e bilanci avrebbe fatto emergere comunicazioni sociali redatte proprio per nascondere i reali conti dell'impresa. La Guardia di finanza ha portato in Procura otto scatoloni contenenti documentazione acquisita nelle perquisizioni. Per il momento il pm Walter Mapelli non avrebbe intenzione di interrogare nessuno.


Le Fiamme gialle di Monza hanno anche effettuato perquisizioni mirate, cioè con la richiesta di esibire le certificazioni dei bilanci del 2003 e degli anni precedenti di Impregilo, nelle sedi delle società di revisione Deloitte&Touche e Ernst&Young. Al centro delle indagini, la presunta mancata "attualizzazione" di 296 milioni di crediti che la società ha inserito in una posta di bilancio del 2003. Crediti che avanzava nei confronti di Imprepar, una sua controllata, e di altre società. Gli inquirenti mirano ad accertare se la posta di bilancio sia stata correttamente utilizzata e se i 296 milioni siano stati inseriti in modo corretto.

Per il momento il giudizio è arrivato dai mercati. Se la sospensione decisa da Borsa Italiana del titolo Impregilo ha evitato conseguenze dirette sulle quotazioni della società, a farne le spese è stata la holding Gemina, che controlla il 20,325% della società, che è scivolata del 9,66% a 0,8989 euro.
In flessione anche le quotazioni delle obbligazioni Impregilo che tuttavia in chiusura sono risalite dai minimi di seduta. Sia il bond a tasso fisso, che i due variabili (in scadenza nel maggio e giungo 2005) sono scesi nel corso della giornata, per poi chiudere tra 59,5/79,5 e 63/79 punti.


(23 novembre 2004)

Queste truffe continue di società quotate in Borsa sono inquietanti.
Fossi un investitore straniero mene starei ben lontano dall'Itaglia.