Volare, missione impossibile
Ostaggi di Volare. Bloccati all’Avana perché i voli con i quali avrebbero dovuto tornare in Italia non esistono più, cancellati insieme al vettore aereo italiano low cost che rischia il fallimento. Sono una ventina di persone, una troupe cinematografica, e quello che raccontano non è la trama del lungometraggio che stanno girando a Cuba, ma l’inizio di un’avventura tutt’altro che a lieto fine, almeno al momento.Piero Maggiò, attore riminese ed in questo caso anche produttore del film, parla dalla sua camera d’albergo dove si sente “sequestrato”. Con lui anche Samuele Sbrighi, santarcangiolese, attore, produttore e anche regista di questo progetto nato in Romagna.“Siamo arrivati alla fine di ottobre - spiega Maggiò -, una trentina di persone. Alcune di loro sono riuscite a tornare in Italia domenica scorsa. Poi oggi (ieri per chi legge, ndr) parte della troupe è andata all’aeroporto per rientrare, ma il volo non c’era. E so già che anche il mio, previsto per il 29 novembre, non esiste più. Quello che ci fa ancora più arrabbiare è che abbiamo dovuto confermare la data del rientro qualche giorno fa: il nostro era un biglietto open pagato 730 euro, fatto con la compagnia Air Europe che fa parte del gruppo Volare. E in quell’occasione nessuno ci ha detto niente. Ci siamo appoggiati al tour operator Avana Tour dove ci hanno consigliato di fare un altro biglietto per rientrare in Italia e poi chiedere il rimborso del nostro. Una situazione assurda. Ogni giorno che passiamo qui all’Avana la produzione, cioè io e Sbrighi, spendiamo mille dollari solo in albergo, quando il nostro è un progetto cinematografico low budget”.Le riprese di “La vida es un carnaval”, questo il titolo provvisorio del film, sono ormai giunte quasi alla fine. “Domani (oggi per chi legge, ndr) faremo delle riprese esterne sul lungomare, ma entro questa settimana tutta la troupe avrebbe dovuto fare rientrato in Italia. Ma non ci arrendiamo, anche se qui a Cuba non è come in Italia, è molto difficile muoversi, farsi ascoltare, trovare i canali giusti. Perciò siamo decisi ad andare all’ambasciata italiana”.Intanto parte della pellicola del film è già arrivata in Italia, almeno quella, e Maggiò è molto soddisfatto del lavoro.“La storia di un gruppo di giovani attori che girano il loro primo lavoro importante a Cuba - aveva raccontato al Corriere l’attore riminese alla vigilia della partenza -. Storie di vita che si intrecciano con il lavoro. Un po’ quello che succede veramente quando si dà vita a un set: diventa una grande famiglia allargata. Ma poi le riprese finiscono e si torna alla realtà...”. Con finale a sorpresa.
Fonte: Corriere Romagna - 23/11/2004




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