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    Arrow Ottantasei anni fa il Sangue si fece Mito

    Scritto da centrostudilaruna.it
    Lunedì 09 Novembre 2009 07:40



    Il 9 novembre 1923 dalla birreria Bürgerbräu partì la marcia diretta verso il centro di Monaco di Baviera. Alla testa del corteo Adolf Hitler con al fianco il generale Erich Ludendorff, eroe della Grande Guerra, ed Hermann Göring. Dietro due colonne di uomini: quella del corpo franco Oberland e quella delle squadre d’assalto del partito nazionalsocialista.
    La marcia, diretta verso il centro e la Feldherrnhalle (la loggia dei marescialli), superato il ponte Ludwig, era salutata dalla popolazione che si univa alla manifestazione. Arrivati davanti al municipio, dove era stata issata una bandiera con lo swastika, mentre la folla acclamava i manifestanti e si cantavano inni patriottici, partì la prima salva di colpi tirati dalla polizia bavarese che si era assestata sulle gradinate della Feldherrnhalle. La Blutfahne (Bandiera o Stendardo del sangue) era la bandiera della 6? sezione della Sturm Abteilung (SA) di Monaco portata da Heinrich Trambauer e fu macchiata col sangue dei caduti, principalmente quello di Andreas Bauriedl che era caduto sulla bandiera, ma simboleggiava quello di tutti i caduti della Feldherrnhalle. I militanti uccisi Felix Alfarth, William Ehrlich, Anton Hechenberger, Andreas Bauriedl, Martin Faust, Wilhelm Wolf, Theodor Casella, Theodor von der Pfordten, Johann Rickmers, Karl Laforce, Oskar Körner, Max Erwin von Scheubner-Richter, Kurt Neubauer, Lorenz Ritter von Stransky-Griffenfeld, Klaus Maximilian von Pape, Karl Kuhn saranno gettati in una fossa comune, i loro corpi saranno traslati, dopo la vittoria della NSDAP, ai templi dell’onore, gli Ehrentempel progettati dall’architetto Paul Ludwig Troost nella Königsplatz (fatti saltare in aria dopo la guerra) vicino alla Braunen Haus di Monaco, sede centrale del partito. La bandiera con lo swastika macchiata col sangue dei martiri, la Blutfahne, diventerà l’emblema più sacro del movimento e sarà usata nelle cerimonie per consacrare gli altri stendardi del partito.
    Ultima modifica di Der Wehrwolf; 10-11-09 alle 18:49
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  2. #2
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    Predefinito Rif: Ottantasei anni fa il sangue si fece Mito

    Onore ai martiri.

  3. #3
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    Predefinito Rif: Ottantasei anni fa il sangue si fece Mito

    Onore ai guerrieri Europei !

  4. #4
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    Predefinito Rif: Ottantasei anni fa il sangue si fece Mito



    Il mito della Blutfahne

    di Harm Wulf

    Il mito della Blutfahne | Harm Wulf

    Iconografia sui caduti del 9 novembre 1923:
    http://www.moonwheel.eu/November9/index.htm

    “Keine Fahne ist uns so heilig, wie die Blutfahne des 9. November 1923″
    (Nessuna bandiera è per noi più sacra della Blutfahne del 9 novembre 1923)


    Il 9 novembre 1923 dalla birreria Bürgerbräu partì la marcia diretta verso il centro di Monaco di Baviera. Alla testa del corteo Adolf Hitler con al fianco il generale Erich Ludendorff, eroe della Grande Guerra, ed Hermann Göring. Dietro due colonne di uomini: quella del corpo franco Oberland e quella delle squadre d’assalto del partito nazionalsocialista. La marcia, diretta verso il centro e la Feldherrnhalle (la loggia dei marescialli), superato il ponte Ludwig, era salutata dalla popolazione che si univa alla manifestazione. Arrivati davanti al municipio, dove era stata issata una bandiera con la svastica, mentre la folla acclamava i manifestanti e si cantavano inni patriottici, partì la prima salva di colpi tirati dalla polizia bavarese che si era assestata sulle gradinate della Feldherrnhalle. La Blutfahne (Bandiera o Stendardo del sangue) era la bandiera della 6° sezione della Sturm Abteilung (SA) di Monaco portata da Heinrich Trambauer e fu macchiata col sangue dei caduti, principalmente quello di Andreas Bauriedl che era caduto sulla bandiera, ma simboleggiava quello di tutti i caduti della Feldherrnhalle. I militanti uccisi Felix Alfarth, William Ehrlich, Anton Hechenberger, Andreas Bauriedl, Martin Faust, Wilhelm Wolf, Theodor Casella, Theodor von der Pfordten, Johann Rickmers, Karl Laforce, Oskar Körner, Max Erwin von Scheubner-Richter, Kurt Neubauer, Lorenz Ritter von Stransky-Griffenfeld, Klaus Maximilian von Pape, Karl Kuhn saranno gettati in una fossa comune, i loro corpi saranno traslati, dopo la vittoria della NSDAP, ai templi dell’onore, gli Ehrentempel progettati dall’architetto Paul Ludwig Troost nella Königsplatz (fatti saltare in aria dopo la guerra) vicino alla Braunen Haus di Monaco, sede centrale del partito.


    La bandiera con la svastica caduta a terra e macchiata col sangue dei martiri, la Blutfahne, diventerà l’emblema più sacro del movimento e sarà usata nelle cerimonie per consacrare gli altri stendardi del partito. Ecco cosa successe al vessillo dopo la strage: Heinrich Trambauer, che portava la bandiera durante il Putsch, diede la bandiera ad un amico in Theatinerstrasse 30 dove l’aveva presa dal gruppo dei militanti e se l’era nascosta sotto la giacca a vento. Più tardi Karl Eggers chiese a Trambauer dove fosse il vessillo e questi glielo consegnò. Eggers poi lo diede ad un certo Gräf per metterla in salvo. Più tardi Eggers si riprese la bandiera e la consegnò a Viktoria Edrich che viveva in Türkenstrasse 23. Dopo il rilascio di Hitler dalla prigione di Landsberg, Eggers gli consegnò la bandiera che fu affidata ad un nuovo gruppo dopo aver apposto sul pinnacolo una targhetta in argento con i nomi dei tre caduti che facevano parte della sesta compagnia: Bauriedl, Heckenberger e von Stransky-Griffenfeld. La bandiera fu presentata da Hitler alle SA il 4 luglio del 1926 e da allora conosciuta come Blutfahne. Hitler consacrava i nuovi stendardi del partito prendendoli con una mano e toccandoli con un lembo della Blutfahne.


    Il 9 novembre del 1926 fu affidata alle SS (SS-Sturm 1 del 1. SS-Standarte) per rilevare l’importanza della ancora piccola ma fedelissima organizzazione che contrastava l’egemonia delle SA. Il capo delle SS, in quel momento Joseph Berchtold, scelse ancora una volta Trambauer come portabandiera, ma le sue gravi condizioni di salute non gli permisero di svolgere il suo compito. Trambauer aveva ricevuto una grave frattura ossea, mai curata correttamente, durante scontri di piazza contro i comunisti e visse fino al 1942. Grimminger divenne l’unico portatore della Blutfahne. Grimminger, nato nel 1892, ebanista, aveva partecipato alla prima Guerra mondiale sul fronte francese e su quello orientale guadagnandosi la croce di ferro di prima e seconda e la decorazione di guerra turca Aka Gallipoli (Stella di Gallipoli). Aveva aderito alla NSDAP ed era entrato nelle SA nel 1922 diventando ben presto un militante molto attivo che aveva preso parte a diversi scontri di piazza con i comunisti compresa la famosa “Battaglia di Coburgo” del 14 e 15 ottobre del 1922. Era stato uno dei portatori di stendardo al primo congresso del partito a Monaco nel 1923, compito che poi svolte frequentemente. In seguito aveva preso parte al Putsch con la decima squadra delle SA di Monaco. Aveva subito aderito al rifondato NSDAP nel 1925 e alle nuove SS in cui era stato aiuto portabandiera fino a quando gli fu dato l’incarico ufficiale di portabandiera della Blutfahne col grado di SS-Standartenführer. L’ultima volta in cui la Blutfahne fu vista fu al funerale di Adolf Wagner, Gauleiter di Monaco-Alta Baviera nell’aprile del 1944.


    La Blutfahne era conservata insieme agli altri vecchi stendardi del partito nella sede centrale del NSDAP, la Braunes Haus (’casa bruna’, ex Palazzo Barlow) di Monaco in Briennerstrasse 45 che fu parzialmente danneggiata, ma non distrutta (vedi foto) da un bombardamento alleato del 1945. Molti documenti ed oggetti lì conservati furono presi alla fine della guerra dal Gauleiter di Monaco Paul Giesler, che dopo aver raggiunto Berchtesgaden, si era tolto la vita con la moglie. E’ assai probabile che egli, in qualità di massimo responsabile del partito a Monaco e responsabile della bandiera nel 1945 possa avere trasportato e consegnato in mani sicure la Blutfahne forse autorizzato da Hitler o da Goebbels. Il sito enciclopedico internet Blutfahne ? Wikipedia afferma che:

    Blutfahne war die offizielle Bezeichnung für die diejenige Hakenkreuzfahne, die beim Marsch auf die Feldherrnhalle in München am 9. November 1923 von den Anhängern Hitlers mitgeführt wurde.In Folge des Schießbefehls der bayrischen Polizei gab es 16 Tote unter Hitlers Anhängern, unter anderem wurde auch der Fahnenträger und SA-Mann Heinrich Trambaur erschossen. Sein Blut spritzte auf die Fahne. So wurde sie zum Kultgegenstand der NSDAP. Heute (2004) ist sie bei einem Sammler aus Norddeutschland in Privatbesitz.

    La Blutfahne sarebbe oggi, secondo l’estensore dell’articolo, (2004) in possesso privato nelle mani di un collezionista nel nord della Germania. Il suo portatore Jakob Grimminger morì povero e completamente dimenticato nel 1969.

  5. #5
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    Predefinito Rif: Ottantasei anni fa il sangue si fece Mito



    Dezember 2007, Feldherrnhalle, München.
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  6. #6
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    Predefinito Rif: Ottantasei anni fa il sangue si fece Mito

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    Der Wehrwolf

  7. #7
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    Arrow Rif: Ottantasei anni fa il Sangue si fece Mito

    La Blutfahne





    La scomparsa della Bandiera del Sangue è uno dei misteri del Terzo Reich. Desta veramente sospetto che proprio un oggetto di sommo valore per il Terzo Reich “sparì” negli ultimi giorni della Seconda Guerra Mondiale. Alcuni hanno detto che si trovava nel sottomarino che portò Hitler in Antartide.

    Per chi ignori a quale bandiera ci riferiamo, ricordiamo che questa famosa bandiera era una bandiera con svastica, appartenente alla 5ª sezione della SA e portata da Heinrich Trambauer che il 9 Novembre di 1923, durante il Putsch di Monaco, fu bagnata dal sangue dei patrioti tedeschi, principalmente il sangue di Andreas Bauriedl che cadde su di essa, dei compagni di Hitler che morirono negli scontri delle scalinate della Feldherrnhalle, dove Hitler rimase ferito e caddero sedici nazionalsocialisti.

    Così, questa bandiera, colma del sangue dei primi martiri nazionalsocialisti, si trasformò in un oggetto di culto, da allora è conosciuta come la Blutfahne, simbolo del patriottismo tedesco e dell’eroismo nazionalsocialista, arrivando ad essere custodita dalla nella Casa Bruna, la Braune Haus, di Monaco, sede centrale del NSDAP.

    Con questa stessa bandiera Adolf Hitler consacrava i nuovi stendardi del NSDAP, stringendoli col drappo. Il suo portatore fu Jakob Grimminger, morto nel 1969, a 77 anni, che si può vedere in molte foto e video storici. I nazionalsocialisti dicevano: “Keine Fahne ist uns so heilig, wie die Blutfahne dia 9. November” (”Nessuna bandiera è per noi tanto sacra come la Bandiera del Sangue del 9 Novembre”.

    Nel periodo in cui le SA furono proibite e il partito sciolto, la bandiera fu custodita da una donna nazionalsocialista chiamata Viktoria Edrich, nel suo domicilio nel quarto piano della Türkenstraße 25 a Monaco.

    La Blutfahne fu vista per l’ ultima volta in pubblico nella funzione funebre di Adolf Wagner, Gauleiter di München-Oberbayern, nell’ Aprile del 1944. Dopo detta funzione funebre, si restituì alla sua collocazione nella Casa Bruna. Ma alla fine della guerra, in mezzo alla confusione, la bandiera sacra del Nazionalsocialismo sparisce senza che fino ad oggi si sia tornati a conoscerne la sua locazione.

    La versione ufficiale dice che “probabilmente fu distrutta durante i bombardamenti di Monaco”. Si sa che non cadde nelle mani degli alleati, perché questi l’avrebbero sicuramente esposta come trofeo di guerra come fecero con altri oggetti di valore. Ed ovviamente, era tanto alto il valore di quella bandiera per il Terzo Reich che questo non poteva consentire che cadesse in mani alleate o che fosse “distrutta” in un bombardamento.
    Ultima modifica di Der Wehrwolf; 10-11-09 alle 18:52
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

 

 

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