Tralasciando il politicamente corretto per cui l'Europa si sarebbe avvantaggiata da una vittoria di Kerry, la verità è proprio che l'UE deve solo essere contenta per poter godere di altri 4 anni di Bushismo...
Fonte: http://www.politicaineuropa.com
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La rielezione di Bush, un vantaggio per l'Unione Europea
Per valutare il significato della vittoria di Bush in rapporto al futuro dell'Unione Europea, occorre analizzare l'impatto delle politiche attuate dal rieletto presidente durante il suo primo mandato.
Sebbene molti analisti considerino superficialmente che l'unilateralismo dell'amministrazione Bush abbia danneggiato l'UE, è in realtà evidente che gli ultimi quattro anni hanno favorito una decisa ascesa dell'Europa nello scacchiere geopolitico.
Le conseguenze delle decisioni del governo statunitense sull'UE si possono suddividere in due fondamentali ambiti: il ruolo internazionale dell'UE ed i rapporti interni all'Unione. In entrambi i casi, come vedremo, Bush ha aiutato il nostro Continente.
Il ruolo internazionale dell'Unione Europea
In campo ambientale il ritiro dal protocollo di Kyoto, nel diritto il boicottaggio del tribunale penale internazionale, negli armamenti il rigetto dei trattati sui sistemi di difesa antimissile, sulla proibizione delle mine antiuomo e sul bando dei test nucleari nell'atmosfera, nonchè l'attacco all'Iraq senza il consenso dell'ONU, sono solo gli esempi più eclatanti di una politica che ha provocato nelle diplomazie dei principali Paesi del mondo allarme e ricerca di nuovi equilibri.
Una politica ideologicamente fondata sull'unilateralismo che nasce dalla precisa volontà di prolungare nel nuovo secolo l'attuale momento unipolare che vede incontrastata la supremazia americana.
Un progetto che ha ottenuto risultati esattamente opposti a quelli auspicati. Tutti i principali attori dello scenario internazionale, la Cina, l'India, la Russia, i governi progressisti del Sudamerica, i Paesi arabi, hanno con decisione preso posizione a favore di un ordine mondiale basato sul multipolarismo, venendo quindi ad appoggiare quella stessa visione che il cuore dell'UE ha con più forza sostenuto.
L'Unione Europea, oggi riconosciuto leader nella ricerca e nella promozione del consenso negli affari internazionali ed esempio di riuscita integrazione regionale, sta divenendo punto di riferimento per la maggioranza dei Paesi citati. I vertici bilaterali che l'UE puntualmente sostiene, i resoconti e le analisi dei quali vengono proposti da Politica in Europa, ne sono testimonianza.
In pochi anni il ruolo guida degli USA, che appariva incontrastato, si è quindi profondamente indebolito, a vantaggio in particolare dell'UE.
I rapporti interni all'Unione Europea
In parallelo anche il processo di integrazione politica interno all'UE ha vissuto un'accelerazione a seguito delle decisioni di Bush.
Fermandoci all'evento più discusso, è noto come la guerra all'Iraq abbia evidenziato una profonda spaccatura tra il cuore dell'UE, costituito da Francia e Germania, ed altri governi filoamericani. Tale spaccatura d'altra parte era preesistente agli eventi bellici, i quali non l'hanno creata ma hanno reso finalmente possibile la sua chiara e salutare manifestazione.
Conseguentemente si è aperto un vasto dibattito sul ruolo che l'UE dovrà assumere nel futuro, dibattito fondamentale e benefico. L'opinione pubblica europea ha preso consapevolezza della necessità di un'opposizione all'unilateralismo americano e l'ineluttabilità di un cammino verso una effettiva difesa comune dell'Unione Europea si è resa lampante.
Conclusioni
Per quanto esposto, l'Unione Europea deve guardare alla riconferma di Bush senza delusione o timori di nuove tensioni interne: il proseguio delle politiche unilateraliste statunitensi continuerà a favorire il ruolo dell'Europa nel mondo, rafforzando negli altri Paesi il desiderio di promuovere nuove alleanze con l'UE a favore del multilateralismo e accelerando quella dialettica interna da cui scaturirà la vera integrazione politica del nostro continente.


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