Scandalo del Congresso Mondiale Ebraico (ammanchi per miliardi) in cui è coinvolto Edgar Bronfman… l’uomo che perseguitò Kurt Waldheim, che ricevette Occhetto per legittimarlo a governare l’Italia, etc.
Il Congresso Ebraico Mondiale, l'organo che nel '98 costrinse le banche svizzere a versare 1,3 miliardi di dollari per presunti conti di ebrei morti nell'olocausto e non reclamati, è travolto da uno scandalo inaudito. Il suo segretario generale Israel Singer, rabbino, è sospettato di appropriazione indebita di 1,2 milioni di dollari, di frodi contabili e persino di riciclaggio.
Ecco come ha ricostruito la vicenda il giornalista Daniel Ganzfiend per il settimanale elvetico "Facts".
Nel 2001, il Congresso Ebraico ricevette 1,5 milioni di dollari dalla Jewish Agency, l'ente semi-governativo israeliano che sovrintende alle organizzazioni giudaiche nel mondo. Si trattava, come fu chiarito, di un ultimo pagamento: anche la Jewish Agency ha i suoi problemi di bilancio. A quanto pare, Israel Singer pensò bene di ritagliarsi da quella cifra la sua pensione personale. Con una serie di trasferimenti, e ovviamente senza informare nessuno, ha parcheggiato quei fondi presso l'UBS, in un conto inattivo della filiale di Ginevra del Congresso Ebraico, la quale conta un solo impiegato: un contabile ottantenne al corrente di tutti gli affari finanziari di Singer.
Alla fine del 2002 - Singer intanto si è messo a riposo - il nuovo segretario generale nomina una giovane e dinamica direttrice, Maya Ben-Haim, a capo della filiale di Ginevra. La donna, pur nulla sapendo del milione di dollari sparito, scopre subito "allarmanti irregolarità" nei conti e vari ammanchi con cui l'ottantenne contabile arrotondava il suo stipendio, e lo licenzia in tronco.
Che cosa fa Israel Singer? Vola in fretta da New York (dove abita) a Ginevra, trascina fuori dalla casa di riposo l'ottantenne contabile, lo porta in banca (ha bisogno della sua firma) e trasferisce 1,2 milioni di dollari dal conto del Congresso Ebraico presso l'UBS ad un conto della HSBC di Londra, che appartiene a un suo amico israeliano, Zvi Barak. La motivazione del mega-storno è "per la pensione".
Il fatto resta ignorato a lungo, e sarebbe passato per sempre inosservato se il buon rabbino non avesse esagerato nel prelievo. Il 2 ottobre 2003, la giovane direttrice del Congresso Ebraico di Ginevra riceve dalla UBS locale una comunicazione, creata automaticamente dai computer della banca, che dice: "a seguito del trasferimento internazionale di 1,2 milioni di dollari, il Vs. conto 0240-255888,60K chiude con un debito di dollari 40,73. Mancano fondi sufficienti alla gestione del conto". Maya Ben-Haim informa immediatamente il nuovo segretario generale a New York, Avi Beker, il quale dispone una indagine interna. Ma ecco la sorpresa: a novembre, Avi Beker si dimette - secondo le voci interne, con una liquidazione da 1 milione di dollari donata da un ignoto benefattore - e il Congresso Ebraico rimasto senza capo viene gestito da un "Comitato Operativo" di cui fa parte, tra altri, Israel Singer. Su sua proposta, il Comitato dispone la chiusura dell'ufficio di Ginevra. I pochi impiegati vengono licenziati in tronco: fra cui Maya Ben-Haim.
Sembra il delitto perfetto. Ma Daniel Lack, consulente legale dell'ufficio svizzero del Congresso Ebraico, rende nota la faccenda ad Alfred Donath, presidente della Federazione Elvetica della Comunità Ebraica. Così, il 25 aprile 2004, Donat scrive - in termini cortesi ma fermi - ad Edgard Bronfman, il presidente in aeternum del Congresso Ebraico, supermiliardario, canadese, padrone della Seagram Whisky di decine di altre attività, per prospettargli la necessità di "una revisione contabile sui movimenti finanziari" del Congresso.
Intanto, l'avvocato Lack ha informato del gigantesco ammanco anche gli altri membri del Comitato Operativo. I quali cadono dalle nuvole e chiedono a muso duro spiegazioni al rabbino Singer. La "risposta" arriva da Bronfman: il quale annuncia, il 16 agosto, che il Comitato Operativo è sciolto, e che verrà sostituito da un "Comitato direttivo" di sua creazione. Vi mette a capo infatti Stephen Herbits, suo braccio destro alla Seagram, ed ex funzionario del Pentagono sotto Donald Rumsfeld, insomma un neocons. Bronfman minaccia: ogni attacco contro Singer "sarà considerato un'aggressione contro la mia personale integrità e la mia persona. Non risparmierò nessuna spesa per combattere questa disgustosa calunnia".
Ma gli ebrei svizzeri sono pur sempre svizzeri. La Federazione replica "a nome dei 400 mila donatori al Congresso Ebraico Mondiale, abbiamo diritto di esigere trasparenza e responsabilità. I tempi in cui l'organizzazione era guidata come un feudo privato sono finiti". La battaglia continua, in modo più che discreto perché i "goym" non ne vengano a conoscenza. Non sta andando bene per Bronfman, che ha dato la netta sensazione di aver coperto il suo protetto Singer. Ma lui è tranquillo. La sua estrema linea di difesa: il segreto bancario elvetico, che impedisce ai suoi oppositori di raccogliere prove decisive della sua complicità.
di Maurizio Blondet




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