Parte un movimento di solidarietà con Caruso e 12 antagonisti
imputati di reati d'opinione e che saranno giudicati a Cosenza
"E' in gioco la civiltà del Paese"
La Gad con i no global a processo
Sabato corteo nella città calabrese per il diritto al dissenso
Bressa (Dl): "Negare diritti a loro significa negarli a tutti"
di ANDREA DI NICOLA
Francesco Caruso
ROMA - "Si sta prefigurando un reato nuovo, il reato di opposizione e questo riguarda tutti i cittadini italiani". Fausto Bertinotti riassume così, con parole preoccupate, il movimento di solidarietà che parlamentari del centrosinistra, unito dalla Margherita a Rifondazione passando per i Verdi e i Ds, stanno promuovendo ad una settimana dall'inizio del processo di Cosenza contro Francesco Caruso ed altri 12 militanti del movimento no gloabl sui quali pendono accuse (e anni di galera) da brivido.
Reati d'opinione in buona sostanza quelli contestati agli antagonisti e questo, oltre a riunificare antichi "nemici" dei Disobbedienti con uno dei loro leader, ridà fiato alle proposte di legge per abolire quel tipo di reati del codice Rocco che da tempo giacciono in Parlamento. Oggi, per far ripartire la "campagna contro la repressione", si sono trovati alla Camera Giuliano Pisapia, deputato di Rifondazione e avvocato dei no global a Cosenza, Fausto Bertinotti, Gianclaudio Bressa della Margherita, Pietro Folena dei Ds e Paolo Cento dei Verdi. Con loro, oltre allo stesso Caruso, anche il presidente dell'Arci Paolo Beni e il leader della Fiom Gianni Rinaldini. Un fronte composito che per sabato alle 15 ha organizzato un corteo nazionale a Cosenza "per il diritto al dissenso".
Reati altisonanti che l'avvocato Pisapia elenca: "Cospirazione politica, pena fra i 5 e i 12 anni; associazione sovversiva 5-12 anni; turbamento organi istituzionali 10-24 anni". "Reati d'opinione - dice Pisapia - per un processo grave e pericoloso se l'impianto accusatorio regge davanti alla corte d'Assise".
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E la gravità evocata da Pisapia viene spiegata da Fausto Bertinotti. "Non si tratta di difendere 13 imputati, ma di difendere il diritto di critica e di opposizione. Serve il concorso della società civile per raggiungere l'assoluzione è un compito che dobbiamo assumerci come cittadini democratici visto che riguarda il grado di civiltà del Paese". "Aumenta la repressione, c'è un disegno che va avanti da anni - dice il verde Paolo Cento - un disegno repressivo di cui Pisanu è il mandante e l'ispiratore. E questo processo è uno dei punti nevralgici dell'azione repressiva nel paese".
Meno scontate le parole di Claudio Bressa (Margherita) che premette: "Le mie opinioni politiche non coincidono in nulla con quelle di Caruso ma qui è in gioco il concetto stesso della civiltà della Repubblica. Negare il diritto al dissenso a Caruso significa negarlo a tutti gli italiani. E' importante che il Parlamento, spesso usato per aiutare gli amici, faccia sentire la sua voce".
Ed anche Pietro Folena parte da antiche ruggini con i Disobbedienti che lo contestarono a Porto Alegre e ad una manifestazione contro la Moratti. "L'attenzione a questo processo è una grande battaglia liberale che dovrebbe interessare quella parte della maggioranza che sbandiera attenzione verso le garanzie, purtroppo solo a senso unico".
E a fianco di Caruso e dei no global si è schierato anche Guglielmo Epifani con una nota. "Il 2 dicembre - scrive il segretario della Cgil - si apre in corte d'Assise il processo contro 13 attivisti meridionali del movimento dei movimenti, accusati dalla procura di Cosenza dei reati di cospirazione politica, associazione sovversiva e attentato agli organi costituzionali dello Stato. Pur confidando nella autorevolezza e nell'indipendenza della magistratura, riteniamo ingiusto perseguire l'impegno politico e sociale di questi giovani. La contestazione anche radicale all'attuale sistema economico, quando si esprime in forme civili e democratiche, non può essere criminalizzata semplicemente per i contenuti e le idee che esprime".
(25 novembre 2004)
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Tanto che vi trovate a dibattere sulla libertà di espressione, cercate se vi riesce, di porre la vs attenzione a chi da 59 subisce la peggior forma di razzismo !
NOI, IMPOSSIBILITATI AD ESPRIMERE LA NOSTRA VOGLIA DI ESISTERE !!!
APPELLO PER L'ABROGAZIONE DELLE NORME DISCRIMINATORIE TRAENTI ORIGINI DALLE DISPOSIZIONI TRANSITORIE DELLA COSTITUZIONE ITALIANA.
Il recente dibattito politico suscitato dall'intenzione manifestata dal Presidente del Consiglio e dal Governo di cambiare alcune norme della Costituzione Italiana, ha proposto all'attenzione dell'opinione pubblica il problema di una normativa liberticida, quasi da stato di emergenza, che affonda le sue radici nella realtà, ormai sorpassata, della guerra civile 1943-1945.
Quindi, in vista dell'instaurazione di un duraturo clima di concordia e di effettiva parità dei diritti politici tra tutti i cittadini, i sottoscrittori di questo appello auspicano non solo il cambiamento di quelle norme della Costituzione che il governo ha prescelto, ma anche della XII Disposizione Transitoria della Costituzione Italiana, la quale vieta la ricostituzione del Partito Nazionale Fascista e di tutte quelle successive Leggi che a questa disposizione transitoria, originata dalla guerra civile, hanno dato piena realizzazione giuridica, vale a dire la cosidetta Legge Scelba ed il successivo Decreto Legge 122/93 trasformato in Legge 205 del 23 giugno 1993, meglio noto come Legge Mancino.
Tali Leggi si concretizzano in un vero e proprio divieto di esprimere in qualsiasi forma opinioni politiche, morali o religiose divergenti da quelle imposte dai vincitori della seconda guerra mondiale.
Si auspica dunque che Governo e Parlamento, nel cambiare alcune norme della Costituzione, inseriscano nello stesso provvedimento l'abrogazione della XII Disposizione Transitoria della Costituzione Italiana relativa al Partito Nazionale Fascista e le successive Leggi Scelba e Mancino.
Ove ciò non fosse, tenuto conto che disposizioni legislative quali la Legge Scelba e la Legge Mancino costituiscono una costante e pericolosa tentazione, presentata ad oligarchie di governo in difficoltà, di costruire teoremi inquisitori ai danni dei soliti oppositori scomodi, i sottoscrittori di quest'appello si impegnano a costituirsi in Comitato permanente e promotore dei referendum abrogativi delle Leggi Scelba e Mancino e, inoltre, a porre in atto tutte le possibili iniziative tese ad informare l'opinione pubblica nazionale sul carattere ingiusto e liberticida delle suddette Leggi.
PROMOTORI:
http://groups.msn.com/ardiscononordiscoilfascismo
http://www.thule-italia.com/
Carlo Gariglio - http://www.fascismoeliberta.net
http://www.ilduce.net/
http://www.fasciitaliani.it/
Sogno Italiano / Maurizio Giorgetti
Camerata virtuale-http://www.cameratavirtuale.tk/
Spedizione punitiva-http://www.spedizionepunitiva.tk/
ADERENTI:
http://www.cncrsi.it/
Alberto B. Mariantoni - almar72@lycos.com
http://it.groups.yahoo.com/group/Area_Bin_Aria/
Reinaldo Graziani
www.fascism.tk
WWW.FOROITALICO.ALTERVISTA.ORG
Tutti i camerati di buona volontà, sono invitati a scaricare l'appello ed a farlo firmare, facendo questo in modo serio e responsabile.
Sono inoltre invitati a pubblicarlo su siti e forum politici che fanno riferimento ad una certa area di pensiero senza omettere l'elenco dei promotori in calce.
Inoltre tutti i cittadini italiani, sono invitati a partecipare sia come promotori che come semplici aderenti all'appello abrogativo di Leggi liberticide dalla Costituzione Italiana.
Divulgare ovunque, presto vi faremo sapere dove dovranno essere inviate le firme e anche su tutte le novità in merito.
Grazie....
A NOI !!!
Fissare, un obiettivo o uno scopo da raggiungere, e chiamare indistintamente ed indiscriminatamente a raccolta tutti coloro che direttamente o indirettamente - al di là di qualunque schema ideologico, politico o partitico preconcetto - sono pronti con il loro cuore, il loro spirito, la loro mente e/o le loro braccia ad implicarsi personalmente e concretamente in quell’impresa comune, per tentare di contribuire quotidianamente e fattivamente alla libertà, all’indipendenza, all’autodeterminazione ed alla sovranità del proprio Stato, nonché al benessere, alla fierezza ed alla dignità del Popolo e della Nazione di cui si fa parte. ( Alberto Mariantoni )
Se c'è libertà di espressione e di associazione politica assoluta, deve anche cadere questa norma, che aveva una ragione "provvisoria" nell'immediato dopo-guerra, per ragioni di forza maggiore. Se i Padri Costituenti hanno posto questa norma fuori dal testo Costituzionale (fuori dai 139 art.) il motivo era l'impossibilità di fare passare questa disposizione al fianco del concetto di democrazia e di libera espressione.




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