Dico io.. ma vi devo fare un disegnino?
Mettiamo una società iptetica in cui vivono Tizio, caio e sempronio
Tizio guadagna 1 milione di euro l'anno, su cui grava una aliquota irpef del 45%: 450.000 euro nelle casse dello stato.
Caio guadagna 300.000 all'anno, paga il 35%. 105.000 euro
Sempronio guadagna 15.000 euro all'anno e paga il 20%: 3000 euro.
quindi lo stato ha 658.000 euro all'anno per provvedere all'istruzione, alla salute, alle pensioni dei tre, nonchè per altre cose tipo ricerca sull'Aids e smaltimento delle scorie nucleari.
Poi arriva qualcuno (quasi sempre TIZIO) che dice: Ma perchè? Ridamo a ognuno i suoi soldi, e con quei soldi ci pagheremo ospedali, scuole e assicurazioni private!
E allora taglio alle tasse: le nuove aliquote sono 35%, 25% e 15%. Che fanno 350.000+75.000+2250= 445.250.
Tizio ci ha guadagnato 100.000 euro, Caio 30.000, Sempronio 750 euro annui.
Lo stato ci ha perso quindi 130.750 euro.
I servizi ed i beni che si perderanno in questo modo dovanno essere comprati privatamente. inutile diregli istituti privati tenderanno a diventare poche elite costosissime. in un anno di ospedale, in un anno di scuola, in un anno di contributi, Sempronio con 750 euro ci si pulisce il culo.. e la cosa non converrà neanche a Caio, che non riuscirà ad ottenere con quanto risparmiato dalle tasse i beni e i servizi che otteneva prima a prezzi "statali". Tizio invece (che utilizzava già solo istituti privati, perchè aveva tanti soldi che gli uscivano dalle orecchie, per cui piuttosto che ottenere 80 punture al mese all'ospedale spendendo 80 euro, preferisce ottenerne 81 in clinica privata a 800 euro) avrà 100.000 euro freschi freschi che andranno IN BANCA.
Conclusione: tutti coloro che avevano abbastanza pochi soldi per aver bisogno del servizio pubblico si ritroveranno senza servizio pubblico e senza adeguata compensazione; in compenso, coloro che avevano abbastanza soldi avranno invece una compensazione superlativa a fronte di una PERDITA ZERO. equazione completa!




Rispondi Citando

