Il Riformista 30.11.04
Un sondaggio «secretato» rovina la festa del premier
Il tempo di esultare per Mannheimer e arriva la doccia fredda
Fi al 21 %, An e Udc in calo: il centrosinistra supera il Polo
La giornata di Berlusconi è cominciata bene. La serata, invece, è stata tutt`altro che gradevole. Naturalmente, i cambi d`umore non dipendono dal carattere del nostro, bensì dalla lettura di due differenti sondaggi.
In verità, nei giorni precedenti, altri report riservati il premier li aveva già commissionati e letti. Ma quando ieri, sul Corriere, è arrivata la certificazione ufficiale di Mannheimer sull`effetto mediatico della riduzione delle tasse, il premier non ha nascosto la sua soddisfazione: «Ecco cosa significa mantenere gli impegni: deve riconoscerlo pure il giornale di Prodi e Montezemolo»; ha commentato un po` semplicisticamente.
Però l`entusiasmo è giustificato: basti pensare che il premier che vede aumentare la propria popolarità di 6 punti percentuali: il 38,2% dell`elettorato, infatti, esprime un giudizio positivo sul Cavaliere sulla base di un rilevamento avvenuto tra il 25 e il 27 novembre. E anche se il 57,8% ha un giudizio negativo, e il 6,7% non sa, «ciò che conta è avere invertito la china». Peraltro, ha aggiunto Berlusconi, «se il sondaggio lo facessero su Prodi scoprirebbero che è ben sotto il 38%». Chissà se è vero, oppure no. La certezza è un`altra, ovvero che le polemiche degli ultimi tempi su tagli e taglia rischiano di fare nuovamente crollare la maggioranza nel gradimento degli italiani O meglio, di far crollare proprio il Cavaliere. Perché il punto «politico» della riforma fiscale è esattamente questo: spaventati dal ritorno elettorale forzista, gli alleati stanno rapidamente organizzandosi per tamponare il «danno» della campagna «Forza Silvio». L`ingresso al governo di Folhni come vicepremier «disturbatore» e la taglia di Roberto Calderoli sui killer di Lecco vanno esattamente in questo senso. E anche così si spiega la visita di Berlusconi domenica scorsa a Gemona
Incontrando Bossi, il Cavaliere - si sa - ha discusso di varia attualità politica, compreso l`ingresso di Follini, che Bossi ha continuato a caldeggiare («Meglio tenerlo dentro che fuori, ha visto Fini come si è calmato?). Su Siniscalco e il rischio di sforare i conti pubblici, ilragionamento del premier è stato il seguente: «Siniscalco non può fare scherzi, c`è la sua faccia sulle coperture per le tasse. E se i conti non dovessero tornare, non esiterei a licenziarlo addossandogli tutta lacolpa dinanzia al paese. Comunque, non escludo per l`ultimo anno di legislatura di forzare un po` i conti per rivincere le elezioni». Più di tutto, s`è però parlato della taglia di Calderoli. «Non c`è bisogno di provocare, così avvantaggiamo i comunisti», ha esordito il premier. «Si, però tu non puoi prenderti tutti i voti delle tasse», hanno replicato i leghisti presenti, Senatur compreso. Comunque, alla fine il dato tratto è che il Carroccio non insisterà più di tanto sul ministero anti-crimine, poiché - parole di Berlusconi - «la gestione biparlisan di Pisanu è fruttuosa e piace al Quirinale, mettersi contro Beppe è non solo inutile ma anche dannoso». Dall`altro lato, il Cavaliere ha offerto tutte le raccomandazioni del caso sulla candidatura di un leghista a governatore nel nord. E così è arrivata l`intervista di Calderoli, conciliante con gli Interni, pubblicata ieri da Repubblica. II subcomandante di Bossi ha raccontato che «il pacchetto anti-crimine proposto da Castelli è passato all`unanimità» nell` ultimo Consiglio dei ministri. «Castelli e Pisanu stavano seduti uno accanto all`altro, ne avevano già parlato prima che Castelli facesse la relazione». E questo, secondo Calderoli, confermerebbe che non ci sono contrasti tra i due ministri.
Ieri sera, dicevamo, l`umore di Berlusconi è improvvisamente cambiato. Il premier ha infatti letto un altro sondaggio, di Datamedia, che ha immediatamente secretato. Qualcosa è però venuta fuori Dopo la riforma fiscale, Forza Italia viene data al 21 %, cioè solo due punti in più rispetto all`ultima rilevazione di inizio novembre. Ma è ancor più grave un altro aspetto: rispetto alle europee, perderebbero anche An e Udc, con la Lega stabile. Ciò vuol dire che per la prima volta dal 2001 a oggi, il centrosinistra unito supera il centrodestra di almeno tre punti




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