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Risultati da 1 a 10 di 45
  1. #1
    Orazio Coclite
    Ospite

    Predefinito Per celtisti, celtomani e altri nostrani negazionisti delle proprie radici latine

    Inauguro una discussione un po' oziosa, ma tant'è.

    Girovagando su di un forum identitario francese (http://www.les-identitaires.com/phor...&i=7123&t=7123) sono incappato in una discussione riguardo l’importanza dell’apprendimento della lingua latina:

    Ecco cosa scrivono i nostri amici gaulouis:


    Auteur: Dernière volonté
    Date: 27-10-2004 112

    retrouver ses racines cela peut vouloir dire retourner à nos racines latines qui sont tout aussi légitimes que les langues régionales.


    Auteur: eldhiril
    Date: 28-10-2004 18:48

    J'ai 17 ans, j'ai adoré ça et pourtant je suis pas plus une intello que toi. Et c'est vrai, comme dit Dernière Volonté, que nos racines sont romaines autant que celtes. Et c'est la base de la plupart des langues européennes.



    E non è la prima volta che leggo cose del genere sui forum dei camerati dell'area francofona.
    Solo in Italia siamo talmente ottusi da rinnegare la nostra identità per correre dietro alle mode del momento (celtismo, leghe e leghette, ecc.).
    Sessant'anni di odio anti-nazionale e di comunismo hanno lasciato un solco profondo...

    Saluti.

    •   Alt 

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  2. #2
    Paul Atreides
    Ospite

    Predefinito

    Caro Orazio, sai bene che su questi temi abbiamo qualche divergenza.

    Provo a dire qualcosa

    1) come giustamente scrivi, la ''nullificazione'' dell'idea di nazione viene innanzitutto da decenni di egemonia democristian/comunista. I primi e i secondi obbedienti ad ideologie profondamente antinazionali. Basti pensare solo al Gramsci del ''Quaderno 19'' sul Risorgimento o all'atteggiamento del papa dopo Porta Pia ecc. La Lega viene molto dopo [tanto dopo che gli appelli ''all'unità'' fatti da gente che sino all'altro ieri chiamava l'Italia il ''Paese'' mi provocano conati non indifferenti]

    2) preferisco comunque chi va alla ricerca di un radicamento, seppur di non facile inquadramento storico-culturale, rispetto a chi opta per ideologie già di per sé sradicanti.

    3) ritengo che la Lega abbia comunque stabilito un collegamento con una 'linea' ottocentesca autentica [e oltretutto variegata, che include tanto liberali come Balbo, che neoguelfi come Gioberti, che democratici come Cattaneo e Manin, ad es.] che rappresenta comunque una critica al modo con cui si attuò il Risorgimento ben lontana dalle [assolutamente non condivisibili] posizioni cattoliche [risolventisi, queste ultime, nel solito lamento per la fine del papa-re e nell'altrettanto solito ''complotto massonico''] e certamente non assimilabile a posizioni ''austriacanti''.

    4) non posso dimenticare che l'occupazione del Meridione fu una vera guerra coloniale condotta contro il popolo meridionale che, sconfitto in battaglia, iniziò una vera e propria secessione che prese il nome di emigrazione, laddove dal regno duosiciliano nessuno emigrava, e questo sino a quando il regno godette di libertà e indipendenza.

    Ciao

    PS. ovviamente, ciò nulla ha a che fare con la romanità che resta una delle pagine più luminose della storia europea.

  3. #3
    Identitario Europeo
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    Predefinito

    I camerati francesi, dicono, giustamente, "le nostre radici sono sia celtiche che romane".
    Eppure potrebbero a buon diritto rivendicare l'orgoglio gallico, talune suggestioni anti-latine che pure fanno parte della loro storia. Non lo fanno, e fanno a mio parere benissimo non farlo.
    Allo stesso modo, io non riesco ad individuare un pericolo in alcuna cultura o religione etnica europea, quindi nemmeno nel celtismo che fa parte, mi sembra, a buon diritto della storia millenaria dell' Europa.
    I pericoli li vedo, questo si, in molte infatuazioni per religioni di derivazione smaccatamente semitica e dunque estranee al nostro bagaglio etno-culturale.
    Insomma, a mio parere, sbaglia la Lega ad esaltare esclusivamente la cultura celtica in contrapposizione a quella Greco-Romana, sbaglieremmo noi nel condurre una battaglia contraria e speculare ad essa.

  4. #4
    Orazio Coclite
    Ospite

    Predefinito

    In origine postato da Paul Atreides
    Caro Orazio, sai bene che su questi temi abbiamo qualche divergenza.

    Provo a dire qualcosa
    E io provo a risponderti.


    1) come giustamente scrivi, la ''nullificazione'' dell'idea di nazione viene innanzitutto da decenni di egemonia democristian/comunista. I primi e i secondi obbedienti ad ideologie profondamente antinazionali. Basti pensare solo al Gramsci del ''Quaderno 19'' sul Risorgimento o all'atteggiamento del papa dopo Porta Pia ecc. La Lega viene molto dopo [tanto dopo che gli appelli ''all'unità'' fatti da gente che sino all'altro ieri chiamava l'Italia il ''Paese'' mi provocano conati non indifferenti]
    D'accordo su quello che è mera evidenza.
    Riguardo la Lega la ritengo null'altro che la logica conseguenza di una nazione che per lunghi sessant'anni ha fatto di tutto per sminuire e cancellare le pagine più luminose della propria storia. La Lega si è nutrita di quel brodo di coltura anti-italiano che ha negli anni portato a gridare al fascista alla sola vista dello sventolio di un bandiera nazionale o di uno scudetto tricolore sul giacchetto.


    2) preferisco comunque chi va alla ricerca di un radicamento, seppur di non facile inquadramento storico-culturale, rispetto a chi opta per ideologie già di per sé sradicanti.
    D'accordo. Ma purché questo radicamento si basi su solide e veritiere basi storiche e culturali, e non su risibili invenzioni basantesi sul nulla più completo. I nostri amici leghisti, in anni di discussioni qui su POL così come nella vita reale, hanno sempre e solo collezionato delle figure barbine non riuscendo ad argomentare in alcuna maniera quelle che di fatto sono posizioni nate sull'onda di quella emotività e di quel deteriore sentimento popolare e popolano che da sempre la anima. Non basta l'antipatia campanilistica e il non voler pagare la tasse per far nascere dal nulla una nazione con tutta una sua storia passata, per ritenere altro da sè quello che è invece a noi legato per storia, razza, cultura e religione.
    Quindi si al radicamento ed all'autoctonìa, ma ferma e ferrea opposizione a chi vuole falsificare la storia per i propri meschini interesti. La stessa produzione culturale leghista ci ha regalato finora perle assolute di ilarità involontaria, come non pensare ad esempio ai 'Quaderni padani'?
    Perché qui il problema non è tra il dover scegliere tra comunismo e leghismo, che comunque io identifico come due forze parimenti nemiche del nostro essere orgogliosamente italiani. Ma tra la verità storica e l'orgoglio di razza dell'essere italiani, nonchè dell'indivisibilità della nazione quale precetto religioso di ogni pagano e tradizionalista romano, e lo scegliere quelle che sembrano comode e agili scappatoie che in realtà conducono di nuovo di fronte al problema.
    Non ti sfuggirà difatti la questione che oppone da decenni la Grecia allo statarello post-comunista di Skopje sedicentemente Macedonia. Il paragone è calzante con quello del leghismo nostrano.


    3) ritengo che la Lega abbia comunque stabilito un collegamento con una 'linea' ottocentesca autentica [e oltretutto variegata, che include tanto liberali come Balbo, che neoguelfi come Gioberti, che democratici come Cattaneo e Manin, ad es.] che rappresenta comunque una critica al modo con cui si attuò il Risorgimento ben lontana dalle [assolutamente non condivisibili] posizioni cattoliche [risolventisi, queste ultime, nel solito lamento per la fine del papa-re e nell'altrettanto solito ''complotto massonico''] e certamente non assimilabile a posizioni ''austriacanti''.
    Domanda questa che merita una risposta più approfondita che al momento, sto già pigiamato, non ho il tempo di darti.
    Ma riprometto di tornarci sopra quanto prima.


    4) non posso dimenticare che l'occupazione del Meridione fu una vera guerra coloniale condotta contro il popolo meridionale che, sconfitto in battaglia, iniziò una vera e propria secessione che prese il nome di emigrazione, laddove dal regno duosiciliano nessuno emigrava, e questo sino a quando il regno godette di libertà e indipendenza.
    Una revisione e lettura critica del Risorgimento, con tutte le brutture che si sono avute, non deve però portarci alla negazione dello stesso laddove la ritrovata unità e la riconquista di Roma possono essere viste come episodi importantissimi della storia della nostra comunità di destino italica.
    Il Risorgimento quindi rimane per me un'avventura avvincente e un atto necessario al ricongiungimento di quello che stranieri e Chiesa romana hanno tenuto diviso per oltre mille anni. Ma non per questo chiedo di passare sopra ai tanti ben noti episodi di eccidi e stragi che seguirono l'unità d'Italia, come ad esempio i massacri compiuti nella fortezza di Fenestrelle.
    Di certo una resistenza era ovviamente preventivabile da parte di quello che da secoli era un paese diviso da centro frontiere. Una resistenza a cui bisogna portare onore e rispetto proprio perché guerra fraticida tra italiani.
    Ti consiglio a tal senso la lettura dell'importantissimo articolo in tre parti di Sandro Consolato, "Il Risorgimento come sviluppo della storia sacra di Roma", pubblicato su Politica Romana.


    ovviamente, ciò nulla ha a che fare con la romanità che resta una delle pagine più luminose della storia europea.
    Ovviamente.

    Un caro saluto.

  5. #5
    Orazio Coclite
    Ospite

    Predefinito

    In origine postato da cristiano72
    Insomma, a mio parere, sbaglia la Lega ad esaltare esclusivamente la cultura celtica in contrapposizione a quella Greco-Romana, sbaglieremmo noi nel condurre una battaglia contraria e speculare ad essa.
    I Celti furono un'importante popolazione europea, e ritengo che nessuno qui si abbasserebbe mai a riservargli le considerazioni da osteria che invece i leghisti dedicano sovente a Roma e alla romanità di cui sono tra l'altro anche discendenti
    Il problema non è la falsa opposizione Celti-Romani, sebbene nemmeno bisogna pretendere di mettere le due manifestazioni storiche sullo stesso piano in nome di una non meglio identificata fratellanza che porta ad un livellamento egualitario completamente anti-tradizionale, ma l'opposizione che esiste tra la verità storica e il falso propagandistico montato a posteriori per giustificare le proprie idee politiche.

    Saluti.

  6. #6
    Ludovico
    Ospite

    Predefinito

    In origine postato da cristiano72

    I pericoli li vedo, questo si, in molte infatuazioni per religioni di derivazione smaccatamente semitica e dunque estranee al nostro bagaglio etno-culturale.
    Un attimo. Semmai è regolare le proprie credenze in base all'"etnia" ad essere, come dici, smaccatamente "semitico".
    [Mi scuso per l'off topic]

  7. #7
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    In origine postato da Orazio Coclite
    ma l'opposizione che esiste tra la verità storica e il falso propagandistico montato a posteriori per giustificare le proprie idee politiche.
    Sulla manipolazione e strumentalizzazione effettuata dalla Lega sono naturalmente d'accordo

  8. #8
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    Predefinito

    In origine postato da Ludovico
    Un attimo. Semmai è regolare le proprie credenze in base all'"etnia" ad essere, come dici, smaccatamente "semitico".
    [Mi scuso per l'off topic]
    Innanzitutto, va da sè che quando parlo di religioni "semitiche" mi riferisco ai tre grandi culti monoteisti, nati in quell'area.
    Tra questi, se è vero che l'ebraismo si configura come religione etnica (ma forse in questo caso si potrebbe anche dire "razziale" nel senso più deteriore del termine, ovvero nell' accezione di sopraffazione sulle altre razze) , le altre due fanno invece del proselitismo il loro punto di forza e di espansione.
    Quindi, non le definirei propriamente religioni etniche (magari lo fossero state, ci saremmo risparmiati gran parte del Melting Pot odierno).

  9. #9
    Ludovico
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    Predefinito

    In origine postato da cristiano72
    Innanzitutto, va da sè che quando parlo di religioni "semitiche" mi riferisco ai tre grandi culti monoteisti, nati in quell'area.
    Tra questi, se è vero che l'ebraismo si configura come religione etnica (ma forse in questo caso si potrebbe anche dire "razziale" nel senso più deteriore del termine, ovvero nell' accezione di sopraffazione sulle altre razze) , le altre due fanno invece del proselitismo il loro punto di forza e di espansione.
    Quindi, non le definirei propriamente religioni etniche (magari lo fossero state, ci saremmo risparmiati gran parte del Melting Pot odierno).

    Capisco. Ma da ciò che dicevi in precedenza sembrava che per te la religione dovesse dipendere dall'etnia, proprio come l'ebraismo. Che trovassi cioè pericoloso rifarsi ad una religione estranea al "bagagllio etno-culturale" europeo.
    Perciò non capivo se ragionassi come loro o ti fossi confuso...

  10. #10
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    Predefinito

    In origine postato da Paul Atreides
    Caro Orazio, sai bene che su questi temi abbiamo qualche divergenza.

    Provo a dire qualcosa

    1) come giustamente scrivi, la ''nullificazione'' dell'idea di nazione viene innanzitutto da decenni di egemonia democristian/comunista. I primi e i secondi obbedienti ad ideologie profondamente antinazionali. Basti pensare solo al Gramsci del ''Quaderno 19'' sul Risorgimento o all'atteggiamento del papa dopo Porta Pia ecc. La Lega viene molto dopo [tanto dopo che gli appelli ''all'unità'' fatti da gente che sino all'altro ieri chiamava l'Italia il ''Paese'' mi provocano conati non indifferenti]

    2) preferisco comunque chi va alla ricerca di un radicamento, seppur di non facile inquadramento storico-culturale, rispetto a chi opta per ideologie già di per sé sradicanti.

    3) ritengo che la Lega abbia comunque stabilito un collegamento con una 'linea' ottocentesca autentica [e oltretutto variegata, che include tanto liberali come Balbo, che neoguelfi come Gioberti, che democratici come Cattaneo e Manin, ad es.] che rappresenta comunque una critica al modo con cui si attuò il Risorgimento ben lontana dalle [assolutamente non condivisibili] posizioni cattoliche [risolventisi, queste ultime, nel solito lamento per la fine del papa-re e nell'altrettanto solito ''complotto massonico''] e certamente non assimilabile a posizioni ''austriacanti''.

    4) non posso dimenticare che l'occupazione del Meridione fu una vera guerra coloniale condotta contro il popolo meridionale che, sconfitto in battaglia, iniziò una vera e propria secessione che prese il nome di emigrazione, laddove dal regno duosiciliano nessuno emigrava, e questo sino a quando il regno godette di libertà e indipendenza.

    Ciao

    PS. ovviamente, ciò nulla ha a che fare con la romanità che resta una delle pagine più luminose della storia europea.

    Scusami Paul ma qui non ti seguo..
    A mio modo non possono esistere tematiche comuni con chi non solo critica i modi e i tempi con i quali venne fatta l’unità d’Italia (discussi e discutibili) ma nega le idealità politiche e spirituali che furono alla base del nostro Risorgimento giustamente definito da Consolato “sviluppo della storia sacra di Roma”.

    Che poi tutto questo sia fatto in nome di una (vera o presunta) “identità celtica” (e molto ci sarebbe da dire riguardo a questa moda celtizzante e alle logge che ne furono ispiratrici) e quindi in qualche modo di una ripresa identitaria non ne sminuisce il carattere fondamentalmente disgregatore di quelle che sono le vere radici dell’Italia (almeno da Augusto in poi): le aquile di Roma sotto le cui insegne si realizzo la primigenia unità del nostro Paese.

    Se qualcuno preferisce trovare in Teutoburgo le idee-forza europee al quale far riferimento faccia pure ma, per quanto mi riguarda, l’opposizione contro simili forze sarà netta e la difesa delle posizioni senza tentennamenti e compromessi.

    Saluti

 

 
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