18 milioni alle urne per le elezioni presidenziali e parlamentari
La sfida è tra il premier Nastase, leader del Partito socialdemocratico, e Basescu, sindaco di Bucarest e candidato dell'Alleanza Verità e Giustizia (Da)
Bucarest, 28 nov. (Adnkronos) - Sono iniziate questa mattina le operazioni di voto in Romania per eleggere il nuovo presidente e per il rinnovo del Parlamento. Alle 14.00 ora locale, l'affluenza è pari al 27,1%. Si registrano anche le prime denunce di brogli e irregolarità. In particolare, sarebbero 38 i casi riportati dai circa 3.300 osservatori dell'organizzazione 'Pro Democratia', dispiegati in molti seggi in tutto il paese, e vanno da annunci propagandistici diffusi via radio a persone accompagnate nelle cabine dagli scrutatori.
I risultati ufficiali del voto sono attesi per martedì.
I circa 18 milioni di romeni sono chiamati a scegliere chi potrebbe traghettare il paese in Europa, dove aspira ad entrare il primo gennaio del 2007, un appuntamento importante per tutte le forze in campo. Il presidente uscente, il postcomunista Ion Iliescu, ha designato suo successore il primo ministro Adrian Nastase, leader del Partito socialdemocratico, appoggiato dal piccolo ma influente Partito Umanista. Nastase può esibire un ''trofeo'' molto importante, lo storico ingresso del paese nell'Alleanza atlantica, avvenuto la scorsa primavera, e i buoni rapporti con gli Stati Uniti. A sfidarlo Traian Basescu, battagliero sindaco di Bucarest e candidato dell'Alleanza Verità e Giustizia (Da), l'unione tra il Partito liberal-nazionale e il Partito democratico, che ha dichiarato guerra alla corruzione imperante nei palazzi governativi della capitale e che si fa portavoce di quella Romania urbana che chiede un cambiamento. Per i due candidati si profila un sostanziale testa a testa, sbilanciato solo da un leggero vantaggio di Nastase su Basescu. Non dovrebbe arrivare invece al ballottaggio il nazionalista Vadim Tudor con il suo Partito 'Romania Mare', la Grande Romania, che gli ultimi sondaggi danno al 12%.
Quel che colpisce di questa sfida è vedere come nelle piazze del paese siano due i colori predominanti, il blu di Nastase e l'arancione di Basescu, gli stessi che s'avvicendano con ostinazione da giorni sotto la neve di Kiev e di molti altri centri dell'Ucraina, paese sull'orlo della guerra civile dopo le denunce di brogli e violazioni alle presidenziali di domenica scorsa.
Ma l'analogia con l'ex repubblica sovietica si ferma ai colori politici, perché la Romania di rivoluzione ne ha già fatta una, nel 1989, conclusasi con la fucilazione, il giorno di Natale, del dittatore Nicolae Ceausescu.




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