...scrive altre lettere

Il dottor Berlusconi senza vie di mezzo.
Dopo la lettera al Foglio, quella sulle tasse, il leader della Cdl porta la sua parola al paese attraverso altri giornali e ancora con una lavagna a Porta a Porta.
Nove Colonne - rubrica de Il Foglio - con il consueto tempismo, si pregia di offrire ai suoi lettori l’anticipazione di ampi stralci delle lettere – per non dire della lavagna – che il Cavaliere ha affidato ai direttori dei più importanti organi di stampa.

Una prima lettera inviata al “dott. direttore Folli del
Corriere della Sera”. Così si legge:
“Gentile dott. direttore Questo che la prego di ospitare non è un quasi articolo, ma un augurio. Colgo infatti l’occasione dell’uscita di
Weekend, l’inserto curato dalla sempre spiritosa e acuta dott.ssa Rodotà per inviare le mie più cordiali congratulazioni. Iniziativa senz’altro utile presso il pubblico dei lettori se corredata dalle giuste indicazioni su San Siro e di opportune segnalazioni su Milan
Channel ma, per la sua parte culturale, mi permetto di suggerire di seguire l’alto insegnamento di Carlo Azeglio Ciampi (mi consenta, mi alzo in piedi), con le lezioni su Cefalonia, sul dottor Letta, sul Termidoro e sullo stesso Ciampi (mi consenta, mi alzo in piedi).
Sempre se mi consente, dott. Folli, vorrei suggerire di citarlo, ogni tre righe, il nostro amato Ciampi (mi consenta, mi alzo in piedi) e sempre se mi consente, glielo chieda ad Ermini perché nell’edizione di ieri, a pagina sei non c’era Ciampi (mi consenta, mi
alzo in piedi). Perché? Che non accada più altrimenti la parola torni al paese”.

Seconda lettera per il dott. Ezio Mauro:
“Gentile dott. direttore – Questo che la prego di ospitare non è un quasi articolo, ma un doppio augurio. Colgo infatti l’occasione per il vostro recente trasferimento per inviare le mie più cordiali congratulazioni e dirvi che avete fatto bene, ne so qualcosa io che ho costruito la prima azienda d’Italia a Cologno Monzese e non in via Montenapoleone: farete altrettanto voi sulla Cristoforo Colombo, non abbiate nostalgie di via Veneto. Ancora auguri poi per il dott. ing. Carlo De Benedetti per i suoi settant’anni, glieli mando via telescrivente e colgo l’occasione per manifestare ai suoi lettori il mio intendimento: consentire agli amici repubblicani e socialisti presenti nella Cdl di candidarsi nella Fed o nella Gad nei collegi a loro più congeniali purché mi lascino liberi gli spazi risolvendomi non pochi problemi sulle candidature che devo destinare agli azzurri.
A patto che la Gad resti tale, oppure resti Fed; dopo di che la parola torni al paese”.

Terza lettera per la Stampa:
“Gentile dott. direttore Sorgi Marcello. Sua sede – Questo
che la prego di ospitare non è un quasi articolo, ma un augurio. Colgo infatti l’occasione del compleanno di Martina Stella per inviarle i miei più cordiali auguri e per ringraziare il caro Lapo per avermi fatto dono di una comoda e graziosa felpa forse di taglia un po’ esagerata – mi fa difetto al ventre – però gradita e che terrò sempre sul comodino accanto alla foto del caro nonno, in segno di imperitura ammirazione per un uomo impegnato sulla trincea del lavoro. Approfitto della sua cortesia per manifestare il mio intendimento: il governo della Cdl s’impegna a comprare le
automobili Fiat da destinare ai manager a patto che i nomi poco gradevoli di Duna, Punto, Panda, Pumba o giù di lì vengano mutuati in più accattivanti Girl, Boy, Hallo e Silvye. E’ il paese che vuole la parola”.

Quarta lettera per l’Unità.
“Dott. Colombo, colgo l’occasione per complimentarmi del suo nuovo incarico preparato per lei dai dirigenti del suo partito e segnatamente dal segretario Fassino sponsor del suo ex collaboratore dott. Padellaro. Al suo successore potrebbe interessare una joint venture per l’apertura del mercato italiano nei paesi ex comunisti al cospicuo deposito di invenduto di
Vhs oggi sostituiti dai più agevoli Dvd.
Faccia sapere perché la parola torna al paese”.

saluti