La giustizia di Castelli: «Bene la taglia leghista»
di red
«Non soltanto è un atto legittimo ma anche meritorio». Con queste parole il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, plaude all’iniziativa del ministro Calderoli, quella di mettere una taglia sulla testa degli assassini del benzinaio ucciso a Lecco. La Lega, insomma, non si smentisce, è quella che molti avevano minimizzato come un’infelice uscita del solito burlone Calderoli, diventa una vera e propria proposta politica. «Questo è uno strano paese – ha affermato Castelli - anzichè essere indignati perchè un bravo cittadino è stato ucciso, siamo indignati perchè qualcun altro cerca di adoperarsi affinchè questi malviventi vengano assicurati alla giustizia. È paradossale».
Il paradosso sembra invece quello di un ministro della Repubblica, anzi due, che propongono e appoggiano metodi di giustizia sommaria e anacronistica, lontani anni luce dai principi di uno Stato di diritto.
La sparata di Calderoli già ieri aveva scatenato un mare di polemiche. Il ministro delle Riforme aveva ben pensato di fare giustizia per la morte di Giuseppe Enrico Maver, il benzinaio sessantunenne militante della Lega, ucciso da due malviventi in un tentativo di rapina della sua stazione di servizio, dando il via a una vera e propria “caccia grossa”: 25mila euro il compenso stabilito per chiunque dia informazioni utili alla cattura dei due omicidi. Un compromesso quello accettato da Calderoli che invece avrebbe «preferito qualcosa del tipo “vivo o morto”, ma mi hanno detto che la legge non lo consente». E un’accusa alle forze dell’ordine, evidentemente giudicate incapaci di mettere le manette alla criminalità.
Politici, giudici, mondo ecclesiastico, associazioni per i diritti umani, persino Fini e la polizia: tutti contro Calderoli e la sua legge del taglione. Ma da sabato mattina, il ministro-sceriffo non è più solo: il suo amico Castelli, titolare del ministero della Giustizia, appoggia il suo compagno di partito e, senza vergogna, invoca «una ribellione di tutti i cittadini onesti, che sono fortunatamente la maggioranza: collaborino con lo Stato, perchè se non c'è la collaborazione dei cittadini onesti lo Stato da solo non ce la fa a piegare del tutto la criminalità organizzata».
Dopo Castelli, in soccorso al ministro Calderoli, arriva pure l'altro leghista al governo, Roberto Maroni, che ha dichiarato: «Condivido l'opinione del ministro Castelli». Ma i primi a dissociarsi dai metodi da far west sono proprio i familiari del benzinaio assassinato: «Non vogliamo taglie o
regolamenti di conti: abbiamo piena fiducia nelle forze dell'ordine e nella legalità. Speriamo che le forze dell'ordine riescano al più presto a trovare qualche traccia - ha raccontato il genero di Giuseppe Enrico Maver - Noi vogliamo solo una cosa: che sia fatta giustizia, vogliamo che tutto avvenga nell'ambito della legalità. Noi desideriamo che le due persone che hanno ucciso mio suocero, siano identificate e catturate: ma vogliamo anche che siano processati davanti ad un tribunale della Repubblica».




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