Berlusconi ammette che non ci sarà l'Irpef con due aliquote: 23% fino a 100 mila euro e 33% oltre.
Inoltre la disoccupazione non si dimezzerà in cinque anni.
Quindi il contratto con gli italiani è saltato e Silvio non dovrebbe ripresentarsi
Ho una curiosità e vorrei che mi aiutaste a risolverla.
Il contratto con gli italiani sarà con ogni probabilità non rispettato.
Ricordo che il contratto firmato a Porta a Porta prevedeva cinque
obiettivi, con l'impegno di Silvio Berlusconi a non ripresentarsi nel
2006 se almeno quattro dei cinque obiettivi non dovessero essere raggiunti.
Ebbene: i documenti dello stesso governo dicono che almeno due
obiettivi sono saltati.
Uno è la riduzione della disoccupazione: era al 10,1% nel 2000 e
doveva dimezzarsi in cinque anni, cioè arrivare al 5,1% nel 2005.
Ma la Finanziaria del 2005, appena presentata al Parlamento, fa
un previsione del 7,6% per cui c'è un 2,5% di disoccupati di troppo.
L'altro obiettivo - peraltro quello politicamente più rilevante - è il
taglio dell'Irpef con un sistema a due sole aliquote (23 e 33%)
contro le cinque attuali, con la soglia fra la prima e la seconda
aliquota a quota 200 milioni di lire, quindi più o meno 100.000
euro.
Tuttavia il premier nella lettera di sabato 2 ottobre al Corriere
della Sera ha detto con chiarezza sia che le aliquote saranno non
due ma tre (23, 33 e 39%), sia che per completare il piano di tagli
occorreranno anche il 2007 e il 2008.
Quindi Berlusconi dovrebbe da un lato non presentarsi per
rispettare il contratto con gli italiani, dall'altro sembra chiedere di
essere rieletto per rispettare con due anni di ritardo il contratto,
almeno per quanto riguarda la parte fiscale.
Come si comporterà Berlusconi quando sarà evidente persino a
Bruno Vespa che il contratto non è stato rispettato?
Ho provato a buttar giù alcune ipotesi, ma in realtà vorrei conoscere le vostre.
1) Berlusconi dichiara che è un uomo d'onore e non si ripresenta,
indicando un successore (Tremonti?) in grado di completare
l'opera da lui avviata.
2) Berlusconi fa finta che il contratto non sia mai esistito
("bugie dei comunisti").
3) Berlusconi accusa "quei comunisti dell'Istat" di aver truccato
i conti sulla disoccupazione o su qualche altro numero che non
gli vada a favore.
4) Berlusconi ammette che il contratto non è stato rispettato,
ma sostiene che visto che c'è stato l'11 settembre 2001 il
contratto è rispettato anche se sembra non rispettato.
5) Berlusconi taglia all'ultimo istante le aliquote Irpef, come da
contratto con gli italiani, e nello stesso tempo riduce
drasticamente i trasferimenti agli enti locali, sostenendo che la sua
parte l'ha fatta e se aumenteranno le imposte locali sarà colpa
degli amministratori, troppo spesso di sinistra.
Secondo voi, cosa farà?
grazie a stirner




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