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Risultati da 1 a 10 di 71
  1. #1
    Silvioleo
    Ospite

    Predefinito TASSE: Il 3d ANTI-BALLE

    A proposito di tasse se ne stanno sentendo di tutti i colori da ieri sera x screditare la riforma di questo governo...
    1 ho sentito dire che alcuni si ritroveranno con un'aliquota + alta,quindi pagheranno di piu'...FALSO,esiste una clausola di salvaguardia x cui chi si ritrova con un'aliquota superiore in seguito alla riforma fiscale puo'optare x l'aliquota precedente,nessuno quindi paghera'piu'di prima.
    2 si son paragonati i 14mila miliardi di Amato agli sgravi operati da questo governo,ricordando come Berlusconi avesse definito allora quell'importo una mancia...beh,le cose non sono paragonabili,essendo quella di Amato una mancia una tantum,a differenza di questa riforma che è STRUTTURALE,duratura nel tempo
    3 circolano gia'tabelline in cui si vede che fino ai 14.000 euro i risparmi sono nulli sempre...FALSO,con moglie e figli a carico si risparmia un bel po'di soldini...
    4 sulla quantita'di questa riforma sento chi sputa sui 33 o 44 euro al mese,io ho detto ad alcuni di loro che con 40 euro al mese mi ci pago le ferie alla fine dell'anno,se vi fanno schifo sono qua...


    il 3d resta aperto x altre balle che sicuramente circolano e che ora non ricordo...

  2. #2
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    In particolare c'è chi dice che la riforma fiscale sia destinata ad aprire una voragine nei conti pubblici perché la sua copertura risiede per quest'anno ANCHE su misure una-tantum.

    A costoro vorrei ricordare che, nonostante i tagli all'IRE e all'IRAP, il gettito fiscale totale si calcola non diminuisca affatto di tutto l'importo della riforma. La ragione è semplice, a volerla tagliare con l'accetta: se pago meno IRE e mi trovo più soldi in tasca, magari questi soldi li spendo in beni di consumo, sui quali grava l'IVA. Se invece ritengo che i soldi che mi ridà lo Stato li voglio mettere da parte e li investo in qualsiasi maniera (finanziaria ma anche produttiva) lo Stato ci guadagnerà comunque, insieme a me, perché i miei investimenti produrranno ricchezza, e la ricchezza prodotta genera una parte di introito fiscale.

    Insomma, con il taglio delle tasse non ci perde nessuno. Questa è una riforma ridistributiva, ovvero quei soldi che lo Stato gestiva in prima persona adesso saranno disponibili DIRETTAMENTE ai cittadini ai quali erano in precedenza prelevati.

  3. #3
    Silvioleo
    Ospite

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    ed è bene parlare anche di TAGLI...perche' vedo gente che si mette le mani nei capelli quando sente parlare di tagli,anche se magari non ne capisce nulla...beh,con questa riforma avremo meno stato,piu'liberta'x i cittadini...e meno stato vuol dire appunto tagliare la sua spesa elefantiaca...trasferire quelle risorse dallo stato ai cittadini,affinche'siano questi ultimi a decidere come utilizzarle...

  4. #4
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  5. #5
    Silvioleo
    Ospite

    Predefinito

    I redditi piu'bassi,grazie a questo governo,RISPARMIANO GIA'DAL 2003



    Lavoratore dipendente
    nella tabella troviamo Reddito annuo lordo, IRPEF per il 2002 ,IRPEF per il 2003 dopo la riforma, Risparmio
    10.000 1.258 741 - 517
    15.000 2.438 2.223 - 215
    20.000 4.050 3.771 - 279
    35.000 9.338 9.327 - 11
    50.000 15.394 15.387 - 7
    80.000 27.788 27.712 - 76

    Lavoratore autonomo
    Reddito annuo lordo, IRPEF per il 2002, IRPEF per il 2003 dopo la riforma ,Risparmio
    10.000 1.697 1.484 - 213
    15.000 2.877 2.833 - 44
    20.000 4.489 4.373 - 116
    35.000 9.622 9.562 - 60
    50.000 15.472 15.412 - 60
    80.0076 27.788 27.712 - 76

    Pensionato
    Reddito annuo lordo, IRPEF per il 2002 ,IRPEF per il 2003 dopo la riforma, Risparmio
    10.000 1.258 876 - 382
    15.000 2.438 2.335 - 103
    20.000 4.050 3.885 - 165
    35.000 9.338 9.332 - 5
    50.000 15.394 15.387 - 7
    80.000 27.788 27.712 - 76

  6. #6
    colleziono trofei
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    MODERAZIONE: ripetere venti volte la MEDESIMA TABELLA già altrove confutata è stupido. Riportarla in questo thread è evidentemente PROVOCATORIO.

  7. #7
    Conservatore
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    Una cosa molto importante, ancorché BANALE.

    L'1% di 10.000 equivale a 100. L'1% di 50.000 equivale a 500. E' quindi OVVIO che in termini assoluti ci siano differenze maggiori tra redditi bassi e redditi alti.
    Ma se si applica in un senso, lo si deve applicare anche nell'altro, ovvero: se io verso il 33% della mia busta paga, che è di 1500 euro al mese, pago 495 Euro.
    Se la mia busta paga fosse di 1700 Euro al mese, ne verso già 561... 66 in più, in termini assoluti.

    So che quanto dico è lapalissiano ma pare che in certe tabelle proprio non se ne tenga conto.

  8. #8
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    Giusto per ribadire:

    «Tagli fiscali per 6,5 mld, meno statali»
    Berlusconi: 0,5% di sgravi l'anno, 75mila «pubblici» non sostituiti nel triennio.
    di Dino Pesole



    Sconti fiscali nel 2005 per complessivi 6,5 miliardi, 6 dei quali per ridurre l'Ire (ex Irpef) attraverso le tre nuove aliquote del 23, 33 e 39%, l'incremento della no tax area e la trasformazione delle detrazioni d'imposta in deduzioni dall'imponibile. Il resto va all'Irap, con due misure: l'esenzione per le imprese che investano in ricerca, il bonus di 20mila € per ogni nuovo occupato, che sale a 40mila € nel Sud. Questo l'impianto dell'intesa raggiunta ieri dal Governo e dalla maggioranza sul contrastato taglio delle imposte. Questa sera, il Consiglio dei ministri tradurrà l'accordo in uno o più emendamenti alla Finanziaria, in discussione al Senato. Si chiude così una lunga vicenda, in cui si è giunti a un passo dalla rottura, e che ora viene celebrata da Silvio Berlusconi come una «svolta storica, epocale». Non nega il premier che per arrivare all'intesa (tre giorni fa il suo aut aut, o il taglio delle tasse oppure elezioni anticipate) vi siano state forti fibrillazioni nella Cdl. «Ma ora - spiega - quel che conta è il risultato».

    Non è la riforma sulla quale si è impegnato nel famoso contratto con gli italiani (due sole aliquote Ire al 23 e 33%), le cifre in gioco non sono tali da imprimere da sole l'auspicata svolta all'economia («per dare questo impulso serve un calo delle tasse in deficit, come ha fatto Bush che le ha ridotte di 7 punti». E tuttavia Berlusconi ribadisce l'impegno a tagliare le imposte per altri 6,5 mld nel 2006 (lo 0,5% del Pil), e di portare la pressione fiscale nel 2008 al di sotto del 40% del Pil, se gli elettori gli confermeranno la fiducia. La scelta di concentrare il 90% dei tagli sull'Ire risponde anche (soprattutto, dice l'opposizione) a esigenze politico-elettorali. Ma Berlusconi pone l'accento «sull'impegno morale» assunto nei confronti degli italiani: «Inseguo ancora l'ipotesi delle due aliquote». Al ministro dell'Economia, Domenico Siniscalco, il compito di illustrare nel dettaglio la manovra fiscale. L'aliquota Ire del 23% si applicherà dal prossimo 1° gennaio ai redditi fino a 26mila €, quella del 33% da 26 a 33.500 €, quella del 39% oltre tale tetto.

    Al di sopra dei 100mila € annui scatterà il contributo di solidarietà del 4% che - spiega Siniscalco - «sarà utilizzato per ridurre le imposte per le famiglie meno abbienti». Le attuali detrazioni cederanno il passo a deduzioni decrescenti al crescere del reddito, e a beneficiarne saranno soprattutto i nuclei familiari con coniuge e due figli a carico che, fino al tetto di 78mila € annui di reddito, vedranno crescere la «no tax area» da 7.500 a 14mila €. Vi si aggiunge una deduzione per le badanti che assistano familiari non autosufficienti, pari a 1.820 €. Nel complesso - aggiunge Siniscalco, che definisce Berlusconi «la vera forza traente per la riduzione delle tasse» - la manovra fiscale produrrà un «abbassamento di tutta la struttura delle aliquote, senza eliminare la progressività».

    Quanto alla copertura, Berlusconi sottolinea come sulle varie misure vi sia «il bollino della Ragioneria», e che per coprire il taglio delle tasse il Governo si è affidato «ad una vera diminuzione della spesa pubblica». «Avevamo chiesto - dice il leader Udc Marco Follini - un percorso virtuoso e non avventuroso. Le cifre e le coperture fornite oggi ci sembrano ragionevolmente lontane da crinali avventurosi». Il blocco del turn over c'è, e non è di poco conto, se si considera che ogni cinque dipendenti che lasceranno il servizio se ne sostituirà uno solo. L'obiettivo è la riduzione di 75mila dipendenti pubblici entro il 2007. Via anche al fondo rotativo che trasformerà gli incentivi alle imprese in prestiti a tasso agevolato. Tecnici dell'Economia sotto tiro? Siniscalco sottolinea come proprio per effetto del «giudizio dei tecnici» si sia convinto a operare l'annunciato taglio ai consumi intermedi dei ministeri in misura più contenuta rispetto alle ipotesi iniziali (1,5 miliardi).

    «Coperture strutturali, taglio sostenibile per il giudizio dei mercati, ne ho parlato con un'agenzia di rating» - spiega il ministro - che opereranno «a pieno regime dal 2006», e che nel 2005 vedranno anche il concorso di una tantum (lo slittamento delle rate 2004 del condono edilizio). Quello che «certamente non c'è» - assicura - è la chiusura delle finestre per i pensionamenti di anzianità, «la riduzione dei servizi sociali e dei fondi al Sud». Per gli incrementi del contratto per gli statali «si andrà sopra il 3,7% ma non al 5,1%», mentre i 500 milioni per le imprese vanno in direzione di «un'Irap più intelligente». Dal prospetto di copertura si apprende che nel 2005 la riforma dell'Ire costerà 4,3 miliardi (7 nel 2006). Berlusconi, in conclusione, ritorna sulla sua richiesta di rivedere il Patto di stabilità in funzione della crescita: «Sono in corso molti contatti a livello europeo, e credo che la reinterpretazione del Patto abbia moltissime possibilità di andare in porto».
    26 novembre 2004

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  9. #9
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    Mi sono fatto i conti, mi toccano solo spiccioli.
    Qualche centinaio di euro l'anno che non mi cambiano alcunchè. Meno male che non fumo, uso poco la carta bollata e non ho niente da condonare.....

    A tale proposito leggete l'articolo di Giavazzi in prima pagina del Corriere di oggi e ditemi che cosa ne pensate.

  10. #10
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    Lo ripeto anche qui: se a qualcuno un po' di soldi in più fanno schifo e teme nel suo animo gentile lo sforamento dei parametri di Maastricht (cosa che ci porterebbe tutti all'inferno e ci farebbe passare dalla parte di lavagna dove c'è scritto "cattivi"), può benissimo continuare a pagare le tasse come prima, dando un inequivocabile segno di "protesta proletaria".

 

 
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