La nostra "civiltà superiore"
| Giovedì 18 Novembre 2004 - 17 : 52 | |
Quattro vittime in sei giorni di fronte ad altrettante discoteche. La causa? Risse dovute ad alcol e gelosia. E il deejay Linus che pontifica: "Non mi stupisco, sono lo specchio della società".
Siamo alla frutta, cari connazionali. Anzi all’ammazzacaffé. Hanno qualche filo staccato questi giovanotti che vanno a perdersi in quegli antri lobotomizzanti in cui si celebra un dionisismo d’accatto.
Lo so, sto parlando come uno di Comunione e Liberazione ma qualche volta pure quelli di Comunione e Liberazione potrebbero aver ragione. Come li togliamo dalle pettole (peste, in milanese) questi nostri, anzi vostri figliocci attirati nel tunnel del nulla da pifferai abilitati alla propaganda di una way of life nichilista e passiva?
Sarebbe questa la civiltà superiore? Con questa civiltà dovrebbe confrontarsi l’Islam oscurantista?
Speriamo di no, ché una guerra con i saraceni sarebbe per noi un disastro. In poche settimane ci spezzerebbero, loro sì, le reni.
E allora qui lo dico e non lo nego. Anzi, lo ripeto: ad una gioventù di impasticcati (e non venitemi a dire che generalizzo ché un minorenne su quattro si fa di droga. Le statistiche parlano chiaro) preferisco una gioventù con le pezze al culo ma spenglerianamente in forma.
Ad una generazione di perdi-vita la cui sola aspirazione è quella di rimbambirsi il sabato notte nelle sale da (s)ballo, preferisco chi si fa saltare in aria perché ha il coraggio di dimostrare che ancora crede in qualcosa: per esempio nella patria (occupata) o nella dignità (calpestata). Gli avessero pure fatto il lavaggio del cervello con la storia del paradiso di Allah e con le urì che si reinverginano dopo ogni copula. Non sta meglio chi il cervello lo butta quotidianamente all’ammasso in qualche squallido McDonald’s della Penisola. E’ degno di pietà ma non d’ammirazione chi, completamente fuso dall’ecstasy, va a piantarsi contro un albero. Non sta meglio una generazione che in cima ai propri desiderata appende la voglia di far quattrini tanti e subito.
Questa è l’epoca del kali yuga, della decadenza. Prendiamone atto e mettiamoci l’anima in pace. Bevi la coca cola... che ti fa bene.
Alberto Fraja




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