

Sarà, ma benchè io sia europeista convinto, quando trovo espressioni di questo genere penso subito a tristi ricordi del tipo "ein Volk, ein Reich" etc.
Il "sogno" europeo lo vedo piuttosto nei termini della "Giovine Europa" mazziniana, come fratellanza libera di eguali, come accordo spontaneo di popoli, che non rinunciano tuttavia alle proprie individualità.
Cioè qualcosa di fantasticamente simile a quanto si sta finalmente realizzando.
"ein Volk, ein Reich" ??
secondo me esageri!
l'impronta democratica mi pare chiara nel mio messaggio!
non credi che sia ridicolo che in europa si parlino circa 25 lingue?
non credi che sia un ostacolo alla "fratellanza libera di eguali," dei cittadini, alla possibilità di "mescolarsi" ?


In effetti esagero.
Però la mia impressione di primo acchito è che forse le cose siano sulla strada giusta così come sono.
I fenomeni linguistici, forse, non hanno bisogno di essere governati. Tentare di farlo, magari maldestramente, potrebbe trasformarsi in fonte più di ingiustizie che di vera eguaglianza.
Anch'io sono del parere che sia assolutamente necessario, pena il fallimento del progetto, che l'europa abbia UNA ed una sola lingua ufficiale, qualunque essa sia: inglese, francese, tedesco, latino, esperanto. polacco, mi sta bene tutto.


Sottoscrivo in toto.Citazione da Intervento Principale di by LUCIO
Sarà, ma benchè io sia europeista convinto, quando trovo espressioni di questo genere penso subito a tristi ricordi del tipo "ein Volk, ein Reich" etc.
Il "sogno" europeo lo vedo piuttosto nei termini della "Giovine Europa" mazziniana, come fratellanza libera di eguali, come accordo spontaneo di popoli, che non rinunciano tuttavia alle proprie individualità.
Cioè qualcosa di fantasticamente simile a quanto si sta finalmente realizzando.
Le individualità degli stati europei, a mio avviso, sono di ferro: non riesco neanche a pensare ad una omologazione mettiamo fra polonia e spagna, o italia e francia, o germania e portogallo.
E penso anch'io che questo sia un bene ed una ricchezza.
Tuttavia ritengo che, da un punto di vista MERAMENTE PRATICO sia ineludibile che l'europa si doti di UNA sola lingua ufficiale: e penso questo non, come invece mi pare faccia Mauro V., per facilitare i contatti fra i popoli europei, perché, nella mia esperienza, ho avuto modo di constatare che la differenza lingiustica non è un ostacolo nei contatti fra gente di diversa nazionalità, ma soltanto e semplicemente per consentire un migliore funzionamento delle istituzioni europee.


La lingua e il modo di parlare all'interno della stessa lingua, caro Arsenio, sono lo specchio di una cultura. Parlare di un'Europa multiculturale e ricca di individualità, non può prescindere dalla varietà linguistica.
Che poi nel tempo, le lingue si contamineranno e si assomiglieranno sempre più, sarà un processo auspicabile e probabilmente ineludibile. Ma lasciamo che sia il tempo a decidere e a seguire il suo corso.
Il fatto che ci sia una lingua ufficiale, che, se può aiutare, potremmo chiamare "burocratica", non credo abbia alcun tipo di capacità "repressiva" nei riguardi delle altre lingue: anzi, in tutta franchezza, ritengo che i rischi maggiori vengano corsi proprio da questa ipotetica lingua, che - inevitabilmente - si standardizzerebbe, si burocraticizzerebbe ed si impoverirebbe.
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