Dal Corriere della Sera di oggi:
Crac Volare, nel mirino dei magistrati le relazioni pericolose con il gruppo Lte
Casimiro Bermudez guida una compagnia aerea charter di Palma di Maiorca. Sugli aerei, rossi e bianchi (tre B757, due Airbus A320 e due Airbus A321), c'è scritto Lte. Si sa molto poco di questa compagnia. Si sa che di recente ha assunto il nuovo nome commerciale di Volar Airlines. Una vocale, una «e» che fa la differenza tra Volare Airlines e Volar Airlines. Due diverse compagnie, due mondi separati? Forse solo in apparenza. E’ un capitolo nella storia più grande del crollo di Volare.
Inquadriamo Volare Airlines. Appartiene al gruppo Volare che si è appena autodichiarato insolvente. In un rapporto della Kpmg Forensic, commissionato da Giorgio Fossa (presidente da marzo a settembre) per verificare eventuali ammanchi nel bilancio, vengono messe in evidenza operazioni in potenziale conflitto di interessi tra Volare e Lte. Perché conflitto? Perché nel consiglio Lte, come è poi emerso, siedono tra gli altri il figlio di Vincenzo Soddu (amministratore delegato di Volare fino al luglio scorso) e quello di Giuliano Martinelli, azionista ed ex consulente della compagnia veneta. Volare dal 2001 al 2003 aveva sottoscritto (firmatari risulterebbero Soddu e Martinelli) tre contratti di wet lease (un particolare «pacchetto» di leasing utilizzato dalle compagnie aeree) con la Lte. Il sospetto, perché tale è ancora e sulla questione ci sta lavorando anche la magistratura di Busto Arsizio, è che il vecchio management abbia favorito i parenti. Soddu ha sempre negato il conflitto di interessi e anche un suo coinvolgimento nell'azienda spagnola.
Così come nella neonata My Way Airlines. E' una nuova compagnia che promette l'avvio dei voli dal 17 dicembre. E' guidata dall'ex ministro dc Carlo Bernini, dall'ex arbitro Luigi Agnolin e dall'ex direttore finanziario di Volare Merrick Adelstein. Bernini l'ha detto chiaro e tondo: ci fonderemo con Lte. Nel frattempo i più stretti familiari di Soddu hanno messo in piedi un network di agenzie di viaggi (entrando anche nella Triskel di Rimini, un piccolo gigante da 40 milioni di fatturato) con il marchio di fabbrica, guarda caso, di «My» (My Holding, My Go). Il disegno potrebbe essere quello di creare una nuova Volare con i fuoriusciti del gruppo. Forse il progetto era già partito quando Volare cestinò la lettera d'intenti con Klm per tentare la fusione con Alitalia.
La spagnola Lte è dunque un cardine del piano anche perché è un vettore regolarmente autorizzato in Spagna. A chi appartiene? A un gruppo di uomini d’affari italiani e spagnoli riuniti nella holding Gasarer che ha rilevato Lte nel 2001 (quando partono i contratti con Volare). Ma i loro nomi restano «coperti». Arriviamo a Palma e al mistero della «e». A quanto risulta, da pochi mesi la Lte è stata ribattezzata con il nome commerciale di Volar Airlines. Dunque Lte uguale Volar Airlines. Non si può certo pensare a un nome scelto a caso o all'ennesima strana coincidenza. E bisogna ricordare che Lte-Volar Airlines si fonderà con My Way. Quindi Volar Airlines di fatto è appena nata mentre la «vecchia» Volare Airlines sarà commissariata. Forse il disegno, se mai c’è stato, di clonare Volare si è spinto fino a copiarne, quasi, il nome.
Nel frattempo il commissario, tanto per dire quante sono le stranezze di questa vicenda, si troverà sul tavolo anche l'ingiunzione di pagamento del proprietario dell'immobile di Thiene dove ha sede il gruppo; si chiama Zoccai il padrone di casa, è il papà di Gino, fondatore grande azionista e presidente fino a marzo di Volare.
Marco




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