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    Thumbs up Tutti gli nterventi dell'On.le Bondi: "Basta con il bipolarismo 'armato', selvaggio"



    BONDI: BASTA CON IL BIPOLARISMO 'ARMATO'
    19/11/2004 - 19:00
    Realizzare pace politica e democrazia normale


    Napoli, 19 nov. (Apcom) - "Basta con il bipolarismo 'armato', selvaggio, e alle contrapposizioni permanenti". Il coordinatore di Forza Italia, Sandro Bondi, lancia un invito a tutte le forze politiche per "realizzare la pace politica e una democrazia finalmente normale".

    Intervenendo a un convegno sul tema 'Un partito per i Popolari', l'esponente azzurro ha sottolineato che la politica attuale è "una continua reciproca delegittimazione degli schieramenti politici. La politica è oggi diventata più violenta rispetto al passato".

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  2. #2
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    FISCO/ BONDI: PRODI SPACCIA DATI E NOTIZIE FALSE
    22/11/2004 - 160
    "L'ex premier la smetta di alimentare pessimismo da cornacchia"

    Roma, 22 nov. (Apcom) - "Romano Prodi non si limita a diffondere un ingiustificato pessimismo sull'economia italiana, ma si incarica anche di spacciare notizie e dati totalmente falsi". Ad affermarlo è il coordinatore di Forza Italia, Sandro Bondi che così risponde ai giudizi espressi oggi su un quotidiano nazionale dall'ex presidente della Commissione europea.

    "Quest'anno infatti l'economia italiana cresce, come attesta la Banca d'Italia - afferma Bondi - e tutti gli istituti di previsione, dell'1,4% e non dell'1,3% come afferma Prodi". Inoltre, aggiunge il coordinatore azzurro "a dimostrazione che è falso affermare che si tratta del tasso pià basso di crescita tra i Paesi del G7, basti ricordare che anche la Germania si attesta su una crescita dell'1,4%, esattamente come il nostro Paese".

    Per Bondi quindi Prodi "piuttosto che alimentare un cupo pessimismo, assolutamente ingiustificato e foriero di sfiducia, alla stregua di una cornacchia, Romano Prodi farebbe meglio a riflettere sulla strozzatura dell'economia europea a causa della tenaglia costituita dal patto di stabilità e dalla politica monetaria europea". "E ciò in forza anche del fatto che Romano Prodi - conclude Bondi - è considerato il leader di una coalizione che si candida al governo del Paese".

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  3. #3
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    POTENZA/ BONDI: INCHIESTA PROCURA E' AGGRESSIONE A ISTITUZIONI
    22/11/2004 - 16:55
    "Bisogna interessare al più presto il Csm"


    Roma, 22 nov. (Apcom) - "Stando alle informazioni di cui possiamo disporre, si può affermare che l'inchiesta condotta dalla Procura di Potenza configuri una vera e propria aggressione nei confronti delle istituzioni democratiche e del mondo politico". Lo afferma il coordinatore ddi Forza Italia Sandro Bondi a proposito dell'inchiesta della Procura di Potenza che vede coinvolti numerosi esponenti politici.

    "Sui contorni di questa inquietante vicenda - afferma - occorre interessare al più presto il Consiglio Superiore della Magistratura". "Nel frattempo - conclude Bondi - desidero a nome mio personale e di Forza Italia esprimere piena solidarietà all'on. Gianfranco Blasi della cui cristallina onestà e dirittura morale e politica, al servizio della sua terra di Basilicata, nessuno può dubitare".

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  4. #4
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    F.I./ BONDI CARICA I GIOVANI: CON VOI PARTITO TORNA ALLE ORIGINI
    26/11/2004 - 21:05
    Verso campagna elettorale 'Forza Silvio'


    Arezzo, 26 nov. (Apcom) - Il clima è quello dei giorni migliori: applausi, cori 'Silvio, Silvio', e sul fondo della sala, mentre parla il coordinatore nazionale Sandro Bondi, un proiettore fissa l'immagine di un grande manifesto con il presidente del Consiglio che sorride e uno slogan: 'Ha vinto Berlusconi', assieme celebrazione del risultato politico e monito per gli alleati sul fatto che della riduzione delle imposte non potranno gloriarsi tutti i partiti della Cdl. Si chiude così la seconda intensa giornata del seminario nazionale di formazione alla politica dei giovani di Forza Italia, con Bondi che, dopo aver ricordato che "Berlusconi è rimasto solo nel chiedere l'abbassamento delle imposte" sottolinea l'importanza dell'orgoglio dimostrato dal partito nel sostenere la battaglia del suo leader: "Questo orgoglio non è stato ininfluente nel corso di questa crisi, lo hanno sentito anche gli alleati".

    Il coordinatore azzurro annuncia un "ritorno allo spirito originario" del partito, e spiega alla platea che per questo "Berlusconi vi chiederà un impegno", allusione alla campagna elettorale 'Forza Silvio' che sarebbe in preparazione per i prossimi appuntamenti elettorali. "Noi siamo pronti, quando il presidente chiama noi rispondiamo con orgoglio ed entusiasmo": Simone Baldelli, coordinatore nazionale del movimento giovanile azzurro, senza entrare nel dettaglio, lascia intendere che l'ipotesi di un ruolo di primo piano per i giovani di Fi sul fronte delle prossime elezioni sia più di un'ipotesi. "Siamo la Berlusconi generation - conferma Alessandro Gian Moena, responsabile formazione del movimento - cresciuta dopo la caduta del Muro di Berlino e che ha visto il suo primo impegno politico con la discesa in camo di Silvio Berlusconi". Alla convention hanno partecipato molti big del partito, prima di Bondi hanno sfilato davanti ai giovani azzurri i capigruppo di Camera e Senato Elio Vito e Renato Schifani, i ministri Enrico La Loggia, Girolamo Sirchia e Giuliano Urbani.

    Sono giovani un po' diversi dallo stereotipo del militante azzurro in giacca blu d'ordinanza: non mancano - pur se in minoranza - codini e pettinature punk fra gli uomini, maglioni e look più casual. E nella pausa, un intermezzo canoro all'insegna della nostalgia per gli anni 70, con il deputato toscano Denis Verdini che, con opportuno accompagnamento al pianoforte, si esibisce in una paio di classici dei Nomadi: repertorio canoro più da festa dell'Unità che da convention di Forza Italia. Curiosità di giornata: il ministro della Salute Sirchia costretto a tornare nei panni del medico per visitare una militante colpita da un malore. "Colpa dei tagli alla Sanità", butta lì qualcuno, "un altro dottore non si trovava", ma un'occhiataccia del ministro mette fine alla conversazione.

    Domani terza giornata di lavori, in mattinata sono previsti gli interventi del ministro per l'Innovazione tecnologica Lucio Stanca e della nuova portavoce Elisabetta Gardini. Nel pomeriggio conclusione con la presentazione del volume del sottosegretario al Welfare Guido Sacconi 'La società aperta', con il portavoce di Berlusconi, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti.

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  5. #5
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    Predefinito Biografia minima

    Chi lo ha conosciuto nell’adolescenza, giovane comunista al liceo scientifico di Villafranca e poi comunista all’Università di Pisa e poi sindaco comunista di Fivizzano non riesce, in realtà, ad avere rancore per il suo cambio di campo. Nemmeno Andrea Visconti, una parrucchiera di Fivizzano, autrice di un fortunato pamphlet sui vizi della provincia e poi comparsante da Maurizio Costanzo, ebbe niente da dire su di lui.
    La traiettoria di Sandro Bondi, intellettuale della Lunigiana, persona seria e schiva, studioso, è passata dal ruolo di oscuro funzionariato comunista periferico alla corte di un principe liberista tramite uno scultore ex comunista che gli ha costruito il più grottesco dei mausolei, una specie di tomba di Tutankhamon, roba che solo in colonia. Un comunista di provincia che odiava la mafia, arrossiva di fronte a ipotesi di corruzione e si sentiva maltrattato all’idea di vendere polizze vita dell’Unipol ad Aulla è stato catapultato nella villa del più potente e spregiudicato tycoon italiano che gli ha aperto i suoi segreti, lo ha nominato suo segretario, lo ha fatto assistere agli incontri politici più importanti, gli ha dato incarico di scrivere la sua biografia (quella che arrivò in tutte la case degli italiani alla vigilia delle elezioni del 2001) e, oggi, gli dà la parola per tutto quanto riguarda il partito Forza Italia.
    Sandro Bondi ne va giustamente fiero. E fieri sono i suoi genitori che ogni mese, dalla frazione Gassano di Fivizzano, vanno accompagnati in un macchinone a trovare il loro figliolo nella villa di Arcore e tornano soddisfatti della vita che il figliolo vi conduce e della considerazione in cui è tenuto. I genitori Bondi sono icone comuniste di una zona che nel 1944 ha visto eccidi nazisti paragonabili a quelli di Marzabotto, per cui Pietro Cascella profuse marmo pubblico e che oggi Sandro Bondi considera stragi che si sarebbero potute evitare. In breve, ha spiegato, se ti vengono i nazisti a casa e ti fanno un elenco di renitenti banditi del tuo paese, bisognerebbe consegnarglieli facendoli uscire dalle cantine, perché così facendo si eviterebbe la strage successiva, di popolazione inerme e la memoria di quel bambino che resta vivo sotto una coltre di cadaveri, sfuggito al sergente Fritz.
    Ma, se tutto è spiegabile nella nuova vita scelta da Sandro Bondi, devo ammettere che molto mi è oscuro nella scelta che Silvio Berlusconi fa dei suoi collaboratori. In passato, come un vero leader, Berlusconi era stato capace di scovare uno sconosciuto Arrigo Sacchi e di fargli rivoluzionare il calcio italiano; o di scovare dalla provincia savonese un Carlo Freccero che gli avrebbe rivoltato i palinsesti televisivi. Ora mi sembra che Berlusconi privilegi chiunque lo voglia assecondare non nel suo progetto, ma nelle sue paure: che gli portino via i suoi averi (i comunisti), che lo mettano in galera (le toghe rosse). Compito dei suoi consiglieri, specie quelli che vengono dalla sinistra e che proprio per quella origine sono stati assoldati, dovrebbe essere di spiegargli la complessità italiana, le radici dei comportamenti; e invece i Bondi, i Ferrara, gli Adornato sembrano farlo apposta a spingerlo nei vicoli ciechi delle sue paure, quasi avessero un segreto interesse a farlo morire. Anche a morire con lui? Prevedibile che i consiglieri attuali si troveranno un altro principe, quando l’attuale sarà costretto a mordere la polvere. Ma perché il Principe attuale, finché è in sella, non lo capisce?
    Non per togliere nulla alle capacità di Sandro Bondi, persona che ha una buona frequentazione con i libri e con le biblioteche, ma perché – per quale inconscia debolezza – Berlusconi gli affida addirittura il compito di essere il portavoce del suo partito? Mistero. Così come continua a essere misterioso che tutto questo rapporto intimo che coinvolge comunisti, liberisti, scultori si sia consolidato sul progetto di una mastodontica tomba pagana posta nel parco di una villa che l’avvocato Previti riuscì ad avere a pochissimo prezzo da una spaventata ereditiera.
    Ma tant’è. Sandro Bondi continua il suo lavoro certosino, sfornando comunicati. Gli ultimi dicono che le elezioni non sono andate così male e che se non ci fosse stato il secondo turno e se ci fosse stata una differente metereologia sarebbero anche andate meglio.
    Perfetto. Però lo avrebbe detto anche un portavoce che non veniva dal Pci, lo avrebbe detto chiunque è abituato a guardare la televisione. Da uno che viene dal Pci, io Principe che lo pago da dieci anni, mi sarei aspettato qualcosa di più. Qualcosa di più acuto, di più graffiante.
    Voglia il Cielo che Silvio Berlusconi che ha chiamato ad Arcore, a vivere lì, vicino a lui, il Sandro Bondi di Fivizzano non si debba pentire della fiducia che gli ha accordato. Dicono infatti i giornali che forse l’intellettuale della Lunigiana non è più un uomo suo, ma un uomo di Marcello Dell’Utri. E non si è mai capito se i due vadano sempre d’accordo. Né chi paghi lo stipendio di Sandro Bondi. E Dell’Utri è uno che sugli inquilini della villa di Arcore ha sempre messo un occhio. Chissà come finirà: così come è partito, Sandro Bondi potrebbe tornare a casa nella Lunigiana, e non sarebbe accolto male. Ne avrebbero da raccontare, lui e Pietro Cascella

  6. #6
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    Predefinito Essere Bondi

    Una volta, Ernesto Galli della Loggia ebbe a dire di aver constatato il decesso del grandioso progetto «liberale» di Forza Italia: c'è chi lo capisce oggi, e chi - come Montanelli - l'aveva capito sul finire del '93. Questione di riflessi.
    Bondi, comunque, è subito intervenuto con una lunga lettera al Corriere per puntualizzare alcuni decisivi concetti.
    Cogliamo fior da fiore.
    «In politica il vuoto non esiste»: un assunto sul quale si potrebbe convenire, se non esistesse Bondi a smentirlo.
    Forza Italia «si riconosce nella dimensione tipicamente liberale della meritocrazia»: resta da spiegare, allora, l'ascesa di Bondi a coordinatore nazionale.
    Nel '93 - ricorda Bondi - l'Italia usciva «dallo scontro fra democrazia e comunismo»: Bondi, per non sbagliare, stava col comunismo, anche se oggi assicura che «non si poteva non dirsi liberali».
    Strano: nel '93 Bondi non stava con Zanone, ma era iscritto al Pds. E con quella tessera in tasca - raccontano gli ex amici - seguì clandestinamente la campagna elettorale dell'amico scultore Pietro Cascella, firmatario nell'89 della mozione dei «veri comunisti» contro la svolta della Bolognina e dunque autore del mausoleo funerario di Berlusconi e candidato forzista a Pescara nel '94. Il contributo di James per la sua elezione fu determinante: infatti Cascella non fu eletto.
    A quel punto il Pallore Gonfiato passa a Forza Italia per nobili motivi ideali: è disoccupato.
    Nel '95 lavora da par suo con Paolo Del Debbio, candidato presidente della regione Toscana.
    E anche lì è decisivo: trombato pure Del Debbio.
    Finisce a Roma, in un bugigattolo di Via dell'Umiltà (nomen omen), a ritagliare giornali, rispondere a lettere e scrivere discorsi.
    Il piccolo scrivano fiorentino scrive anche un libro, ma la presentazione salta per mancanza di pubblico.
    Nel 2001 serve un nome per fare il secondo a briscola nel listino proporzionale di Lombardia-1.
    Bondi si offre. Trombatura scontata: invece viene eletto, per il gioco delle liste civetta.
    Berlusconi lo ammette nella sua segreteria personale e lo sistema nella villa di Arcore, in un ufficetto vista mausoleo, da dove alluviona i giornali con lettere incensanti l'Amato firmate «Sandro Bondi-Arcore».
    Il resto lo fa lo scontro di potere fra il clan Dell'Utri e il clan Scajola per il vertice del partito azzurro.
    Fra i due litiganti, spunta il servizievole James: nientemeno che coordinatore nazionale.
    «Chi scorra - scrive ora al Corriere - le interviste di Silvio Berlusconi di quegli anni e dei successivi, gli interventi pubblici e i documenti sino a oggi, non potrebbe che riscontrare una perfetta continuità ideale, oltrechè una verificabile coerenza negli atti di governo».
    Dal che si deduce che:
    1) Bondi, goloso com'è, sta curando l'opera omnia del Re Sòla, scorrendone le interviste, gli interventi e i documenti (soprattutto i bilanci, si presume) «di quegli anni e dei successivi»;
    2) il fatto che, per diminuire le tasse, il governo le stia aumentando, rientra nella «perfetta continuità ideale» e nella «verificabile coerenza negli atti di governo».
    Bondi, a nome del Re Sòla, «rivendica coerentemente la lezione di don Sturzo e di De Gasperi, di Luigi Einaudi e dei fratelli Rosselli» (quelli che Berlusconi mandò in vacanza all'estero).
    Senza contare i fratelli La Bionda, le sorelle Bandiera e le gemelle Nete.
    Con una felice metafora ortopedica, James definisce Forza Italia «la gamba liberale dell'Italia». E invita il centrosinistra a ringraziare Berlusconi:
    «Senza Forza Italia e senza Berlusconi non ci sarebbero stati nè Prodi nè l'Ulivo».
    Chi pensava, ingenuamente, che Prodi arrivasse dall'Università di Bologna, dalla sinistra cattolica, dall'Iri è servito: Prodi è nato ad Arcore. È il fratello segreto del Re Sòla, il terzo.
    Senza Berlusconi, poi, «la sinistra starebbe ancora a baloccarsi con più o meno gioiose macchine da guerra»: avrebbe ancora Bondi, per dire.
    Il Pallore Gonfiato va capito. Deve recuperare i tanti anni trascorsi nell'oscurità, prima di vedere la Luce.
    Ha il complesso di Poulidor.
    Dov'era nel 1990, mentre il Cavaliere impalmava Veronica, officiante Paolo Pillitteri, testimoni di nozze Craxi e Confalonieri? Era a Fivizzano, in Lunigiana, a fare il sindaco comunista, accidenti.
    Ecco: se solo la Grazia l'avesse baciato prima, alla cerimonia nuziale avrebbe potuto partecipare anche lui: reggere il velo della sposa, portare il bouquet e gli anelli, fare il chierichetto, leggere la poesia, rendersi utile.
    E oggi, dopo le interviste a Veronica, ai figli e alle figlie, al fratello e alla cognata, i rotocalchi potrebbero dedicare un riquadro anche a lui.
    Dopo Apicella e il cuoco Michele, si capisce.

    Nella natìa Fivizzano sono in tanti a vergognarsi di lui.
    Ora un'associazione di giovani svegli, il gruppo «Eliogabalo», che ogni estate organizza una rassegna culturale («Comunicare fa male»), lancia l'idea di dedicargli un appuntamento fisso.
    Ma di alto livello, degno del suo.
    Sul modello di Spoleto. Il Festival dei Due Bondi.

 

 

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