Ciampi replica a Castelli: «Non accetto sollecitazioni a firmare»
di red
Il presidente della Repubblica non accetta sollecitazioni o imposizioni da parte del ministro della Giustizia. Così il Quirinale risponde alle pressioni del guardasigilli Roberto Castelli per una rapida controfirma della riforma dell’ordinamento giudiziario. «Anche in questa occasione, così come ha fatto sempre» Ciampi, sottolineano ambienti del Quirinale, «eserciterà le prerogative costituzionali che gli competono nei tempi stabiliti dalla Costituzione».
«Auspico che il presidente Ciampi voglia firmare la riforma il più rapidamente possibile, se così non fosse ci faccia sapere le sue decisioni attraverso un messaggio alle Camere nel tempo più breve possibile», aveva detto ai microfoni di una radio il ministro Castelli, lo stesso che oggi si smentisce da solo, sottolineando: «Non c’è stata nessuna mia sollecitazione verso il Quirinale».
Le associazioni dei magistrati invitano il presidente della Repubblica a rifletettere sulla costituzionalità della riforma. «Il primo pensiero va al Capo dello Stato – afferma Fabio Roia, segretario di Unicost - come garante del patto costituzionale valuterà quella che noi riteniamo una legge manifestamente incostituzionale».
Intanto Berlusconi fa autocritica: «Non è la migliore delle riforme possibili – dice - ma è comunque una buona riforma. La cosa importante è che ora il pm dovrà avere una carriera separata dal giudice». Ma per il premier i giudici non sono stati castigati abbastanza.
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L'Ocse boccia la legge sul falso in bilancio: «Cambiatela, insieme allo scudo fiscale»
di red
L'Ocse, ovvero l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, torna a criticare il governo Berlusconi. Critica l'italia sulle normative contro la corruzione. Sotto accusa, in un rapporto redatto dagli ispettori dell'organizzazione, finiscono questa volta tutti i principali provvedimenti dei 100 giorni.
Tre le raccomandazioni: emendare la legge sul falso in bilancio, allungare i termini per la prescrizione nei casi di corruzione e fare attenzione che lo scudo fiscale non agevoli il rimpatrio di 'denaro sporcò o tangenti. Tutte cose che il governo italiano si guarda bene dal fare. E non a caso dal rapporto trapela poi lo scontento degli ispettori perchè l'Italia non ha accolto la richiesta di incontri con magistrati, imprenditori e pubbliche autorità.
Le critiche odierne si sommano a quelle dei giorni scorsi sulla manovra fiscale, che l'Ocse ha giudicato inutile e propagandistica, sostenendo inoltre che sarà necessario ricorrere a una manovra bis.




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