Giustizia: più garanzie, ma per tutti
Intesa nel Pdl sul processo breve. E non sarà riforma "ad personam"
È durato due ore il colloquio tra Fini e Berlusconi

Roma. L'accordo sulla giustizia c'è: nei prossimi giorni sarà presentato un disegno di legge parlamentare. Ci saranno le norme per accelerare i processi, ma non quelle per la prescrizione breve. È l'esito del vertice di ieri tra Berlusconi e Fini: due ore di colloquio che hanno portato anche altre due decisioni: per il settore saranno stanziati più fondi in Finanziaria. Il Pdl avvierà subito un confronto a tutto campo con la magistratura, a partire da un incontro che si terrà oggi tra la consulta giustizia del partito e i vertici dell'Anm.
«È andata bene», ha commentato il premier uscendo dal vertice. Dunque, si può considerare chiuso il capitolo, uno dei più caldi per i rapporti interni alla maggioranza. Chiuso senza quelle misure che rischiavano di diventare un boomerang politico e sociale: la prescrizione breve sarebbe stata letta come una legge ad personam e che soprattutto, come ha ricordato più volte Fini, avrebbe rappresentato un danno per i tanti cittadini in attesa di vedersi riconosciuta giustizia. «Con Berlusconi abbiamo escluso l'ipotesi della prescrizione breve», ha spiegato dopo il vertice il presidente della Camera, ribadendo che «non è praticabile, perché danneggerebbe i cittadini». Nel corso di una lunga intervista con SkyTg24, Fini ha spiegato che, invece, «si è ragionato sulla possibilità di presentare un disegno di legge parlamentare per definire tempi certi entro cui si deve svolgere il processo nei suoi tre gradi». Il testo arriverà a breve e stabilirà la durata del processo in un tempo massimo di sei anni totali, vale a dire due per ogni grado di giudizio. La legge va incontro alle richieste dell'Europa, che più volte ci ha sollecitato e bacchettato sul tema della giustizia lumaca, ma prima di tutto al «sacrosanto diritto dei cittadini - ha rimarcato Fini - di vedersi garantita la giustizia».
La questione è affrontata nel primo punto della bozza del ddl, che di fatto è già pronta. L'articolo prevede «un'equa riparazione» per chi ha subito processi troppo lunghi e, per la prima volta, fissa una durata certa per i procedimenti. Prima di arrivare alla richiesta di indennizzo, però, il cittadino dovrà presentare al giudice una richiesta per accelerare il processo. In questo modo dovrebbe scattare una "corsia preferenziale" per arrivare rapidamente alla sentenza. È per garantire il funzionamento di questo nuovo meccanismo che sono stati previsti maggiori fondi in Finanziaria: «Siamo stati concordi - ha concluso Fini - nel dire che il primo dovere è quello di mettere a disposizione di magistrati, cancellieri, avvocati cospicue risorse finanziarie perché in molti casi la lentezza dipende dal fatto che i tribunali sono in forte disagio».

Gravino
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