Controriforma giudiziaria: magistratura assoggettata al governo.
Insieme al fascista Castelli, al neoduce Berlusconi e a tutta la Casa del fascio, avrà esultato sicuramente anche Gelli, dato che questa controriforma neofascista realizza in pieno e alla lettera gli obiettivi che il capo della P2 aveva messo nero su bianco sul suo "piano di rinascita democratica": la separazione delle carriere dei magistrati, l'assoggettamento della magistratura al potere esecutivo, e perfino i test psicoattitudinali ai magistrati per l'accesso alla carriera.
I capisaldi della controriforma Castelli
La separazione delle carriere tra magistratura inquirente e giudicante, che nella controriforma Castelli si chiama eufemisticamente "separazione delle funzioni", è sempre stata l'ossessione del neoduce Berlusconi e del suo governo neofascista, perché è il cavallo di Troia per scardinare l'indipendenza del potere giudiziario da quello esecutivo e legislativo sancita dalla Costituzione. In che cosa consiste? Il concorso per entrare in magistratura resta unico, ma il magistrato dovrà scegliere tra la "funzione" di giudice o di pubblico ministero, perché le prove d'esame saranno distinte. Il passaggio successivo tra una "funzione" e l'altra è previsto, ma si dovrà superare un apposito concorso, dopo una permanenza di almeno 5 anni nella vecchia "funzione" e con l'obbligo di cambiamento di distretto. Analoghi concorsi dovranno essere superati dal giudice di primo grado che vorrà passare all'appello, nonché per chi vuole accedere alla Cassazione.
In sostanza si realizza in questo modo surrettizio una separazione di fatto delle carriere, non solo perché il magistrato deve scegliere fin dall'inizio quale carriera intraprendere, ma anche perché il passaggio dall'una all'altra è reso difficile, se non impossibile, da tutta una serie di sbarramenti e ostacoli burocratici. Inoltre tutta la carriera del magistrato è organizzata in modo verticistico e meritocratico, costellata di esami e di prove da superare, con un pesante restringimento del tempo a disposizione per lavorare e svolgere indagini.
Tra gli altri capisaldi neofascisti della controriforma c'è la gerarchizzazione delle procure, con superpoteri ai procuratori, scelti in una rosa proposta dal guardasigilli, con poteri di nomina e revoca sui procuratori aggiunti, di avocazione delle inchieste, di esclusività dei rapporti con la stampa ecc. In questo modo al governo basterà controllare i procuratori, e in particolare i procuratori generali, per avere in pugno tutta la magistratura.
C'è poi il divieto delle "sentenze creative", d'ora in poi sanzionabili disciplinarmente, se il giudice anziché attenersi ottusamente alla lettera delle leggi si azzarderà a interpretarle secondo il buon senso: una vera manna per i collegi di difesa di mafiosi, bancarottieri, politici corrotti e soprattutto di Berlusconi e i suoi amici. E c'è anche il divieto per i magistrati, sfacciatamente incostituzionale, di iscriversi, aderire o partecipare sotto qualsiasi forma a partiti o movimenti politici, e persino il divieto di ogni altro comportamento "tale da compromettere l'indipendenza, la terzietà e l'imparzialità del magistrato, anche sotto il profilo dell'apparenza": casistica in cui rientra ovviamente la partecipazione a scioperi e manifestazioni, ma perfino a semplici dibattiti e conferenze che possano essere qualificate come "politiche" o "di parte".
A fronte di tutto ciò c'è da registrare ancora una volta il comportamento pusillanime e balbettante dell'"opposizione" parlamentare rappresentata dalla Gad. Si va dalla grave sottovalutazione di questo provvedimento neofascista, come ha fatto il capogruppo dei senatori DS Angius, secondo il quale si tratta semplicemente di "un pasticcio", una "controriforma piena di idee vecchie e di basso profilo", al vero e proprio collaborazionismo col nemico, come ha fatto Rutelli offrendo sfacciatamente alla Casa del fascio di sospendere l'iter del provvedimento per "aprire un tavolo di confronto" con l'opposizione per fare insieme la controriforma della Giustizia!
Offerta disgustosa e anche inutile, visto che se da una parte ha registrato una melliflua "apertura" da parte del sottosegretario UDC alla Giustizia, Vietti, è stata invece seccamente respinta dal titolare Castelli.
www.pmli.it




Rispondi Citando
