Mafia, scatta l'operazione "Iena 2". In carcere un deputato di Forza Italia
di red.
I Carabinieri del Ros hanno sgominato un clan mafioso in Basilicata, arrestando 52 persone, tra cui 3 deputati. Le indagini, coordinate dai pubblici ministeri di Potenza, Vincenzo Montemurro ed Henry John Woodcock, che hanno portato alla scoperta di un «diffuso e metodico rapporto collusivo» tra un clan mafioso lucano e ambienti politici, amministrativi e imprenditoriali.
I reati contestati alle persone arrestate - su disposizione del gip di Potenza, Alberto Iannuzzi - sono, a vario titolo, associazione per delinquere di tipo mafioso, turbativa d' asta, estorsione, usura, riciclaggio e corruzione. Il clan lucano guidato da Renato Martorano e Giovanni Quaratino - che sono fra le persone arrestate - aveva rapporti con cosche della 'ndrangheta e della camorra.
In particolare, i rapporti del clan lucano erano con le cosche calabresi Alvaro-Violi-Macrì, Pesce e Piromalli-Molè; e con i clan della camorra Puccinelli e Birra. Tali rapporti servivano, secondo l'accusa, ad assegnare lavori pubblici e a chiedere tangenti sugli appalti. Molte delle persone arrestate facevano parte di un'organizzazione dedita a condizionare i lavori pubblici e l' economia locale.
L'operazione è stata denominata dal Ros dei Carabinieri «Iena due»: nella prima parte dell'operazione, venerdì scorso, 33 persone sono state arrestate in varie regioni d'Italia nell'ambito di indagini su un'organizzazione che faceva arrivare ragazze dai Paesi dell'Est per avviarle poi alla prostituzione in locali per «vip» della zona del lago di Garda.
L'inchiesta riguarda 52 persone, fra le quali uomini politici, loro collaboratori, imprenditori, tecnici e funzionari. In particolare, 42 sono le persone raggiunte da ordinanza di custodia cautelare in carcere e dieci quelle agli arresti domiciliari. Ma numerose altre persone sono indagate: si tratta anche di uomini politici e amministratori. L'arresto e la detenzione in carcere di Gianfranco Blasi, deputato di Forza Italia, è stato disposto dal gip, su richiesta dei pm Montemurro e Woodcock. Il giudice ha notificato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere per il deputato forzista alla Camera dei Deputati.
Risultano inoltre indagati altri due deputati Antonio Luongo (Ds) e Antonio Potenza (gruppo misto Popolari-Udeur); il Presidente della Giunta regionale della Basilicata, Filippo Bubbico (Ds); il Presidente del Consiglio regionale lucano, Vito De Filippo (Margherita); l'assessore alle attività produttive della Regione Basilicata ed ex sindaco di Potenza, Gaetano Fierro (Udeur); il sindaco di Potenza ed ex Presidente della Provincia, Vito Santarsiero (Margherita). Secondo quanto si è appreso, nei confronti dei sei uomini politici i pubblici ministeri, Montemurro e Woodcock, indagano a vario titolo per associazione per delinquere di tipo mafioso, scambio elettorale politico-mafioso, corruzione e turbativa d' asta.
Oltre alle 52 persone raggiunte da ordinanza di custodia cautelare in carcere e agli arresti domiciliari (per Blasi la misura per il momento non è esecutiva), le altre persone indagate sarebbero una ventina.
L'accusa per Blasi è quella di aver stretto un «patto di alleanza» con il clan diretto da Renato Martorano. Il deputato lucano avrebbe ricevuto sostegno elettorale, in cambio di appoggio per le gare di appalto alle quali partecipavano imprese controllate dal clan mafioso.
Blasi, sempre secondo l'accusa, avrebbe anche incontrato lo stesso Martorano e gli imprenditori legati al clan per «programmare» parte della sua attività in favore delle imprese «amiche». Il deputato sarebbe stato aiutato da uno dei suoi più stretti collaboratori, Rosario Antonio Pace, per il quale il gip ha disposto la detenzione in carcere.
Gianfranco Blasi è nato a Potenza ed ha 46 anni: è stato eletto alla Camera dei Deputati nel proporzionale, in Basilicata. In precedenza era stato consigliere regionale, sempre per Forza Italia. Alla Camera, Blasi fa parte della Commissione Bilancio. Nel partito, è responsabile del settore Mezzogiorno e lo scorso anno fu designato come relatore della legge finanziaria.
Anche il presidente della Camera penale di Basilicata, Piervito Bardi, è fra le persone arrestate. Bardi è presidente della Camera penale da circa quattro anni ed è stato anche presidente del Potenza, squadra che ha partecipato al campionato di Serie D di calcio e che è fallita. Il vicepresidente della Camera penale lucana, l'avvocato Sergio Lapenna, che ha definito il fatto «gravissimo: Bardi, - ha aggiunto - è stato arrestato per un'accusa che riguarda i suoi diritti di avvocato difensore». L'avvocato ha annunciato, alle ore 11, a Potenza, un'assemblea urgente della Camera penale lucana, durante la quale «proporrò cinque giorni di sciopero: il presidente nazionale dell'Unione delle Camere penali, Ettore Randazzo - ha aggiunto Lapenna - è già stato informato».




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