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    Arrow 150 anni di vita artificiale:l'entità italiana

    Questo 3D rimarrà in rilievo per fare da controinformazione su chi e perchè ha voluto la nascita dell'entità italiana.
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  2. #2
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    Ultima modifica di Der Wehrwolf; 11-11-09 alle 16:05
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  3. #3
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    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  4. #4
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    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

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  6. #6
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    Predefinito Rif: 150 anni di vita artificiale:l'entità italiana

    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  7. #7
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    Predefinito Rif: 150 anni di vita artificiale:l'entità italiana

    Risorgimento, massoneria e giudaismo


    «Analisi retrospettiva di una "rivoluzione borghese perfettamente riuscita. Con l'aiuto di massoneria e giudaismo". Risorgimento, storia da rileggere. Le ragioni di un "mito" confezionato dagli stessi vincitori all'indomani dell'unità d'Italia»



    Gian Pio Mattogno

    da "la Padania" del 3 dicembre 2003



    Uno dei miti più diffusi è quello del cosiddetto "Risorgimento" e della "Storia patria". Secondo questo mito, a partire dalla fine del 1700, il popolo italiano sarebbe insorto contro gli antichi regimi, tirannici ed antipopolari, e - guidato dai suoi figli migliori (i vari Mazzini, Garibaldi, Cavour etc.) nel 1861 avrebbe finalmente raggiunto la tanto agognata libertà e indipendenza. Questo mito, confezionato dagli stessi vincitori all'indomani dell'unità, è stato ripreso dal Fascismo (anche se forzato in chiave antiliberale) ed ha poi conferito una dignità politica alla repubblica antifascista nata dalla "resistenza" (il secondo Risorgimento). Fu tuttavia un giovane intellettuale liberale, Piero Gobetti, che nel suo volume postumo Risorgimento senza eroi (1926) gettò un sasso nelle acque stagnanti della retorica patriottarda. Riflettendo sul crollo dello Stato liberale e sull'avvento del Fascismo, Gobetti ne dedusse che la libertà, in Italia non aveva basi solide e questa debolezza andava rintracciata in certe presunte carenze del Risorgimento. Egli perciò respingeva il mito del Risorgimento e sosteneva che questo era stato una rivoluzione fallita - fallita perché opera di una minoranza, fallita perché il popolo vi era rimasto estraneo e non era stato educato alla libertà.

    Contro Gobetti insorse Adolfo Omodeo, il quale replicò che il Risorgimento fu sì opera di una minoranza, ma nella minoranza si adattò ad essere nazione, operò per il popolo e dell'educazione del popolo ebbe l'ossessione e il senso di responsabilità. Per Antonio Gramsci invece, il Risorgimento fu una Rivoluzione Agraria mancata, perché i democratici del partito d'azione non mobilitarono le masse contadine e non risolsero la questione agraria distribuendo le terre ai lavoratori. Infine, Gaetano Salvemini ammetteva che il Risorgimento fu una Rivoluzione del Ricco, guidata da una oligarchia di notabili estranea al popolo, ma aggiungeva che fu anche un "rinnovamento", l'unico possibile per l'Italia di allora. Che cosa fu dunque questo Risorgimento?

    In realtà esso non fu una rivoluzione popolare, come pretende la vecchia agiografia risorgimentale. Ma non fu nemmeno la rivoluzione di una minoranza filo-popolare, come afferma Omodeo. Né una rivoluzione del ricco "progressista", come vuole Salvemini o una rivoluzione agraria mancata, come sostiene Gramsci. Il Risorgimento non fu altresì una rivoluzione fallita, come scrive Gobetti.

    Essa fu una Rivoluzione Borghese compiuta, una rivoluzione borghese perfettamente riuscita. Una rivoluzione borghese perché fu fatta dalla borghesia, per gli interessi della borghesia; compiuta perché la borghesia conseguì tutti i suoi obiettivi. Ma bisogna aggiungere che essa fu anche antipopolare, compiuta cioè non solo senza il popolo, ma anche contro il popolo. Accanto alla borghesia hanno operato altre due forze sovversive: la massoneria ed il giudaismo. Le logge massoniche, e le sette contigue come ad esempio la carboneria, furono importanti veicoli di diffusione delle idee riformistiche e rivoluzionarie e spesso formarono i quadri delle cospirazioni.

    Da parte loro, gli stessi ebrei seppero innestarsi nel processi rivoluzionari - ora alla testa, ora al rimorchio della borghesia - partecipando attivamente alle cospirazioni, appoggiando anche finanziariamente le trame settarie e i moti rivoluzionari, e ricavandone vistosi benefici sia politici che economici.L'emancipazione del giudaismo non fu che l'emancipazione del capitale giudaico dai vincoli in cui lo aveva tenuto la legislazione tradizionale. Tutti i moti e le cospirazioni risorgimentali furono altrettante tappe dell'assalto giudaico massonico e borghese alla società tradizionale italiana.

    Un esempio significativo è costituito dall'impresa dei mille. Se ne indaghiamo i retroscena, scopriamo dei particolari interessanti, per lo più taciuti alla storiografia patriottarda. Dai carteggi cavouriani risulta chiaramente che l'aggressione piratesca al Regno delle Due Sicilie fu organizzata dalla borghesia e dalla nobiltà imborghesita del Piemonte in combutta con l'Inghilterra. L'agente di fiducia fu Garibaldi, al quale vennero dati supporti logistici, armi e coperture internazionali. Garibaldi era un massone, iniziato nella loggia "Gli Amici della Patria" di Montevideo e successivamente nominato Gran Maestro Onorario del Gran Oriente d'Italia. Massone era Stefano Turr, primo aiutante del Generale; massone G.B. Fauché, procuratore della compagnia Ribattino, che consegnò i vapori per la spedizione. Sostegni a Garibaldi vennero dalla loggia "Ausonia" di Torino. Anche la massoneria internazionale si mobilitò per aiutare l'impresa. Il col. Colt, affiliato alla loggia "St. John's" nel Connecticut, inviò cento fucili di ottima fattura. La massoneria inglese, tramite i rappresentanti del Governo, fornì grosse somme di denaro.

    Un sostegno all'impresa venne anche dagli ebrei. Esso fu il coronamento di tutta una serie di aiuti, in uomini e denaro, dati dall'ebraismo alla causa rivoluzionaria lungo l'intero arco delle lotte risorgimentali. Ricordiamo tra gli altri Giuseppe Levi, impegnato nella raccolta per il "Fondo per il milione di fucili" e presidente dell' "Associazione Unitaria Italia", ed Enrico Guastella, segretario del "Fondo". Otto ebrei parteciparono alla spedizione. Se è vero che l'Italia di oggi è figlia dell'Italia di ieri, la riconquista della nostra vera identità, deve passare anche attraverso di una revisione radicale della "storia patria", ed in particolare del "Risorgimento
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  8. #8
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    Predefinito Rif: 150 anni di vita artificiale:l'entità italiana

    Parola di massone:

    IL TRICOLORE, BANDIERA GIACOBINA DELL'UNITÀ D'ITALIA, STENDARDO SIMBOLO DELLA CARBONERIA, DELLA GIOVANE ITALIA E DELLA MASSONERIA.
    FU LA BANDIERA DELLA REPUBBLICA ROMANA DI MAZZINI E GARIBALDI
    di Aldo Chiarle [massone]

    Segnalato da Centro Studi G. Federici
    Fonte: http://www.grandeoriente.it/notizie/...izie/21021.pdf

    Per fugare dal nostro lettore ogni dubbio sull'essere massonico di Aldo Chiarle, annotiamo quanto appresso:

    Il fratello Aldo Chiarle ha festeggiato recentemente i suoi sessanta anni di giornalismo e cinquanta anni di iscrizione all’Ordine dei Giornalisti. In questa occasione gli sono giunti da tutta Italia centinaia di biglietti e telegrammi di congratulazione, fra cui, graditissimo, quello del Gran Maestro: “A differenza del petrolio l’inchiostro non è mai venuto meno e così sono trascorsi i 60 anni terribili in cui la tua penna micidiale ha colpito il trono e l’altare. Augurissimi da Gustavo Raffi”.
    Grassetti, colori, parentesi quadre, sottolineature, corsivi
    e quanto scritto nello spazio giallo sono generalmente della Redazion

    Quante cose si sono scritte sul Tricolore in cento anni! Sul quotidiano L’Avvenire di qualche anno fa, lo “storico” Franco Cardini scrive: “I tre colori della nostra bandiera sono alla base della liturgia cattolica: fede, speranza e carità. (1) Ammantata di questi tre colori è la Beatrice che compare a Dante alla fine della Cantica del Purgatorio”.



    (1) Anche gli "storici" dicono le fesserie, se bevono un bicchiere d'entusiasmo in più....

    Ma è evidente che quella di Cardini è solo una garbata provocazione, perché chi conosce la storia del nostro Risorgimento sa che l’unità e la libertà d’Italia è stata fatta soprattutto contro il papato (2) e i suoi alleati.



    (2) Ripetiamo: parola di massone!

    E chi come me (parlo della generazione nata fra le due ultime guerre mondiali) su banchi di scuola non ha sentito il maestro parlare del Tricolore formato dal verde delle nostre valli, dal bianco delle nostre nevi e dal rosso delle fiamme dei nostri vulcani? (3) Ma anche queste romantiche parole sono state coniate quando la bandiera italiana aveva già compiuto cento anni, dal lirismo di Giosuè Carducci.



    (3) Altra retorica a buon mercato!

    Il Tricolore come bandiera ufficiale d’Italia è nata il 7 gennaio del 1797 quando a Reggio Emilia sono convenuti i delegati di quattro città (Reggio, Modena, Ferrara e Bologna) che già si erano scrollate di dosso i loro dominatori (il Papa da Bologna e Ferrara) (4) intenzionati a costituire la Repubblica Cispadana. E la consacrazione del Vessillo avvenne nella Aula Magna di Palazzo Bognini alla presenza di 36 delegati di Bologna, 24 di Ferrara, 22 di Modena e 20 di Reggio.



    (4) Falso: hanno soltanto cambiato padrone, il nuovo si chiamerà Vittorio Emanuele. Ma ci hanno guadagnato o perso?

    Perché la scelta di Reggio Emilia? Perché a Reggio Emilia (oltre che a Genova) era stato piantato per la prima volta in Italia l’albero della Libertà, (5) un grande albero che rappresentava la natura, adorno di nastri tricolori e sormontato da emblemi rivoluzionari. L’Inno dell’albero della Libertà, scritto da autori anonimi, è forse una delle prime canzoni popolari che parlano di Libertà, d’Italia e di Patria. (5) Toh, nello stesso periodo, con il culto dell'albero della libertà (da Dio!) inizia la "tradizione" dell'albero di Natale... più alberi e meno presepi, più libertà e meno Dio... Perciò i buoni cristiani preferiscono il presepe! Perciò i buoni cattolici aborriscono l'albero!
    Sventolò da allora e ufficialmente il Tricolore sino alla caduta di Napoleone (1814) quando con il ritorno del dominio austriaco, la bandiera dei tre colori divenne simbolo di sovversione e di cospirazione; e proprio in quei giorni venne consacrato con il sangue dei martiri (6) come unica bandiera dell’Italia che stava iniziando con i moti carbonari il lungo e sanguinoso cammino verso la sua unità. Una delle prime apparizioni della bandiera tricolore fu a Milano nel novembre del 1796 e fu lo stesso Napoleone a consegnare uno stendardo bianco, rosso e verde ad un Corpo di volontari lombardi. Alla sommità dell’asta vi era il “livello” massonico. (6) Prima i "martiri" erano coloro che morivano per Dio, dal Risorgimento sono quelli che cadono per la "nuova" patria (mentre i caduti per la "vecchia" saranno detti briganti). Oggi poi abbiamo l'inflazione dei martiri...
    Bianco, rosso e verde, perché bianco e rosso erano due dei tre colori della bandiera francese (l’altro colore, il blu, era quello del comune di Parigi); il verde al posto del blu perché il verde era il colore dell’albero della libertà, simbolo del diritto dei popoli alla libertà.

    Alcuni storici, parlando del colore verde hanno accennato al sacro ed iniziatico colore della Massoneria, il che è vero e non solo perché la bandiera donata da Napoleone ai volontari lombardi aveva sull’asta il livello massonico, ma perché il tricolore era la bandiera sacra delle vendite carbonare e poi della Giovine Italia e da sempre quella delle officine massoniche. E il bolognese Zamboni Luigi, massone e carbonaro, nel suo tentativo di sollevare a Bologna una insurrezione antipontificia, adottò per vessillo questi tre colori. Arrestato, si uccise in carcere nel 1795: aveva solo ventitrè anni...

    Il tricolore è sacro per i fratelli massoni, in ogni riunione massonica, ad apertura dei lavori, il Tricolore è portato all’Oriente, vicino al Maestro Venerabile.

    Dimenticato da tanti anni, specialmente da coloro che ben volentieri lo avrebbero sostituito con una bandiera rossa o con quella del Vaticano, sta passando un momento di moda e si parla di metterlo in ogni aula di scuola ed in ogni edificio pubblico. Ma siamo sicuri, e lo diciamo con profondo rammarico, che presto non se ne parlerà più e che sventolerà per le strade d’Italia ai prossimi campionati di calcio o alle Olimpiadi.

    http://www.salpan.org/ARTICOLI/Il%20tricolore.htm
    Ultima modifica di Eridano; 21-11-09 alle 09:08
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

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