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  1. #1
    Con l'Iraq che si ribella
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    Post La presentazione della rivista "Eurasia"...

    Ieri qui a Milano c'è stata la presentazione della rivista Eurasia e sono andato a seguirla, pur essendo io molto scettico sul progetto eurasiatico, a mio avviso limitativo...

    Premetto che, pur avendo ed avendo avuto a livello personale convinzioni che probabilmente molti reputerebbero quantomeno "curiose" in fatto di religione, di occulto e di soprannaturale e pur amando da sempre molto la mitologia (sia classica che germanica) politicamente mi sento molto legato ad una concezione razionalistica e a me ogni mistura di miti e simbolismi con la politica fa subito storcere un pò il naso...non che non ritenga che ci debba essere un elemento che potrei definire "spirituale" nel società che voglio contribuire ad attuare o che non riconosca che anche
    gli stessi comunisti (come, mi pare, sottolineasse Preve in Marxismo e Filosofia) hanno ed hanno avuto dei "miti" a cui aggrapparsi...ma quello che rigetto è l'uso dei miti come strumento per sottolineare la correttezza della propria posizione...il mito, da come la vedo io, è spesso legato ad una semplificazione della realtà ed ha un forte margine di invenzione "libera"...
    ...quindi, se anche è vero che la "verità"
    è difficilmente determinabile, se non impossibile da determinare, in termini assoluti, non credo che ci si possa basare su un'invenzione per sottolineare la correttezza del proprio pensiero.

    Devo dire che ho condiviso alcune idee delle quali si è parlato in questa presentazione...il fatto che sia assurdo vedere l'Islam come una minaccia o un nemico nello scontro di civiltà voluto dagli Usa...il discorso relativo alle "eredità" che l'Europa ha avuto dal mondo islamico...il fatto che i veri integralisti fanatici e pericolosi siano gli americani...il fatto che si debba trovare il modo di contrastare l'Impero americano...il fatto che Polulivo siano un fronte compatto quando si parla di americanismo e di asservimento al superpotere USA, quindi di fatto siano "uguali" per molti versi...il fatto che questa situazione crei degli spazi di consenso che l'attuale rappresentanza parlamentare non è in grado, non ha il coraggio e/o non ha nessuna intenzione di "coprire" realmente e che quindi ci sia spazio per creare un progetto alternativo aperto...

    Ho soprattutto molto apprezzato quando nel corso del suo intervento, Alessandra Colla ha letto un brano dal libro di Huntington "Scontro di Civiltà" sottolineando come in quel passaggio particolare si indichino chiaramente i punti da seguire per portare avanti gli "interessi americani" e come, al contempo, tale libro si sia spacciato come detentore di una verità sotto gli occhi di tutti...
    ...assistito anche da un'orda di americanisti che hanno prontamente dato tali tesi come verità lampanti...
    ...in pratica nello stesso libro si smaschera la propria menzogna e, al contempo, la si strombazza come se fosse verità assoluta...
    ...non che non sapessi che gli yankee cacciano palle e che le loro "verità" sono accuratamente decise a tavolino da CIA e compagnia bella per i loro fini, ma è abbastanza curioso osservare quanto possano arrivare a vette grottesche con queste tecniche!

    Delle cose dette in questo convegno non ho peraltro condiviso molte cose...

    ...in primis, come dicevo prima, l'uso del mito e della simbologia come strumento
    per sottolineare la correttezza delle proprie analisi...ai miti ed ai simboli possiamo far dire quel che ci piace, per il semplice motivo che o ce li scegliamo noi all'interno di un vastissimo mare di
    miti e convenzioni simboliche o ce li inventiamo noi ad hoc (come fanno gli yankee), ma resta il fatto che non mi
    pare una buona idea rafforzare il proprio pensiero con tali elementi non-reali, per quanto la cosa possa risultare più suggestiva e magari, attraverso la semplificazione tipica del mito e del simbolo, suscitare reazioni di entusiasmo più intenso...reazioni però "budellari" e in tale misura volatili e non troppo affidabili...

    ...in seguito la questione stessa dell'Eurasia, che, come dicevo, mi sembra un concetto limitativo e, per certi versi, proprio a causa di questa limitatezza...potenzialmente pericoloso.
    Perchè se definiamo che la minaccia per la sicurezza mondiale sono gli USA, a me pare scontato che si debba cercare
    di coalizzare in qualche modo le lotte di liberazione di tutti gli altri popoli del Mondo contro tale minaccia impellente e molto sentita...parlare di organizzarsi a livello di Eurasia mi sembra come "lasciare fuori" altre fette di mondo e, sebbene al momento sia ancora solo una pia speranza, se si riuscisse a "castrare" definitivamente l'Impero americano questo concetto stesso "limitativo" porrebbe a mio avviso le basi per un pericoloso ritorno ad un nuovo imperialismo...non importa se chi ha dato avvio alla cosa lo gradisca o meno...

    Mi è parso che il discorso sia stato piuttosto vago per quanto concerne la questione dell’anticapitalismo e del socialismo che viene prospettato, che sono questioni apparse solo di sfuggita nel corso della discussione…è vero che la tendenza a non delineare in modo non-vago un’idea della società che si vuole creare in opposizione a quella capitalista sembra essere un fatto piuttosto comune e non solo ai relatori di questa presentazione, ma un progetto stesso di tipo «limitativo» come quello eurasiatico è per sua natura a rischio di ricadute in senso imperialista e di una rinascita del capitalismo in nuove forme… se a questo si aggiunge una mancata delineazione di un modello chiaro di società realmente alternativa credo che il rischio di queste ricadute sia notevolissimo.

    Devo poi dire che non ho condiviso affatto la lettura del «ritratto» fatto delle differenze tra «impero» ed «imperialismo», soprattutto per quanto riguarda le caratteristiche dell’Impero Romano e dell’Impero di Alessandro Magno…non è che il fatto che questi due imperi non fossero legati alle moderne logiche capitalistiche li rende fulgidi esempi di un passato da cui vada recuperato qualcosa che già non abbiamo «dentro di noi»…tanto per dirne una il comportamento dell’Impero Romano, a quanto mi risulta, era caratterizzato da un comportamento estremamente predatorio e spregiudicato nei confronti dei confinanti…la «scusa» di portare pace e civilizzazione era solo la classica cazzata che qualunque Stato bellicoso in vena di espansione ha sempre raccontato per ammantarsi di una qualche sorta di legittimità…vogliamo, tanto per dirne una, sottolineare che Roma era «avida» di schiavi (sui quali la sua società in larga parte reggeva) e che la necessità di far affluire belve feroci nei circhi per tenere sotto controllo la popolazione avrebbe, a quanto ho inteso, causato l’estinzione in varie zone di varie specie animali? …e che dire di quello che i romani facevano a chi osava ribellarsi o rifiutava il giogo di Roma?
    A me risulta che moltissime persone siano finite crocifisse e massacrate in altri modi spiacevoli per aver «osato» opporsi al giogo romano…mi sembrerebbe che proporre Roma anche solo vagamente come modello sbozzato di uno Stato che dovrebbe nascere da un coordinamento di lotte di liberazione nazionale non sia una così buona scelta…
    Poi è anche possibile che il concetto di Imperium delineato nel corso del convegno possa essere differente sia dagli imperi antichi che dagli «Imperi» imperialisti…che possa essere in realtà un’idea di convivenza pacifica e socialista tra i popoli di un continente…ma qui si ritorna a quell’eccessiva vaghezza sotto il profilo del tipo di società anti-capitalista vagheggiato…

    Un altro aspetto che ha trovato meno spazio era quando è stato accennato che l’Eurasia potrebbe risolvere il «problema dell’immigrazione» usando i capitali che qui ci sono per aiutare chi immigrerebbe a casa propria…ma da dove vengono fuori questi capitali?
    Ê sempre la questione di questo jolly della «visione troppo vaga di anti-capitalismo» che spunzava fuori nei momenti meno opportuni come un pupazzo a molla…i capitali in Europa magari ci sono, ma sono in mano di privati…come si arriverebbe a «farli usare» dall’Eurasia per tali fini?

    Poi c’è la questione dell’arsenale nucleare russo che permetterebbe di assicurarsi che gli USA non aggrediscano questa Eurasia…quindi in pratica questa Eurasia diverrebbe una versione «estesa» dell’URSS che dovrebbe fare da contraltare agli USA in modo da creare un «bilanciamento»…questo mi è parso di intendere da quanto è stato detto…
    Ora…noi tutti sappiamo che l’URSS raramente ha osato ficcare il naso fuori da «casuccia» per aiutare altri popoli a liberarsi…quando c’è stato costretto, come nel caso di Cuba, lo ha fatto relativamente malvolentieri…quindi il problema di un’Eurasia “contraltare degli USA”…a maggior ragione se caratterizzate da strutture non improntate da una visione almeno teoricamente internazionalista come era nel caso dell’URSS…probabilmente finirebbe per farsi i cazzi propri, magari fare qualche porcatina per conto suo e per stare bene attenta a non far irritare gli USA…perché è un bel dire che il fatto di avere una popolazione numerosa e motivata, una leadership con una visione impavida ed un ben assortito arsenale nucleare assicurerebbe che gli USA non facciano niente…questo assicurerebbe solo che non facciano aggressioni dirette, ma continuerebbero a costruire il proprio Impero e a tramare contro i possibili avversari, come fanno ora…perché mi pare chiaro che, al di là delle dichiarazioni, il progetto di una Eurasia sarebbe finalizzato ad un nuovo «stallo»…

    Invece io credo che si debba puntare ad una vera alleanza di tutti i popoli che lottano per la liberazione nazionale…non solo i popoli europei ed asiatici, ma i popoli di tutto il Mondo…perché gli yankee devono accorgersi che a proseguire col loro tentativo di egemonia planetaria, del quale stanno tirando ora in barca le reti, finiranno solo col PESTARE BRUTALMENTE LE CORNA, ROMPERSI IL MUSO E FARSI MOLTO, MA MOLTO MALE!!
    Perché è solo questo che fa passare la voglia ad un imperialismo egemone di fare le sue porcate…«farsi molto, ma molto male» lungo il percorso…non certo vivendo nella fredda minaccia di una superpotenza-contraltare che torna utile al loro Governo come spauracchio per unire le proprie masse di fanatici indottrinati a colpi di calci in faccia, di consumismo e di stronzate propagandistiche…gli USA devono trovare un Vietnam…devono trovare una Stalingrado…ad ogni passo che fanno nella loro scalata verso il loro sogno malato di un Impero mondiale!
    Quando avranno avuto abbastanza morti…quando avranno bruciato abbastanza risorse…quando il loro Paese andrà letteralmente a puttane a causa del sogno delirante di pochi seguiti da masse rimbecillite dalla propaganda…allora e solo allora gli USA smetteranno di essere una minaccia imperialista…perché quello sarà il giorno in cui il popolo americano sarà abbastanza stufo e nella condizione di disperazione giusta per cambiare il proprio sistema!
    Skarm
    Alle europee io voto Codacons...e tu?

  2. #2
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    Da sosttoscrivere Ottimo Skarm!

 

 

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