Rettifichiamo una tesi del precedente articolo: forse la nostra società è anche una civiltà, ma una civiltà anomala, come non ce ne sono mai state. Un elemento che unisce la stragrande maggioranza delle persone infatti c'è, ed è la televisione (nelle sue varie forme: è una religione politeista, anche se di un politeismo limitato, e la libertà di pensiero ha un ben preciso confine). Il culto viene praticato in salotto, e la venerazione viene tributata a nuovi dei quali Barbara D'Urso, Lamberto Sposini, Marco Travaglio, Maurizio Costanzo, gli omosessuali e i trans del Grande Fratello (guai a dire che non sono del tutto normali, "ognuno deve seguire la sua natura"), per non parlare delle varie vacche onnipresenti, la cui funzione è chiaramente quella di rincoglionire i telespettatori.
Non è che ciò che è giusto o sbagliato venga sancito dalla televisione, ma lì viene confermato, viene mostrato agli occhi di tutti - spesso tra le urla e i deliri di personaggi di incontestabile ignoranza.
La nostra società, pur non volendolo ammettere, ha fatto una scelta di campo: i baffi e la panza di Costanzo invece del crocifisso. Questo è il criterio di giudizio della nostra epoca.
E dicono che il crocifisso può offendere. Fa sentire "diverse" alcune persone. La televisione invece ha realizzato l'uguaglianza nell'idiozia.




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hefico:
