di Ferruccio Formentini
Berlusconi, dopo il grande sonno, si è esibito in uno sprint che ha costretto tutti quanti a rincorrerlo con affanno. Per non essere lasciati indietro, i riottosi alleati hanno accantonato, per il momento, capricci e rivendicazioni. L’opposizione in stato confusionale snocciola dichiarazioni inconsistenti mentre Romano Prodi senza idee tenta di coinvolgere Ciampi. Un’occasione per piagnucolare e svendere una visita di cortesia come un grande e significativo gesto politico. Una gherminella che, non solo nel Cavaliere, ha suscitato un unico pensiero: “tutto il male possibile”. La confusione non risparmia neppure gli osservatori più lucidi e più acidi come Sebastiano Messina. Su Repubblica si chiede perché Berlusconi all’estero si innamora dei leader della sinistra. Prima Blair e ora Zapatero. E aggiunge: “Per il presidente del Consiglio la sinistra è simpatica solo fuori dall’Italia. Quella nazionale invece, gli fa venire l’orticaria solo a nominargliela”. Ma è piuttosto vero il contrario: mentre la nostra sinistra “ostenta sordo disprezzo”, Berlusconi è “simpatico” a quella straniera. Elementare Watson, pardon, Messina.
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