IL MANDATO DI CATTURA EUROPEO CI SARA'... MA FORSE E' MEGLIO COSI'! (di John Kleeves)

Nota introduttiva che aggiungo oggi in vista di una ridistribuzione di questo articolo via Internet. Niente di particolarmente importante. Voglio solo ricordare che questo articolo, quasi a ironica conferma di quanto scrittovi a proposito della situazione dell’informazione in Italia, è stato diffuso il 9 Novembre 2003 dal sito “L’Arco e la Clava“ in una versione contraffatta: la mia firma (lo pseudonimo “John Kleeves“) è stato sostituita con la dicitura “Anonimo“ e la frase “La pena della crocifissione che i Romani comminavano agli schiavi era più umana“ è stata sostituita con la frase “Le torture comminate agli schiavi furono più umane“. La stessa versione contraffatta è poi stata stampata dal quotidiano “Rinascita“ del 16 Novembre 2003. 15 Marzo 2004, John Kleeves

Il 29 Ottobre 2003, il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, parlando al Consiglio Superiore della Magistratura, ha detto che il mandato di cattura europeo "deve essere in armonia con i diritti della persona, garantiti dalla nostra Costituzione". Questa affermazione, scandita immagino coi soliti toni enfatici cui ci ha abituato questo personaggio, è falsamente rassicurante. A mio avviso, anzi, ci annuncia a lettere piuttosto chiare che sta arrivando il peggio. Per due motivi. Il primo è che evidentemente Ciampi il mandato di cattura europeo lo da per scontato. Non ha detto se questo mandato ci debba essere o no; ha detto - direttamente, senza premesse e senza distinguo - come deve essere: lo ha trattato dunque come un acquisto già deciso, giusto sul cui prezzo magari si potrà tentare di risparmiare. Come sapete l’adozione del mandato di cattura europeo sinora è stato bloccato in sede comunitaria proprio e solo dall’Italia, per volontà della Lega e del suo ministro della Giustizia Castelli, ma la questione è stata posta nell’agenda del Parlamento: ebbene, Ciampi ci ha appena detto che il Parlamento sconfesserà l’opposizione di Castelli e della Lega ed approverà il mandato di cattura europeo, permettendone così l’adozione pratica e ufficiale in tutta la Comunità. Il secondo motivo di preoccupazione è che ricordiamo tutti le parole pronunciate dallo stesso Ciampi ad Asti il 3 Aprile scorso: "nessun soldato italiano è andato né andrà in Iraq". Così disse, naturalmente con quel suo solito tono super enfatico, pontificale, e però ora di soldati italiani in Iraq ce ne sono 1.200, agli ordini dei polacchi (a loro volta - si intende - agli ordini degli statunitensi). Ciò considerato, io direi che il futuro può essere dato per certo: il nostro Parlamento darà il via libera al mandato di cattura europeo e la Costituzione italiana altro che non essere rispettata sarà fatta in mille pezzi, polverizzata. A questo punto sembrerebbe d’obbligo disperarsi, e fra un ciuffo e l’altro di capelli strappati fare il drammatico annuncio, tipo questo: Popolo! Nell’Unione Europea, e quindi in Italia e in tutto il resto dell’Europa, sia occidentale che orientale con l’esclusione - ironia della sorte! - della sola Russia, sta per arrivare la fine dello Stato di diritto, la fine di ogni libertà politica, di parola, di espressione, di stampa, sta per arrivare la repressione del dissenso e la deportazione degli oppositori, l’incubo di ogni democratico sta per divenire realtà, il regime del Terrore sta per cadere su di noi! Ma non lo faccio un annuncio del genere. Perché in Europa, certamente non in quella orientale ma neanche in quella occidentale, lo Stato di diritto e tutte quelle libertà non ci sono mai state. Prendiamo l’Italia, proprio quella che dopo il 1945 è stata e continua a essere pubblicamente osannata come "democratica". Stato di diritto? Libertà di parola-espressione-stampa? Libertà di opposizione politica? Quando mai! Sono sempre state parole, declamazioni, prolusioni accademiche, tromboneschi discorsi "a reti unificate", teorie di biblioteca e temi di liceo classico, veri sogni forse per qualcuno e concrete aspirazioni per qualche altro povero ingenuo, ma non fatti concreti; fantasmi inutilmente ancorché indefessamente evocati, non viventi realtà. Prendiamo lo Stato di diritto. Le carceri italiane sono sempre state piene di "detenuti in attesa di giudizio", anche per anni, ma non è neanche questo il male: è che lo Stato qui in Italia solo in ultima battuta e solo per il pubblico, a scopo propagandistico, punisce con il carcere: la vera punizione di routine, il vero ferro del mestiere, quello col quale si sbriga il lavoro e "si tiene l’ordine", è la semplice accusa, a piede libero ma con il relativo processo, processo che anche se si conclude (come di norma in questi casi) con pene irrisorie o anche la assoluzione piena, con le sue lungaggini (anche 20 anni), i suoi rinvii, le sue spese, i suoi gradi di giudizio, costituisce di fatto una condanna, in pratica una tortura psicologica di intensità media ma di durata lunghissima, una tortura così maligna e devastante come neanche nel Medioevo ne facevano. In pratica il cittadino non ha nessuna difesa contro l’apparato burocratico dello Stato: se questo lo vuole punire, per qualunque motivo e anche senza motivo, lo punisce; se lo vuole distruggere, ridurlo in miseria, rovinarlo nel corpo e nella psiche, appioppargli psicosomaticamente un cancro o spingerlo al suicidio, lo può fare. Lo può fare perché basta portargli (o fargli portare, o indebitamente accogliere, eccetera) una accusa, che poi anche se risulterà falsa o irrisoria avrà sempre messo in moto l’apparato tritacristiani. Questo sarebbe uno "Stato di diritto"? Prendiamo la libertà di parola-espressione-stampa. Una bella fetta di tutte queste libertà se ne va con i reati di opinione che il Codice italiano disinvoltamente, così come se niente fosse e senza che nessuno protesti, prevede: la "diffamazione", con ben circostanziata quella "a mezzo stampa"; la lesione dell'"onore", personale o di una "categoria"; le "apologie" di cose esecrabili, come di "reato", del "Fascismo" eccetera; le "istigazioni" trasgressive, a "delinquere", alla "sovversione dello Stato", alla "disobbedienza civile" e così via; e i famosi "vilipendi", del "Tricolore", delle "Forze Armate", della "Nazione", del "Capo dello Stato", della "Religione Cattolica", e di molte altre cose che in questo Paese, evidentemente, se non fossero sostenute dalle baionette non starebbero in piedi. In tale modo chi scrive o chi parla in pubblico non può esprimere liberamente le proprie opinioni perché costantemente sotto la minaccia di una repressione statale portata nelle sembianze di un iter processuale, di un atto "dovuto" in seguito a una querela. Da questo punto di vista le cose in Italia sono rimaste le stesse dell’Ottocento: nel 1879 il mite poeta Pascoli fece quattro mesi di carcere per avere scritto una Ode a Passannante (Giovanni Passannante, l’attentatore nel 1878 al re Umberto I; da allora fu tenuto costantemente incatenato in una cella sotterranea di 2x2 metri sino a che, impazzito, nel 1903 fu portato nel manicomio criminale di Montelupo Fiorentino dove morì nel 1910) e nei nostri giorni, citando ciò che mi viene in mente al momento, abbiamo un Giorgio Forattini che per una vignetta è querelato per diffamazione dal potente onorevole D’Alema, che gli chiede anche un risarcimento danni di tre miliardi di lire; abbiamo un comico Beppe Grillo che prima è querelato dalla enorme azienda Telecom per una battuta sui servizi telefonici erotici forniti dalla stessa (col numero 144 se ricordo bene; ora -non c’è dubbio- vengono raccolte tramite le bollette Telecom le enormi cifre generate dalla truffa del numero 709, truffa gestita all’estero, ideata non si sa dove, e abbinata come una lotteria alla campagna della Polizia Postale italiana contro i guardoni di Internet), e poi è querelato dalla professoressa Rita Levi Montalcini, mostro sacro della ricerca scientifica femminile italiana, per averle attribuito una performance pubblicitaria nascosta; abbiamo un musulmano italiano Adel Smith che nell’Ottobre del 2003 viene improvvisamente sottoposto dalla Procura di Roma a giudizio diretto, cioè subito a processo senza udienze o accertamenti preliminari, per frasi da lui pronunciate in una puntata di "Porta a porta" del 5 Novembre 2001, due anni prima esatti (il reato sarebbe "offesa alla religione cattolica" perchè Smith ha usato queste espressioni a proposito del crocifisso "un cadavere in miniatura... affisso su un pezzo di legno usato per punire i peggiori criminali dell’epoca"). Ciò che rimane delle libertà suddette dopo questo bel morso se ne va con la sapiente organizzazione del mondo mediatico che è attuata dallo Stato italiano in collusione con le entità private di dovere. In breve si tratta di bloccare l’accesso ai mass-media a chi minaccia -con le parole si intende, con le idee- l’assetto politico vigente, cioè il gruppo sociale che detiene il potere assoluto, che è naturalmente il gruppo dell’alta ricchezza. I mass-media sono riservati agli apologeti della sistemazione politica vigente, utili idioti, utili venduti o utili convinti che possano essere; solo loro possono scrivere sui quotidiani nazionali o regionali, essere pubblicati da grandi case editrici sia come saggisti che come romanzieri che come altro, essere conduttori o comparire nelle televisioni di Stato o private, dire qualche parola su qualche frequenza radio, essere invitati a conferenze, dibattiti e manifestazioni, e così via, e naturalmente solo loro possono arrivare al successo o almeno guadagnare, certe volte anche grandi cifre, illudendosi o volendosi illudere che si tratti di riconoscimenti, non alla loro incompetenza o peggio, come è, ma al loro valore (ricordo ancora con quanto orgoglio -e sincero mi pareva!- Oriana Fallaci informava di essere stata strapagata per quel suo indegno articolo anti arabo della rabbia e dell’orgoglio pubblicato sul Corriere della Sera). Gli altri, i critici e i pericolosi per la sistemazione vigente, trovano aperta solo la strada dell’editoria "alternativa", che si rivolge a un pubblico non solo numericamente microscopico ma anche in genere culturalmente settario, con idee precostituite e in molti casi patologicamente immodificabili, cui spesso è arduo e ingrato rivolgersi. Così è vero che in Italia uno - fatti salvi il CP e le leggi di PS viste sopra - può parlare e scrivere a volontà, ma a patto che... non abbia davvero un pubblico. E anche questa via, con gli Autori davvero pericolosi, può essere preclusa: i piccoli editori, deboli e ricattabili specie fiscalmente e spesso già collusi con questure e partiti, possono essere "consigliati" un qualche libro che gli era capitato di stampare di non venderlo più, di "nasconderlo". E cosa rimane? Internet, che non paga e che ha lettori pochissimi e in genere solo alla ricerca di conferme delle loro opinioni. Così è realizzata una censura di fatto, e le masse vedono il mondo attraverso le lenti parziali e deformate che gli sono fornite dal Potere: chi, nelle masse, ha mai sentito parlare del revisionismo dell’Olocausto di Rassinier? chi ha mai sentito parlare degli USA come raccontati dal sottoscritto? chi ha mai sentito parlare del legame tra Hollywood e USIA denunciato sempre dal sottoscritto? Eppure si tratta di cose fondamentali per la comprensione dei nostri tempi. Questa sarebbe "libertà di parola-espressione-stampa"? Prendiamo la libertà di opposizione politica. Se ci fosse stata questa libertà ci sarebbe stato qualche partito di opposizione in Italia dopo il 1945, almeno uno, non è vero? Invece un partito del genere in Italia, dopo il 1945 non c’è mai stato. Ci fosse stato avremmo sentito in Parlamento certe recriminazioni, certe richieste, certe verità del tipo: Siamo una colonia degli USA! Vogliamo vedere tutte le clausole segrete del trattato di resa del 1943 e dei successivi! Il governo ammetta che l’Italia è costretta a pagare per il mantenimento delle basi USA nel Paese! Il governo ammetta che in Italia i militari e anche i turisti statunitensi hanno l’immunità giudiziaria! Invece di fingere di preoccuparsi per la disoccupazione, il governo ammetta che l’Italia è stata costretta a chiudere tutte le sue industrie strategiche, militari e civili, con perdite di milioni di posti di lavoro! Il governo ammetta che i dati dell’interscambio Italia-USA sono truccati per far risultare un attivo che non c’è mai stato! Invece di fingere di essere inefficiente e mentecatto, il governo ammetta di dover trascurare la ricerca scientifica su ordine degli USA, che vogliono indurre i nostri scienziati giovani e promettenti ad emigrare e fare là le loro scoperte e brevetti! Il governo ammetta che la Mafia è una questione politica e trattarla altrimenti è una ipocrisia che costa magistrati e poliziotti morti! Avremmo sentito queste e molte altre cose e invece come ognuno può constatare, niente. Perché appunto partiti di opposizione qua non ci sono, non ci sono mai stati. Lo Stato italiano post 1945 è tutta una finzione, un edificio grottesco basato su amnesie e falsità, e fare opposizione politica di necessità (non di sufficienza, certo) significa opporsi a tutto ciò, ma appunto nessuno lo ha mai fatto. Non lo ha certo fatto il PCI, i cui militanti durante la guerra hanno combattuto agli ordini degli Alleati e nel dopoguerra hanno eseguito per loro ordine lo sterminio dei quadri portanti del PNF, 30.000 e più persone: come avrebbe mai potuto il PCI opporsi agli USA, se la sua stessa incolumità dipendeva da loro? Lo diceva, certo, ma non lo faceva. Idem per il PRC di adesso, non parliamo del PSI di una volta, per carità del PSDI e neanche del "puro" PSIUP. E non lo ha fatto neanche il MSI, a cominciare dall’inizio e in tutte le varie denominazioni: un partito che ha fatto la "svolta atlantica" non era certo l’erede del PNF, non era certo quello che diceva di essere. Come è stata possibile una tale divaricazione fra i fatti concreti e le parole, le declamazioni e i programmi scritti dei partiti, specie dei più caratterizzati ideologicamente come appunto il PCI e il MSI? Essenzialmente, tramite gli infiltrati, che nel caso sono politici in genere giovani e promettenti -e molto, molto ambiziosi- scelti nelle organizzazioni politiche (partiti, sindacati, quotidiani eccetera) in cui militano, pagati nascostamente e potentemente aiutati a "fare carriera", anche sino al vertice. Gli indipendenti invece sono ostacolati, boicottati, fatti passare per scemi o -anche- per spie, e nel caso diventino un problema sono anche fatti fuori (uno per tutti: Moro). Il motore dietro il tutto sono gli USA, che dirigono le strutture statali italiane sul campo, i Servizi, il ministero degli Interni eccetera, e l’obiettivo è di mantenere tutte le organizzazioni politiche esistenti nell’ambito della dinamica concettuale scelta come accettabile, politically correct, cioè per l’Italia all’interno del castello di menzogne ufficiali accennato sopra. O si credeva che gli USA prima conquistano l’Italia con una guerra e poi se la lasciano portare via di sotto il naso da quattro indigeni mezzo studiati che mettono in piedi un partito di opposizione? L’obiettivo è sempre stato raggiunto, gli infiltrati in Italia dominano il campo, anche oggigiorno. Anzi, soprattutto oggigiorno: come potrebbero spiegarsi infatti gli incredibili "ribaltoni" di alcuni partiti, che hanno esattamente invertito tutta la loro linea politica, compresa la loro posizione su certi argomenti chiave (si pensi a topiche come le origini culturali dell’Europa, gli immigrati, Israele, anche il mandato di cattura europeo stesso...), se non con l’attività di infiltrati di primo piano? Questa sarebbe "libertà di opposizione"? Dunque, tornando al mandato di cattura europeo, non si può dire che tolga ogni diritto e libertà, perché di fatto diritti e libertà in Italia non ci sono e non ci sono mai stati. E non interessa neanche nulla il fatto che tale mandato rispetti o non rispetti la Costituzione, tanto la medesima nei fatti non è mai stata rispettata. Circa lo stesso vale per gli altri Paesi europei. Anzi in molti dei Paesi europei la repressione della libertà di pensiero e lo spregio fattuale delle relative Costituzioni è assai più plateale che in Italia (si pensi alle persecuzioni dei revisionisti dell’Olocausto in Germania, Francia, Austria, Belgio, Spagna, Svezia, ai detenuti -ormai da due anni- senza processo in Gran Bretagna in base alle leggi speciali adottate dopo l’11 Settembre 2001), cosa dovuta probabilmente al fatto che non avendo colossali scheletri nell’armadio da nascondere come l’Italia il suo status coloniale (condiviso dalla Germania che però sta cercando di emanciparsi) in essi le contraddizioni fra teorie e prassi che sono tipiche del sistema occidentale (la cosiddetta democrazia parlamentare) possono manifestarsi liberamente (in Italia l’asprezza della sostanza impone la mitezza delle forme). No, nei fatti il mandato di cattura europeo non ci toglierà niente che non avessimo già perso. Invece, sorpresa, ci darà una cosa che davvero non avevamo: la chiarezza. Pensateci. Ora di fatto non abbiamo nessun diritto e nessuna libertà, ma ci illudiamo sempre di averli. Ma dopo sarà diverso! E’ chiaro che il mandato di cattura europeo è stato studiato solo per la repressione ideologica e politica, per eliminare ogni forma di dissenso e non solo per imporre ma anche per rendere indiscutibili le scelte e i valori che dall’alto si vorranno adottare. La sua norma fondamentale, quella che da la possibilità a ogni Paese UE di estradare e processare nel suo territorio qualunque cittadino UE che abbia rotto le sue leggi, dovunque nell’ambito della UE lo abbia fatto, anche in un Paese -magari il suo di origine e residenza- dove tali leggi non esistevano, può essere applicata solo in un campo senza che pregiudichi gravemente il funzionamento stesso di praticamente tutte le società europee: quello appunto della repressione del dissenso politico. In tutti gli altri campi la sua applicazione precipiterebbe l’intera Europa nel caos, nelle incertezze, forse nella rivolta. Basta pensare che in Spagna non esiste il reato di offesa al pudore e specie i turisti là si permettono cose altrove vietatissime: saranno arrestati tutti e deportati per il processo nei Paesi bigotti? Cosa succederà ai divorziati, saranno mandati a vagonate piombate in Irlanda a prendersi dieci anni di carcere? Cosa succederà con quei Paesi che ammettono una maggiore età inferiore ai 18 anni, saranno dichiarati pedofili in massa e castrati? Saranno estradati in Italia e mandati al Bade 'e Carros tutti quei calciatori che nei loro campionati entrano a gamba tesa? L’Inghilterra farà catturare e manderà a Dartmoor tutti gli automobilisti continentali, perché girano contromano, e lo stesso faranno i Paesi continentali con gli inglesi, perché girano contromano? E così via con le migliaia di casi grotteschi che potrebbero capitare, ognuno capace di paralizzare la vita civile. Invece con la repressione del dissenso politico tutto funzionerebbe benissimo: i dissidenti, i non allineati, i veri oppositori sono pochi e la loro distruzione non susciterebbe alcuna conseguenza nel pubblico, che come prima osservato già è nelle mani dei mass-media posseduti dal Potere. Così un italiano sgradito per le verità che dice sul Papa potrebbe venire colpito da un mandato di cattura europeo partito dalla cattolica Polonia, dove parlare male del Santo Padre è reato, con l’iter stabilito: conti bancari e proprietà immobili bloccati, deportazione e processo in Polonia dove non ha soldi e non conosce né la lingua né anima viva, detenzione di qualche anno in un fetido gulag locale, ritorno in Patria con gli indirizzi delle mense Caritas in tasca. La pena della crocifissione che i Romani comminavano agli schiavi era più umana. Per non parlare di chi mette in dubbio i sei-milioni-sei dell’Olocausto, che sarebbe conteso da Francia, Germania, Austria e Belgio, di chi fa apologie di Mussolini e del Fascismo, che sarebbe deportato in Italia, di chi osa parlare delle differenze delle razze umane, che sarebbe lapidato da tutti, un sasso ogni Paese europeo, e così via con lo sciame di leggi repressive oggi esistenti in Europa, dove qua e dove là. E sarebbe un grave errore di sottovalutazione, sarebbe un illudersi, pensare solo alle leggi attualmente vigenti da qualche parte. E’ chiaro che le vere leggi repressive arriverebbero dopo l’adozione del mandato di cattura europeo, quando veramente la loro introduzione sarebbe facile: basterebbe che un Paese, anche minimo come il Lussemburgo, vieta qualcosa per legge ed ipso facto il divieto sarebbe generalizzato in tutta Europa. Le possibilità che si aprirebbero a quel punto sarebbero davvero fantastiche, a uno viene da dire impensabili: un Paese potrebbe vietare di... criticare gli USA; un altro potrebbe vietare di mettere in dubbio l’indipendenza politica di Hollywood; un altro potrebbe vietare di parlare male dell’ONU, anche se come Segretario c’è Kofi Annan; e così via, a valanga, perché oramai non c’è più diga. E teniamo presente che in un brevissimo futuro saranno ammessi nell’Unione Europea, sulla spinta degli USA e della GB e con l’Italia che al solito ambisce il primo posto fra i leccapiedi di rincalzo, Paesi del calibro di Israele e della Turchia, e quando dico calibro mi riferisco certamente al calibro culturale, religioso, giuridico, psicologico: pioverà sul bagnato. Ed il mandato di cattura europeo avrebbe un effetto su un altro piano, che non so quanto sia collaterale, o addirittura che non so quanto sia secondario. E’ chiaro che la gestione di fatto dei reati europei, cioè di quei reati di opinione che non sono previsti dappertutto ma solo in alcuni Paesi, sarà operata da organizzazioni private europee, che attraverso loro filiali e corrispondenti nei vari Paesi avranno lo scopo di segnalare la rottura di qualche legge: qua uno ha parlato male degli ebrei, là un altro il Papa l’ha chiamato Pannolone II, eccetera. Infatti nessun Pubblico Ministero da solo avrà modo di sapere cosa dicono all’estero. Ebbene è chiaro che tali organizzazioni transnazionali, che costano un’enormità, saranno tutte mantenute dal Grande Capitale, esattamente come capita ora con tutte ma proprio tutte le Ong del mondo (Greenpeace, Human Rights Watch, basta nominarle), ed il risultato quale sarà? Sarà di avere privatizzato la repressione politica, di averla affidata in gran parte ai privati, ai privati ricchi. Alla fine, abbiamo certamente a che fare con un disastro, un dramma di proporzioni raramente viste in Europa dopo la peste del 1348. Ma animo! Come ho detto sarà tutto più apparenza che sostanza perché la sostanza già mancava. Per contro la situazione sarà chiara a tutti: dittatura (e metteteci il nome che volete; io a suo tempo per gli USA introdussi il termine di dittatura dell’imprenditoriato ma non insisto), repressione del dissenso, omologazione, terrore, deportazioni, desaparecidos, gulag. E ciò porterà dei vantaggi. Non sarà più possibile fingere di essere di opposizione: quale opposizione, se gli oppositori sono tutti deportati? Chi sarà sulla breccia, in libertà e attività, vuole dire che sarà connivente con la situazione, un manutengolo del regime. Avremo finito con i politici che fanno gli oppositori "duri e puri" come Bertinotti e quelli del MSI-DN: ma che oppositori! Avremo finito con i sindacalisti che arringano e arringano ma però non hanno mai fiatato per la chiusura delle industrie strategiche italiane. Avremo finito con i "gruppuscoli" che ora si definiscono extraparlamentari per il loro estremismo, di "destra" e di "sinistra", ma che non sono diretti altro che dai Servizi. Avremo finito con gli scrittori e i giornalisti "anticonformisti", quei rivoluzionari da salotto che criticano sì gli USA, ma fermandosi sempre a un certo punto, quello che li escluderebbe da quei mass-media che invece -guarda un po'- ora li accolgono, che criticano sì gli USA, ma allora anche la Russia per la Cecenia! Avremo finito con i professori universitari medievisti che parlano e scrivono con circospezione, che -vera sapienza italica -dicono e non dicono, che non si compromettono! Avremo finito con gli editori "alternativi", quelli che ora sono lì apposta per affossare i testi di vera opposizione: quale alternativa se l’unica alternativa è nelle eurogalere! In breve non sarà più possibile giocare alla democrazia ed il gioco che si dovrà fare, se si vorrà continuare a giocare, sarà il gioco della dittatura: uomini del regime di qua, onnipresenti, osannati, ricercati dai mass-media, abituè in TV, pagati; uomini dell’opposizione di là, costretti al silenzio pubblico, diffamati, respinti da tutti, figurati dalla TV, in miseria. Per me è grandemente meglio così; io nella seconda categoria c’ero già. Forse avrò un po’ di compagnia.

IL MANDATO DI CATTURA EUROPEO (di Gabriele Adinolfi)

Poiché non esiste un codice europeo unificato, i firmatari dell’accordo hanno risolto la questione come segue. Se un cittadino di un Paese membro della UE compie in qualsiasi Paese della UE un reato che non è tale nel suo Paese di appartenenza né dove è stato commesso ma lo è in uno dei Paesi membri, esso è soggetto all’eventuale mandato di arresto emesso dalla Procura del Paese che ha ravvisato il reato. In altre parole se un Italiano si reca in Grecia e non commette reati previsti dal codice penale italiano o greco ma da quello polacco, si può trovare ad essere catturato, deportato in Polonia e ivi processato. La sovranità giuridica italiana e greca non hanno più valore e nessuno può opporsi alla sua deportazione. Unico vantaggio per l’imputato (ancora non approvato definitivamente però): la traduzione nella sua lingua delle carte processuali. Intanto i suoi beni sono soggetti ad essere posti sotto sequestro. Cosa vuol dire tutto ciò ? Innanzitutto la fine della sovranità giuridica, dunque il tramonto della sovranità nazionale. Quindi il via libera ad ogni tipo di persecuzione da parte di qualsiasi minoranza sovietica che può utilizzare il codice in vigore (nei Paesi dell’est permangono una pletora di leggi comuniste). Il che si traduce in altri termini nel fatto che, ipoteticamente, un giornalista che mancasse di riguardi al Papa lasciando del tutto indifferente il Vaticano, potrebbe essere passibile di cattura e di processo in Irlanda o in Polonia. Chi dovesse opporre critiche sensate alle adozioni di minori da parte di coppie omosessuali potrebbe essere deportato in Olanda. Un partito che richieda leggi per regolamentare l’immigrazione potrebbe essere sciolto con annesse conseguenze penali non dalla Magistratura del suo Paese ma da quella di un Paese lontano. La libertà di espressione andrà dunque scomparendo, perché i Paesi che la garantiscono in senso politico (l’Inghilterra ad esempio) verranno travolti da quelli come Belgio, Olanda e Germania che la limitano profondamente. Viceversa le libertà di costume non saranno limitate perché, visto e considerato che l’arma repressiva è solitamente usata da minoranze organizzate, è difficile immaginare che l’Italia chieda l’arresto e la deportazione dei venditori di droghe dall’Olanda. Si tratta di una mannaia che incombe sul capo di tutti. C’illudiamo infatti di vivere senza violare il codice, ma qui si tratta di venticinque codici penali diversi, animati da filosofie differenti e con tutte le clausole e le interpretazioni che riguardano le idee professate, i costumi ecc. Senza contare che è praticamente impossibile per un semplice cittadino affrontare le spese di un processo in terra straniera viste le enormi difficoltà ad organizzare la sua difesa senza un sostegno esterno (famiglia, ambito sociale). Così com’è stato frettolosamente proposto il mandato di cattura europeo è dunque un’aberrazione. Potrebbe aver senso se dapprima si fosse istituito un codice unificato con una Corte federale. Così com’è invece è meno rispettoso del Diritto di quanto lo fossero le filosofie dei tribunali speciali di Robespierre o di Polpot. Ebbene: questa follia entrerà in vigore nel gennaio 2004 se verrà ratificata dal Parlamento entro il 31 Dicembre di quest’anno.

IL MANDATO DI CATTURA EUROPEO (di Maurzio Blondet)

Passate le feste, sta per riemergere nel dibattito politico la questione del "mandato di cattura europeo". Sommessamente, vorremmo invitare i nostri parlamentari (di qualunque parte) a vigilare, come abbiamo diritto di aspettarci da rappresentanti del popolo. Secondo un numero crescente di giuristi, il mandato mette a rischio certe libertà fondamentali della persona; e l'allarme non pare ingiustificato. Perché non basta più l'estradizione, vecchio solido istituto che già collega i Paesi europei? La differenza è che contro la richiesta d'estradizione emessa da un giudice straniero, l'incolpato può far ricorso; e il giudice italiano ha il dovere di verificare, prima di consegnare un cittadino, la sussistenza di "gravi indizi". Questo controllo del giudice naturale è escluso dal mandato europeo: il cittadino va consegnato all'autorità estera, persino se l'accusa è manifestamente infondata. Automaticamente. Un italiano può così trovarsi davanti a giudici che parlano magiaro o sloveno, a difendersi rispetto a codici che ignora, e persino per fatti che non sono reati secondo le leggi italiane. Di fatto, ogni abitante del continente diventa suddito di 25 codici penali, a 24 dei quali non ha l'obbligo di obbedire e nemmeno di conoscere (anche se non tutti i reati saranno oggetto del mandato continentale). Ed ora entrano nell'Unione Paesi appena emersi da sistemi giuridici sovietizzanti: saranno stati sufficientemente riformati, specie per quel che riguarda le libertà individuali? E ammesso che quei codici non rechino traccia del loro recente passato, quanto ne resta nelle menti dei magistrati locali? Il caso di Cesare Battisti, il terrorista pluriomicida di cui la Francia ha negato l'estradizione, può sembrare un argomento a favore del mandato europeo: invece denuncia proprio i rischi cui alludiamo. Anche una magistratura parigina può essere intorbidata da pregiudizio ideologico e calcoli politici; e rivela l'esistenza di forti diffidenze e ignoranze verso il nostro sistema giuridico. Esagerate, da parte dei giudici francesi; ma dopotutto non ingiustificate, perché essi non hanno l'obbligo di studiare (né di fidarsi) delle nostre procedure. Giuristi inglesi scrivono addirittura sui loro testi il rischio che, con il mandato europeo, venga imposto ai giudici britannici di violare la Magna Charta (1215), la quale vieta la detenzione preventiva, e consegnare cittadini inglesi a codici "napoleonici" molto meno scrupolosi sull'inviolabilità della persona. Insomma: il mandato europeo finisce per forzare una pseudo-omogeneità giuridica che invece non esiste. Dovrebbe venire per ultimo, dopo un codice europeo ben concordato; invece viene sovrapposto, come un apparato automatico e procedurale, alla molteplicità dei diritti vigenti, spesso persino contrastanti. Di qui l'invito agli eletti dal popolo a vigilare. Perché la libertà non è mai stata regalata. E' il risultato di secoli di energiche battaglie, di un'occhiuta sorveglianza dei popoli, pronti a difendere col sangue la libertà civile. Altri tempi, ma la nostra Costituzione stessa nasce da una di queste lotte. Il rischio è che oggi si dia la libertà per scontata. O la si presidi guardando dalla parte sbagliata, temendo il nascere di dittature improbabili o di putsch vecchia maniera, coi cingolati per le strade. E intanto si accettano senza allarme regolamenti che ci impongono, dopo il calibro delle mele, anche giudici innaturali. Tutto per la nostra sicurezza, naturalmente.

AVVISO AGLI ITALIANI E AI CITTADINI DI TUTTI GLI STATI MEMBRI DELL'UNIONE EUROPEA (di Ida Magli)

La legge quadro sui reati di razzismo e xenofobia deliberata dal governo dell'Unione Europea impedisce in forma assoluta qualsiasi forma del pensiero, sia come "sentimento" sia come "espressione" detta, scritta, manifestata nei confronti di un individuo o di un gruppo, e che un magistrato, in base al suo personale convincimento, ritenga pregiudizialmente negativo. Questo convincimento potrà far scattare il processo, in uno degli Stati membri dell'Unione, a carico dell'individuo o del gruppo in questione, che sarà chiamato a risponderne davanti a quel magistrato quale che sia la nazionalità, la lingua, la residenza dell'inquisito, fino al mandato di arresto e al congelamento dei beni. Si tratta di una legge che suggella la fine di ogni libertà, di ogni civiltà giuridica, e instaura, al riparo del Tribunale dell'Inquisizione e del terrore psicologico e fisico, la più assoluta dittatura. Cari Italiani, o cari Francesi, Tedeschi, Austriaci, Inglesi, Olandesi, Belgi, Svedesi, Danesi, Spagnoli, Portoghesi, e tutti gli altri cittadini dell'Unione, questa è una battaglia che dobbiamo fare insieme, organizzando manifestazioni di piazza prima che la legge sui reati di razzismo e xenofobia vada in vigore nel prossimo Maggio. Dopo non potremo più né parlare, né scrivere, né fare manifestazioni di nessun genere. Dobbiamo convincerci che nessun partito, nessuna organizzazione politica, nessun detentore di potere ci aiuterà, perché anzi questa è la loro arma più forte per ottenere la passività totale dei sudditi e realizzare lo scopo che è alla base del progetto di unione europea: annientare la personalità degli individui e dei popoli, convincerli con la violenza dell'imposizione autoritaria che non si deve pensare. Chiunque abbia delle idee, delle proposte, ce le faccia sapere, tenendo comunque presente che anche i giornalisti, col loro silenzio, sono stati fino ad oggi complici dei politici nell'instaurazione del regime inquisitoriale del Terrore, e che quindi non si può contare su di loro.

PROSPETTIVA GULAG: IL MANDATO DI CATTURA EUROPEO (di Carlo Alberto Agnoli)

L'autore di questo studio è attualmente presidente del Tribunale per i minorenni di Trento. Entrato in magistratura venticinquenne, nel 1964, vi ha svolto per molti anni funzioni tanto inquirenti quanto giudicanti, queste ultime sia in primo grado che in grado di appello. Nel suo quasi quarantennale curriculum figurano anche oltre cinque anni di magistratura di sorveglianza, che gli hanno dato occasione di conoscere da vicino il mondo ed i problemi delle carceri

Hai mai immaginato di poter essere deportato in Bulgaria per un fatto da te compiuto in Italia e non previsto come reato dalla legge italiana, ma considerato tale da quella bulgara? Hai mai pensato di doverti difendere in un Paese di cui non conosci la lingua, dimenticato da un'opinione pubblica che neppure sa della tua esistenza? Le prospettive che si aprono con il mandato di arresto europeo sono queste, ed ancora peggiori: in seno all'U.E. si sta approntando un impressionante meccanismo repressivo dei "reati" di opinione, con lo scopo di allontanare il deportando dai propri luoghi di appartenenza, di depredarlo di ogni bene nel caso in cui abbia i mezzi per approntare una difesa all'estero, di silenziarlo in ogni senso. L'U.E. rompe così sistematicamente con vari ed elementari principi di civiltà giuridica: in primo luogo viene minato il principio di certezza del diritto, in quanto la individuazione di reati di opinione contemplati dalla normativa europea con espressioni giuridicamente fumose e di larghissima portata, consente in astratto di criminalizzare chiunque. Ma se poi l'U.E. creasse un Codice penale serio - e necessariamente anche uno di procedura penale - unitario, democraticamente approvato e non calato sulla testa dei popoli ignari; se dell'attuale proposta rimanesse in piedi il solo principio (meglio, antiprincipio) che elimina la competenza per territorio nazionale, resterebbero aperti immensi varchi repressivi: la deportazione, anzitutto, con ciò che ne consegue nei termini sopra accennati. Per non parlare della possibilità che si schiude al totalitarismo europeista di utilizzare i settori più ideologizzati e corruttibili della magistratura di Nazioni più o meno periferiche, sottratti al controllo sociale del luogo di provenienza del deportato. E' chiaro quale sia lo scopo coperto dietro al pretesto di uno spazio di sicurezza europeo: reprimere ogni dissenso ideale, fornendo alle "lobbies" egemoni la possibilità di incidere profondamente nel tessuto ideale e sociale, amputando a piacere le parti non gradite. Forse non a torto Ida Magli ha preconizzato che con l'U.E. sta sorgendo: "La più forte delle dittature che i popoli abbiano mai sperimentato". La legge dei sospetti, alla base dell'epoca del terrore rivoluzionario giacobino e l'art.58 del codice penale sovietico, fondamento della repressione staliniana, hanno impressionanti somiglianze con il mandato di arresto europeo. D'altronde Lenin, entusiasta cultore degli ideali giacobini, aveva osservato, parlando dei mezzi di repressione contro i dissenzienti: "Occorre formulare (la norma) con la massima ampiezza possibile, perché soltanto la coscienza giuridica rivoluzionaria e la coscienza rivoluzionaria stessa potranno suggerire la sua applicazione di fatto, più o meno larga".

CASTELLI: "SI ACCORGONO CHE FORSE AVEVO RAGIONE"

"Nel 2001 sono stato criminalizzato quando sollevavo dubbi costituzionali e di carattere tecnico sul testo del mandato di arresto europeo, così come venne approvato dal consiglio dei ministri.Mi accorgo con soddisfazione che in Parlamento si fa sempre più fatica a trovare qualcuno che lo voglia votare. Forse si comincia a pensare che avevo ragione". E' quanto ha dichiarato il ministro della giustizia, Roberto castelli, interpellato al termine della conferenza stampa a Palazzo Chigi sul rinvio all'11 Maggio dell'esame da parte della Camera del provvedimento. ''Il mandato di arresto così com'è formulato va a collidere con molti aspetti della nostra Costituzione - ha proseguito Castelli - e presenta numerose problematiche: c'è ora uno schieramento trasversale che si accorge che quando dicevo che bisognava pensarci bene e che non si poteva approvarlo in tre sedute non avevo tutti i torti".

SI' DELLA CAMERA AL PROVVEDIMENTO CHE RECEPISCE NELL'ORDINAMENTO ITALIANO IL MANDATO DI ARRESTO EUROPEO

(ANSA 12/05/2004 12:20) - Il provvedimento è stato approvato con 202 si', 157 contrari e l'astensione di 30 deputati. Hanno votato si' Fi, An e Udc; sul testo si sono astenuti Verdi, Sdi, Pdci e Rifondazione comunista. Hanno invece votato no i deputati dei Ds, della Margherita, e la Lega, fin dall'inizio contraria al recepimento del mandato di arresto Ue. ''Il testo emendato - ha detto l'esponente del Carroccio Guido Giuseppe Rossi - è migliore rispetto a quello originariamente stilato dal centrosinistra, che rappresentava una espressione punitiva e reazionaria di un totalitarismo ideologico. Votiamo comunque no - ha ribadito - al testo delle manette''. Il diessino Giovanni Kessler, relatore di minoranza, ha parlato di ''legge truffa, dall'approvazione della quale l'Italia chiederà ai partner europei controlli ben più stringenti di quelli richiesti a Paesi che sono ben più distanti: una inspiegabile provocazione che renderà più difficile la cooperazione giudiziaria nell'ambito dell'Ue''.

BOSO: C'E' UNA NUOVA P2 IN PARLAMENTO E NELLA UE

"A mio avviso in Italia si è ricostituita una nuova massoneria occulta, una sorta di nuova P2 presente anche nel Parlamento italiano che condiziona la vita politica ed economica del Paese". Lo ha ribadito l'ex senatore della Lega Nord, Erminio Boso, candidato alle europee, dopo aver avanzato tale ipotesi nella trasmissione tv "Notizie Oggi" di Canale Italia, già Serenissima Tv, emittente che copre tutto il Nord e il centro Italia fino a Roma, condotta da Gianluca Versace. Secondo Boso, "questa nuova massoneria è trasversale a tutti i partiti, fatta eccezione per la Lega e Rifondazione Comunista, e può contare su una cinquantina di deputati e 15-20 senatori, tutti pronti a votare, o a contribuire a far mancare il numero legale, non secondo le decisioni dei rispettivi partiti ma degli interessi massonici che rappresentano e tutelano". Un fenomeno, sempre secondo Boso, "che pervade anche l'Europa, perchè ormai questa nuova massoneria ha interessi e ramificazioni europee, per gestire il potere e l'economia dell'Europa". Per Boso "anche il mandato d'arresto europeo è uno strumento sostenuto da interessi massonici, da usare contro i politici che rischiano di danneggiarli".

MANDATO DI CATTURA EUROPEO: PRIME APPLICAZIONI (di Paolo Emiliani)

Il mandato di cattura europeo è una mostruosità, uno strumento che consente ai magistrati "organici" di colpire e di perseguire le idee e le opinioni politicamente non corrette. Il battesimo di questo mezzo liberticida non poteva che essere opera di una delle punte di diamante della giustizia-globalizzata, il procuratore spagnolo Baltasar Garzon, che con Giancarlo Caselli e la Del Ponte (che sostiene l’accusa all’Aja al processo-farsa contro Milosevic) si è formato nel laboratorio di Eurojiust. Dopo avere "chiuso" per tre anni tutti gli uffici e tutte le sedi della Coalizione basca "Batasuna", Garzon, alla fine di Maggio scorso, ha chiesto il trasferimento davanti alla giustizia spagnola di tre giovani francesi rei di militare nell’organizzazione giovanile "Segi", ritenuta "fiancheggiatrice" del separatismo basco. Yves Machicotte, Haritza Galarraga e Amala Rekarte, tre giovani di età compresa tra i 22 ed i 25 anni, sono state così le prime vittime del nuovo strumento giudiziario fatto proprio dal diritto francese. I tre sono falsamente accusati di sostenere i gruppi terroristici dell’Eta. E' stato, in pratica, teore-ticamente costruito un "Dossier Segi" il cui processo dovrà tenersi entro il mese di Marzo del 2005 a Madrid, nonostante i fatti ascritti sarebbero stati commessi sul territorio francese, laddove non si configurerebbe alcun reato. Proprio grazie al mandato di cattura europeo, recentemente approvato anche dal Parlamento italiano, è ormai possibile ad un qualsiasi magistrato politicamente legato al Nuovo Ordine Mondiale sconfinare con i suoi teoremi. E certamente non è un caso se uno strumento così infame non è stato minimamente contestato dai falsi no-global, sempre pronti a disobbedire a comando ed organicamente. In quegli stessi giorni, come ci informa l’avvocato Longo, Garzon ha colpito anche il "Circulo de Estudios Indo europeos". Il 25 Maggio sono stati infatti arrestati in Catalogna Ramon Bau, 56 anni, presidente del CEI, già membro dell'organizzazione CEDADE, che negli anni ' 60 e ' 70 contribuì alla pubblicazione di libri "dimenticati". Un intellettuale che non ha mai scritto o pronunciato una parola a favore della violenza. Insieme a lui sono stati arrestati Oscar P.G., 27 anni, delegato del CEI in Catalogna, già arrestato per reati di opinione nel Giugno del 2003 ed in attesa di giudizio, e Carlos G.S., 35 anni, membro del CEI ed abituale collaboratore delle pubblicazioni dell’organizzazione culturale. Va rilevato che il CEI è una associazione regolarmente registrata in Spagna presso il ministero dell’Interno e le sue pubblicazioni non sono certamente clandestine. L'associazione ha sedi a Madrid, in Catalogna, in Andalusia, a Valencia, a Guadalajara, nelle Asturie ed anche in Messico. I tre arrestati sono stati invece accusati di partecipare ad una organizzazione illegale che diffonde materiale che incita alla discriminazione, alla violenza e alla negazione dell'olocausto. Per rendere più verosimile il castello accusatorio, l'inquirente spagnolo ha sostenuto che il CEI era una associazione paramilitare, che usava divise e addestrava i suoi adepti alla violenza. Nulla di più falso. Infatti le uniche "armi" trovate nel corso delle perquisizioni sono state qualche coltello da cucina e una bomboletta di anidride carbonica, quelle che servono per gonfiare le gomme delle motociclette. Il presunto "addestramento paramilitare"? Qualche gita in montagna. Le vere armi del CEI erano però le idee socialiste nazionali, evidentemente considerate "letali" dai cani da guardia del mondialismo. Ora per quelle idee rischiano da uno a quattro anni di prigione, in particolare la "negazione dell’olocausto" da sola costa da uno a due anni di carcere. In questa democrazia da operetta non c’è libertà di opinione ed il mandato di cattura europeo è un altro strumento in mano ai carnefici dell’Europa. Agli uomini liberi è vietato pensare e se la protesta non è stata vasta e generalizzata è purtroppo perché gli uomini liberi sono sempre meno e certi contestatori non pensano certo con la testa loro. In questi tempi per comprendere la validità di un’idea bisogna guardare ai nemici di quell’idea. Se il regime ti tollera, o anzi ti coccola, vuole dire che sei organico al sistema.

LA LIBERTA' DI PAROLA PUO' ESSERE LETALE

28/11/2004 - Che Padre Stalin potesse essere innocente per la pianificata uccisione di oltre 8 milioni di contadini ucraini può ancora essere proclamato e pubblicato commercialmente come ha fatto il comunista fiammingo Ludo Martens. Che gli Hutu abbiano decapitato a centinaia di migliaia i loro fratelli Tutsi può similmente essere negato nel circuito ufficiale dei media. Che la Germania di Hitler prima abbia gasato e poi cremato un totale di 6 milioni di ebrei è un fatto che non può essere confutato, negato, messo in dubbio, approvato o minimizzato secondo la legislazione belga del 1995. Sebbene la Libera Università di Bruxelles dichiari di rifiutare "ogni forma di pensiero dogmatico" nel suo statuto, questa è pura retorica verbale, da quando ogni protesta accademica sui limiti imposti alla libertà di ricerca si è trovata a fronteggiare duramente il cosiddetto "giudeocidio". Dopo un decennio di soprusi e perquisizioni domiciliari l'editore revisionista fiammingo Siegfried Verbeke (fondatore del VHO, trad. Libera Ricerca Storica, precedentemente fatto chiudere dal corrotto politico ebreo Andé Gantman) è stato ritenuto colpevole e condannato a un anno e mezzo in libertà condizionata ed al pagamento di un ulteriore ammenda. Visto il recente "Mandato di Arresto Europeo" il Belgio passerà questo martire della libertà di parola alla Germania che è stata molto solerte nel perseguitarlo da lungo tempo. Il revisionista di 63 anni dovrà probabilmente passare i suoi ultimi giorni in un carcere tedesco.