L'ardita ipotesi e' di un astronomo britannico
Sir Martin Rees, illustre accademico della prestigiosa universita' di Cambridge sposa la teoria di 'Matrix'. La nostra vita e' generata da un potente computer. Tra scienza e fantascienza si accende il dibattito nel mondo scientifico.
Deep Thought, il potentissimo computer frutto della fantasia di Douglas Adams, autore di 'Guida galattica per autostoppisti', era gia' arrivato ad un'ipotesi simile, ma ora sembra che a mettere in dubbio la realta' non sia solo piu' la fantascienza, ma la scienza stessa.
Secondo un eminente astronomo britannico, ''la vita, l'universo e tutto il resto'' potrebbero infatti essere nulla piu' di una finzione virtuale generata da un computer, come nel film 'The Matrix'.
Sir Martin Rees, professore di astronomia all'universita' di Cambridge e membro dell'autorevole Royal Society, sostiene che tra poco tempo sara' possibile costruire computer talmente potenti da essere in grado di dare vita ad un universo interamente virtuale, proprio come il mondo in cui vive Keanu Reeves nel film 'The Matrix'.
In un documentario televisivo che andra' in onda il mese prossimo sull'emittente Channel 4 ed il cui contenuto e' stato anticipato dal domenicale britannico Sunday Times, Rees spieghera': ''Nei prossimi decenni i computer si saranno evoluti e saranno in grado di simulare non soltanto dinamiche molto semplici, bensi' interi mondi completi di ogni dettaglio.
Se la tendenza continua, possiamo immaginare computer capaci di simulare universi tanto complessi quanto quello in cui ci troviamo''. Secondo Rees, tale ipotesi solleva un interrogativo di tipo filosofico: il nostro stesso mondo e cio' che noi percepiamo come l'universo potrebbe essere una simulazione. Rees ha sottolineato che si tratta soltanto di un'ipotesi, ma tale idea e' diventata oggetto di discussione tra molti accademici.
Tra essi vi e' John Barrow, professore di scienze matematiche all'universita' di Cambridge, il quale sottolinea il fatto che l'universo funziona secondo un delicato equilibrio in grado di permettere l'esistenza di diverse forme di vita. Basterebbe una minuscola alterazione in questo equilibrio, spiega Barrow, per rendere impossibile l'esistenza del mondo che conosciamo.
Tale equilibrio quindi, sostiene il professore, potrebbe essere considerata la prova dell'esistenza di un'intelligenza superiore. ''Civilta' poco piu' avanzate della nostra avranno la capacita' di simulare universi nei quali esseri consapevoli possono svilupparsi e comunicare tra loro'', ha detto Barrow.
L'ipotesi secondo cui la realta' non sarebbe altro che una simulazione risale ad oltre 2.000 fa: il filosofo cinese Chuang Tzu, che mori' nel 295 a.C. si era infatti chiesto se tutta la sua vita non fosse stata altro che un sogno. L'idea venne ripresa dal filosofo francese Cartesio, che nel 17esimo secolo conio' la frase ''Penso dunque sono''. Nel secolo scorso fu infine il filosofo britannico Bertrand Russell ad ipotizzare che gli essere umani non siano altro che ''cervelli in un barattolo'', stimolati da sostanze chimiche e correnti elettriche. Le sue ipotesi hanno in seguito trovato eco in innumerevoli capolavori della fantascienza, dai libri di Isaac Asimov fino a 'The Matrix'.
Fonte: Rai News




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