Paolo di Canio
uno di nOI!
Paolo di Canio
uno di nOI!
Onore al camerata Di Canio, che già dall'Inghilterra mostrava il suo ardore fascista e la lealtà, nonché il rispetto, tanto verso i compagni, quanto verso il nemico!![]()
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Io sono giallorosso fino al midollo,ma che dire se non senz'altro....ONORE A PAOLO DI CANIO!almeno una di scelta l'ha fatta giusta...![]()
GRANDISSIMO ......onore a lui e ad i camerati laziali !!!!!!!!


come mai non li esplicitate mai questi numeretti?In origine postato da fedalmor
[B]
88\o14
saluti
Heil Hitler --> \o (questo è un 'disegnino' in ASCII facilmente comprensibile: saluto a braccio teso) --> We Must Secure The Existance Of Our People And A Future For White Children (se non erro)In origine postato da Thomas Aquinas
come mai non li esplicitate mai questi numeretti?
saluti
Io mica mi vergogno di essere nazional-socialista, se era quello l'intento del tuo appunto...![]()


In origine postato da Orazio Coclite
Paolo di Canio
uno di nOI!
speriamo che non finisca con tacconi tra i massoni![]()


Circa un mese fa - tra un osanna e l'altro alle bandane livornesi - sul Guerin Sportivo uscì un'eccellente intervista al fantasista laziale le cui considerazioni extra-sportive (eccellenti due stoccate all'intoccabile Gino Strada e alle due Simone) non hanno mancato ovviamente di suscitare un polverone tra quanti seguono la rivista. La pronta controffensiva sinistrorsa è stata lasciata ad una sconcertante serie di insulti di un anonimo lettore frusinate sui cui rozzi toni non ha avuto alcunché da ridire, anzi, il direttore della rivista - l'altrettanto sinistrorso Andrea Aloi - ormai troppo impegnato a riempire la redazione di colleghi d'area. Poi, si sono succeduti altri interventi da una parte e dall'altra che hanno imposto ad Aloi una poco onorevole marcia indietro. Breve tregua di un paio di settimane e poi, aridaje, nuova stoccata anti laziale con la condanna delle croci celtiche in curva all'Ardenza di Livorno senza alcun accenno a ciò che vergognosamente veniva esposto nella curva opposta. A quel punto ho scritto anche io al direttore del Guerin Sportivo, accompagnando il mio messaggio da due documenti informativi, il primo sul significato storico della Croce Celtica, l'altro sulla tragedia delle foibe nell'ex-Jugoslavia.
Riporto per intero il botta e risposta con tanto di fuga finale che a me, non so a voi, ha ricordato un po' le epiche incursioni dei partigiani.
Direttore, lei predica bene ma ultimamente razzola maluccio, senza offesa. Dopo il discutibile caso sull'intervista a Paolo Di Canio (che tra l'altro le ha imposto una poco onorevole marcia indietro) fatico a spiegarmi l'utilità di aggredire nuovamente la Lazio e la sua tifoseria. Anziché condannare l'infame striscione livornese inneggiante alle foibe [TITO CE L'HA INSEGNATO, LE FOIBE NON SONO UN REATO] e l'immancabile immagine di Stalin che l'accompagnava lei preferisce concentrare gli anatemi sulle “inquietanti” croci celtiche laziali. Mi auguro almeno che ne conosca il significato. Se così non fosse le riporto più in basso alcune note tratte dalla rete che le potranno tornare utili in occasione della prossima incursione anti-laziale, così come le righe sul dramma delle foibe che – contrariamente a ciò che indicava lo Zingarelli – non sono semplici “cavità carsiche”. Nihil novi sub soli, intendiamoci. A sinistra c'è sempre stata una pericolosa tendenza a negare la portata dei propri orrori o almeno a circoscriverli a improprie deviazioni dal percorso originario. Le intenzioni erano buone, gli esiti malvagi, o no? Poca roba, in ogni caso, se confrontata con anni di cattedre negate, editori ostili, finanziamenti inaccessibili, produzioni impraticabili e porte sistematicamente chiuse all'uopo. Tonnellate di film e viaggi organizzati ad Auschwitz e neanche un accenno alla vicina Katyn (che roba è? un terzino polacco? Non era Kozminski?). A pensarci bene, Direttore, avere idee diverse non è poi un grosso problema, anzi, in tempi di globalizzazione selvaggia può essere un prezioso patrimonio in chiave di dialettica costruttiva. Ma ho paura che a sinistra più di uno faccia fatica ad accettare l'idea di avere una controparte cui riconoscere pari dignità e considerazione. Più facile predicare in esclusiva su temi come pace e solidarietà, eh? Altro che buoni e cattivi, a dividerci ci ha già pensato la nostra Costituzione tanti anni fa. Ma già Dostojevski diceva che all'amore per l'universo spesso si accompagna l'odio per il vicino. Magari si sbagliava ed io con lui.
Saluti, faccia il bravo
Alessandro T.
P.s. Non mi chieda lumi sulle ragioni e sulla necessità di certa simbologia politica all’interno degli stadi: fatico anch’io a comprenderla (e a tollerarla) e almeno su questo siamo d’accordo.
Gentile lettore, le chiederei un paio di chiarimenti:
1) Dove mai il Guerin ha aggredito la Lazio e la sua tifoseria?
2) La Costituzione che divide? E dove? Cosa dovevano scrivere i
Costituenti dopo una guerra mondiale scatenata da Hitler e compagnia, che
il nazifascismo era una libidine?
Un chiarimento ora glielo dò io: gli autori dello striscione livornese
sono degli emeriti deficienti che non conoscono la storia. L'ho peraltro
già scritto diverse volte sul Guerin Sportivo.
Accetto ogni critica, non quella di aver detto o scritto cose che non ho
mai detto o scritto. Sono metodi da inquisitori della Lubianka che mi
fanno un po' ribrezzo, anche se applicati dalla sponda opposta.
E farò così il bravo che le consiglio un'ottima lettura sui gulag
staliniani: "Vita e destino" di Vasilj Grossman, edito da Jaca Book. Sì,
l'autore è ebreo, ma a lei non dà fastidio, vero?
Andrea Aloi
Lei ha sbagliato strada, Direttore, io sono un quasi-meridionale emigrato al Nord, tra l'altro sposato con un'extracomunitaria. Se l'ho conosciuto, il razzismo, l'ho conosciuto dalla parte sbagliata o perlomeno dalla parte meno comoda. Eppure evidentemente anche io faccio parte di quella turba immonda perennemente immersa nell'illegalità che di notte sogna la dittatura e di giorno evade il fisco con pregevole disinvoltura. Poi nel tempo libero mazzoliamo negri ed ebrei, si sa. Siamo la plebe lazzarona che si innamora di sovrani, tiranni e demagoghi e subisce la seduzione della ricchezza, vinta e ammaliata dalla barbara forza delle infernali reti del cavaliere nero. Venga a parlare di Togliatti a casa di mia moglie in Polonia, Direttore, venga. Oppure venga dalle mie parti, io abito a metà strada tra Schio e Pedescala, magari questi nomi le dicono qualcosa nonostante il perenne divieto di scomode commemorazioni. E se proprio non ha tempo si affacci dalla finestra del suo ufficio un qualsiasi 25 aprile e mi dica cosa vede per le strade una volta sollevato lo sguardo da militanti di partito, tossici e truppe pagate dal sindacato. Ce la meritiamo la nostra Costituzione con tutto il suo veleno, mi creda.
Alessandro T.
Caro lettore, Le ricordo che fra chi partecipa alle manifestazioni del 25
Aprile c'è anche il Presidente della Repubblica Ciampi. Credo che le
ultime righe della Sua risposta rendano piuttosto imbarazzante, per me,
continuare qualsiasi scambio di vedute.
Un saluto,
a. a.


Grande Di Canio!!!!
Ma è vero che si vuole candidare in AS?
Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui.


In origine postato da m. omar
CHRISTIAN MANFREDINI UNO DI VOI![]()
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questo il casco di banane ce l'ha in testa
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