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    Predefinito Nel Codice da Vinci il piano massonico

    Il thriller di Dan Brown, che tanto successo sta riscuotendo, deve portarci a riflettere sulla vera ideologia ispiratrice del romanzo: colpire la struttura ecclesiastica in crisi da tempo e diffondere una religione globale

    Il grande successo del Codice da Vinci in ogni parte del mondo, thriller di Dan Brown che si fonda su una inedita ricerca del Sacro Graal che fa emergere clamorose novità sulla stessa vita di Cristo, deve indurci a coltivare domande nient’affatto illecite come le seguenti: cosa c’è dietro tutto questo? Quale ideologia ispira il romanzo? E perché infine questo boom all’inizio del Terzo millennio per una questione spirituale che potrebbe inferire il colpo finale alla struttura ecclesiastica, già in crisi da diverso tempo?
    In realtà va detto subito che nel bestseller americano convergono due linee interpretative e filosofiche della più recente editoria: la prima, che fa capo al libro Il Santo Graal (di Baigent, Leigh e Lincoln, ed. Mondadori), uscito negli anni Ottanta e più volte ristampato, porta avanti da tempo una teoria che rappresenta sicuramente un fattore “eretico” rispetto alla dottrina della Chiesa: Gesù non fu solo figlio di Dio ma autentico Re (tra tanti re) che sposò Maria Maddalena e inaugurò una discendenza aristocratica che attraverso l’epopea merovingia (l’ex prostituta sarebbe sbarcata in Provenza e avrebbe così dato il proprio sangue reale all’intera stirpe franca) arriva fino all’epoca moderna, coperta o in parte incarnata negli ultimi secoli dal Priorato di Sion, una setta segreta destinata a custodire alcune conoscenze che tra l’altro permisero a un oscuro prete dell’Occitania di diventare ricco. La seconda è partita negli anni Novanta e riguarda un approfondimento della figura e del ruolo di Leonardo da Vinci che arriva a rileggere le sue opere artistiche, letterarie e scientifiche, nonché le sue invenzioni, macchine e presunte produzioni d’abbigliamento come delle testimonianze a favore di alcune convinzioni esoteriche che a loro volta riportano a una divinità femminile come Madre reale del mondo e della cristianità, in polemica con l’imperante maschilismo che fin dal tardo Medioevo caratterizzava la vita della Chiesa.
    Dan Brown, bisogna ammetterlo, è bravissimo nell’imbastire un giallo su una serie di teorie che appartengono in realtà al meglio dello sforzo che la neomassoneria internazionale sta producendo attorno all’arte e alla storia umana per portare al definitivo collasso la comunità cristiana. Ma su cosa fa leva per affascinare i lettori? Lo scrittore non fa altro che sfruttare l’effetto di un sostanzioso mutamento del rapporto che il mondo occidentale intrattiene con la religiosità a base cristiana. Già nel secondo Ottocento le dottrine portate in Europa da una certa madame Blavatsky, reduce da “illuminanti” viaggi in India dove aveva imparato il meglio dell’Induismo e del Buddismo, avevano creato una prima “falda” nella roccia granitica della teologia. Nei suoi libri, certamente di successo nel mondo radical-chic di allora, aveva espresso una prima proposta “forte” di ecumenismo spirituale, chiamato “teosofia”, disciplina tesa a costruire una “nuova religione globale” che riuscisse a mettere insieme il meglio dell’insegnamento di tutti i culti e le fedi del mondo. La sua allieva Alice Bailey era poi passata alla teorizzazione di una New Age (sincronizzata su un cambiamento della struttura astrologica che portava alla ribalta il segno futurista dell’acquario) in cui non sarebbero esistite più delle religioni chiuse in se stesse ma, attraverso un sostanzioso apporto da parte della filosofia orientale, la stessa figura del Cristo avrebbe ricevuto una decisiva “rivisitazione”, in grado di apparentarlo definitivamente ai cosiddetti “avatar” (Maometto, Buddha, etc ritenuti messaggeri mandati dalla “Luce Universale” per salvare l’umanità, volta per volta e a seconda delle esigenze di popolazioni in origine diverse, ma col tempo destinate ad amalgamarsi per formare un unica folla a vocazione superstiziosa, da alimentare attraverso ardite operazioni sincretistiche.
    Il fiume sotterraneo della “nuova spiritualità”, dopo un periodo di crisi apparente durante il boom delle grandi dittature di estrema destra e di estrema sinistra (che taluno considera peraltro manifestazioni strategiche della stessa centrale operativa - vedi Massoneria e Sette segrete di Epifanius, ed. Ichtys, tesa a sconfiggere con armi diverse l’odiata Tradizione) ha cominciato a riemergere con la progressiva avanzata della globalizzazione e la fiammata del Sessantotto, destinata ad assumere tonalità di carattere esoterico man mano che la struttura del potere mondialista andava ingoiandosi anche le mene utopistiche dei vari Sartre e Marcuse. Ecco allora, come ha illustrato da par suo lo stesso Umberto Eco ne Il Pendolo di Focoult (ma la critica dell’occultismo in lui è comunque funzionale a una materialistica Società degli Uguali), il progressivo sostituirsi dei tazebao con le sedute di regressione karmica e contattismo con l’altra dimensione, all’insegna di una “Novelle vogue” che a partire dagli anni Ottanta in forma massiccia va paradossalmente a colmare le lacune lasciate da una Chiesa sempre più orientata al sociale. Chi non si affida a Padre Pio troverà così rifugio nelle dottrine orientali e nella teoria della Grande Madre Terra, orientata alla fondazione metafisica del recupero delle energie femminili, incubato dagli slogan tipo “Tremate, tremate, le streghe son tornate”.
    In questo clima anche una notizia come la presunta (poi smentita) datazione della Sacra Sindone come reperto medievale (1988) ha fatto, col tempo, scatenare la fantasia di chi aveva tutto l’interesse a dimostrare l’esistenza di un Grande Inganno della Chiesa, durato secoli e ora, sotto lo stimolo della nova ventata di libera spiritualità, destinato a crollare definitivamente. Partendo da studi dell’inizio degli anni Ottanta sull’esegesi esoterica del cenacolo vinciano (vedi a tal proposito anche alcuni articoli apparsi sul mensile Astra della Rizzoli), autori come Lynn Picknett e Clive Prince si sono messi a raccogliere prove, assurde ma argute e intriganti, sulla matrice leonardesca della Sindone stessa, col risultato, abbastanza clamoroso e scandaloso, dell’identificazione del vero volto del sacro lino che «Non era quello di Gesù ma quello dello stesso falsificatore Leonardo» (La rivelazione dei templari, ed. Sperling). I due autori arrivano all’affrettata conclusione che alcune pieghe sotto la testa del falso Cristo vorrebbero indicare i termini della visione teologica del “genio” toscano: al posto di Gesù , nume da “decollare”, cioè decapitare, deve stare la vera divinità, di ascendenza matriarcale o androgina. Una tesi che Brown ha ripreso sottolineando le conseguenze della ricerca del vero volto della Gioconda al Louvre e l’identità nascosta dell’Uomo vitruviano, altre opere leonardesche che conterrebbero un tale segreto teosofico da far scatenare un “gioco al massacro” che coinvolgendo spie, membri dell’Opus Dei e veri cercatori del Graal (coppa di Cristo che è soprattutto eredità del sangue regale di gestione femminile, come mostra il glifo del calice assomigliante ad una vulva) porta alla blasfema risoluzione delle formule contenute nel codice vinciano.

    Andrea Rognoni
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  2. #2
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    Certe scelte risultano non comprensibili ma non per questo non sono coerenti.
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    Predefinito L’Inganno del Priorato di Sion

    Robert Richardson
    Trad. di Luca Ferruzzi da «Gnosis»,
    Primavera 1999

    Negli anni recenti sono state pubblicate, in libri quali Il Santo Graal, molte informazioni in cui si è affermato che in realtà il Santo Graal farebbe riferimento a una linea di successione originatasi direttamente da Gesù. Secondo quest’ipotesi, Gesù e Maria Maddalena ebbero dei figli i cui discendenti dettero in seguito origine alla dinastia Merovingia che dominò la Francia dal 476 al 750 A.D.
    Molti lettori e vari autori si sono fatti ingannare da questa storia, credendo in buona fede che si trattasse della nuova rivelazione d’una storia volutamente soppressa quando nella realtà, sfortunatamente, la sola cosa che appare esser stata soppressa è la verità storica. Il Graal non è una linea genealogica; questa falsa credenza si origina a causa di una serie di documenti fraudolenti messi in giro da una setta francese di estrema destra. Il gruppo responsabile di queste fole si autodefinisce il «Priorato di Sion» e, con la pretesa di possedere un antico lignaggio esoterico, mantiene accuratamente segreta la propria vera storia. Fino a oggi Il modo con cui questa frode è stata perpetrata non è mai stato rivelato.
    È quindi tempo che la luce della verità riveli cosa sia in realtà il «Convento di Sion» e la finta linea di sangue da essi propagandata: una frode. Il retroterra culturale del gruppo ne rivela le finalità segrete così come le fonti che sono state utilizzate per attingere alle informazioni rilevanti.
    La pista della frode del «Priorato di Sion» comincia a metà del diciannovesimo secolo in Francia, quando un nuovo interesse per l’occulto spinge alla creazione di molti nuovi gruppi esoterici. I membri di questi gruppi appartenevano spesso a diverse organizzazioni contemporaneamente, mentre I loro leader talvolta si allontanavano dai movimenti di appartenenza per crearne di nuovi. Allo stesso tempo continui problemi d’instabilità all’interno del governo francese portarono la Francia a dividersi tra due campi crescentemente ostili, ambedue alla ricerca della supremazia politica. I realisti, composti dalla Chiesa cattolica, dall’estrema destra, e dai sostenitori del vecchio sistema monarchico, si disputavano il potere coi repubblicani, composti da massoni e altri sostenitori dei governi democraticamente eletti. La loro lotta ebbe un’influenza importante nelle vite e nei modi di vedere di ogni francese. Dal 1877 sino alla vigilia del Secondo Conflitto Mondiale i massoni rappresentarono una forza dominante nel governo francese, mentre la loro influenza a livello politico e sociale contribuiva spesso ad accrescere il numero dei loro acerrimi rivali.
    Negli anni ’80, all’apice di questo conflitto politico, Giuseppe-Alessandro Sant’Yves d’Alveydre, «il supremo Ermetico della sua epoca», (1) propose una nuova idea per iniettare il concetto di valori morali nella società governante. Egli chiamò questa nuova idea socio-politica «Sinarchia», affermando che si trattasse dello stesso metodo usato dai Cavalieri Templari per influenzare la società medievale. Con questo sistema un gruppo eletto di iniziati influenzerebbe i vari gruppi rappresentanti dei diversi aspetti della società. Questi gruppi influenzerebbero a loro volta gli ambienti nei quali si trovassero ad operare, ed infine l’intero ordine sociale verrebbe a cambiare.Dalla fine del secolo in poi la fazione dei realisti iniziò a temere seriamente la sinarchia, la cui influenza andava espandendosi ben oltre il ristretto ambito dei gruppi esoterici. Negli anni ’20 i raggruppamenti massonici professanti distinte politiche sinarchiche risultavano essere in Francia una realtà concreta. Negli anni ’30 anche un gruppo di sinistra, denominato il «Club X Cruise», propagandava una tecnocrazia di matrice sinarchica. (2)
    In questo periodo l’estrema destra francese procedeva alla formazione di propri gruppi apparentemente esoterici. Si trattava in realtà di organizzazioni frontiste che pretendevano di avere affiliazioni esoteriche e massoniche al fine di togliere la terra sotto i piedi dei Massoni.
    Mentre negli anni ’30 l’antisemitismo si andava spargendo attraverso Europa, l’estrema destra francese denunciava in un sol fascio Massoni ed Ebrei; e quando quattordici ordini iniziatici crearono una federazione denominata FUDOSI al fine di promuovere la pace e gli ideali positivi, l’estrema destra incrementò la formazione di falsi gruppi massonici.
    Durante l’occupazione la politica nazista fu quella di arrestare i capi delle organizzazioni esoteriche, metterli in campi di concentramento, e confiscare gli archivi dei gruppi e i piedilista, che venivano poi trasferiti in un deposito centrale. In Francia questo deposito venne chiamato il «Centro d’Azione Massonica», e il governo francese di Vichy collaborò attivamente con la Gestapo nell’opera di persecuzione di ordini massonici ed esoterici. La paura dell’influenza massonica da parte dell’estrema destra fu così grande che da fonte ignota venne emesso un documento, detto «Rapporto Chauvin», che smascherava i presunti coinvolgimenti massonici col governo di Vichy. (3)
    Mentre questi eventi avevano luogo, gl’individui che più tardi daranno vita al «Priorato di Sion» facevano parte di due gruppi. Il primo gruppo, del quale si hanno notizie già dal 1934, veniva chiamato degli «Alfa Galati». Verso la fine degli anni ’30 gli Alfa Galati utilizzarono come capo legale un giovane di nome Pierre Plantard, nato il 18 marzo 1920.
    Nel 1937 Plantard, all’età di soli diciassette anni, tentò di fondare un gruppo antisemita e antimassonico da impegnare nell’opera di «purificare e rinnovare la Francia» , chiedendo il permesso ufficiale di pubblicare un periodico denominato «Il Rinnovamento della Francia». (4) Questo tema apparirà poi costantemente in connessione con gli Alfa Galati e più tardi col «Priorato di Sion».
    Dal 1939 Plantard capeggiò un gruppo giovanile cattolico che organizzava ritiri in Bretagna per adolescenti e nel 1939 il gruppo si distinse nell’organizzazione di un congresso della gioventù cattolica. Delle due l’una: o Plantard fu individuo eccezionalmente precoce oppure veniva attentamente manovrato da qualcuno più maturo di lui, con la probabile inclusione di sponsor all’interno della Chiesa che si occupavano attivamente dell’organizzazione degli eventi culturali. Molto probabilmente egli stabilì queste connessioni attraverso legami con l’organizzazione-madre degli Alfa Galati e attraverso le proprie attività giovanili alla parrocchia parigina di San Luigi d’Antin, dove l’arte della menzogna era di casa. Sotto il regime collaborazionista di Vichy, il gruppo che era dietro a Plantard e agli Alfa Galati cercò di accrescere la propria influenza sul governo. Il 16 dicembre 1940 Plantard scrisse al Maresciallo Petain, capo del regime di Vichy, per denunciare un enorme complotto giudeo-massonico, rapporto peraltro largamente ignorato dalla polizia. Nel 1941 Plantard fece domanda di fondare un’organizzazione denominata «Rinnovamento Nazionale Francese», ma gli venne negato il permesso nel settembre di quell’anno. Di nuovo nel 1942 Plantard e i suoi superiori cercarono di accrescere la loro visibilità, usando pubblicamente il nome di Alfa Galati e promuovendo una pubblicazione denominata «Vaincre» ( Conquista ).
    Vaincre, che iniziò le proprie pubblicazioni nel settembre del 1942, era zeppa di articoli antisemiti, dichiaratamente pro-Vichy e imbevuta di esoterismo superficiale e di bassa lega, fondato su tradizioni celtiche e sugl’ideali cavallereschi. Sebbene scarsamente seguito, gli Alfa Galati tentarono di accreditare il giornale come palestra letteraria di un gruppo relativamente nutrito di giovani intellettuali. Dopo sei numeri il giornale cessò la propria attività, ma fruttò comunque a Plantard una certa notorietà. Egli veniva periodicamente controllato dalla polizia che, sino al febbraio 1945, ancora continuava a tener sott’occhio i circa 50 membri degli Alfa Galati, concludendo infine che non pareva trattarsi di un’organizzazione pericolosa. Almeno un ricercatore serio, però, di nome Robert Amadou, che si unì agli Alfa Galati credendo si trattasse di un gruppo esoterico genuino, ebbe invece il dubbio che si trattasse di un’organizzazione a fini politici. Più tardi Amadou, divenuto massone e martinista, si rifiutò per 40 anni di discutere sul tema degli Alfa Galati, affermando solamente che, da parte sua, «non fu mai coinvolto, prima o dopo, in alcuna attività politica». (5)
    In alto Testata della rivista «La Libre Parole Anti-Judeo-Maçonnique», del luglio 1935. Il titolo recita: «La Massoneria in soccorso del Bolscevismo». Sotto Manifesto politico del 1914: «Alla porta i due politici massoni, stranieri nella nostra circoscrizione. Votiamo per Caillibaud Proprietario viticoltore a St. Sulpice». L'antimassonismo era di casa a St. Sulpice.
    Nel 1947, mentre un redivivo FUDOSI iniziava a incontrarsi nuovamente a Parigi, Pierre Plantard registrava una nuova organizzazione detta l’«Accademia Latina», ponendovi a capo sua madre. Il suo scopo apparente era incentrato sulla «ricerca storica» (6), mentre i suoi veri propositi erano quelli di continuare il programma di destra dell’organismo predecessore. Dalla metà degli anni ’50 Plantard cominciò ad autopromuoversi nei circoli cattolici come il pretendente merovingio al trono di Francia. I luoghi ove egli spesso si impegnava in tali attività propagandistiche erano la chiesa parigina e in particolar modo il seminario di S. Sulpice. (7)
    Nel 1956 Plantard e i suoi amici crearono un nuovo gruppo detto il «Priorato di Sion», con statuti stranamente simili a quelli degli Alfa Galati, pubblicando un periodico denominato «Circuito». La disinformazione, che sarebbe poi diventata la regola nel corso dell’affare «Rennes-le-Chateau» iniziò a far la propria comparsa nel periodico «La Depeche de Midi» agli inizi del 1956. (8)
    Plantard ed il suo gruppo cercarono nuovamente d’influire politicamente sul governo francese, in difficoltà nel 1958, dichiarando di controllare i Comitati pro de Gaulle di Salvezza Pubblica e utilizzando articoli scritti dallo stesso Plantard su «Le Monde», al fine di pubblicizzare l’esistenza di una sedicente un’associazione segreta tra de Gaulle e lo stesso Plantard. (9) A questo proposito, comunque, qualsiasi preteso collegamento tra de Gaulle e la cosiddetta «eminenza grigia dalla quale i grandi di questo mondo cercano consiglio» (10) è risultato essere completamente ignoto a collaboratori e biografi di de Gaulle, sebbene nel 1959 nuove edizioni di «Circuito» continuassero a strombazzare questo presunto collegamento.
    «Circuito» passò allora a una dieta costante a base di argomenti massonici ed esoterici superficiali, amoreggiando poi con la mitologia, l’astrologia e la Cavalleria; la possibile riorganizzazione del governo francese; l’unica (anche se mai ben specificata) grandezza di Pierre Plantard e, naturalmente, il «Rinnovamento Nazionale Francese». Si promuovevano fieramente, inoltre, le tematiche antisemitiche e antimassoniche di «Vaincre». (11)
    Nel 1962 il libro I Tesori del Mondo di Robert Charroux fu un grande successo popolare in Francia. La mistura di Charroux di misticismo, misteri storici e tesori perduti, assieme all’interesse del pubblico nella sua narrazione sul «mistero di Gisors», permisero al «Priorato» di lanciarsi col grande pubblico. Citando una fonte interna, infatti, il «Priorato» dichiarò che la perduta cappella sotterranea di S. Anna a Gisors, in Normandia, avrebbe potuto contenere gli archivi segreti del «Priorato» (12) oppure il tesoro perduto dei Cavalieri Templari. Naturalmente nessuna di queste fole si materializzò mai, ma la storia dette in compenso al «Priorato» quella visibilità necessaria per reclamizzarsi con successo, assieme con la sua falsa storia di Francia, quella dei discendenti di Gesù, e i vari ordini esoterici, soggetti che vennero pubblicati in diversi libri ed articoli.
    Il vero Priorato di Sion era un autentico ordine monastico cattolico. Un priorato è una casa religiosa od ordine. Sion o Zion è l’antico nome di Gerusalemme, dove l’ordine era acquartierato nel convento di Nostra Signora di Mt. Zion. Quest’ordine monastico trasferì in seguito la propria sede centrale a S. Leonardo d’Acri in Palestina e più tardi in Sicilia. Nel 1617 cessò di esistere e venne assorbito dall’ordine dei Gesuiti. (13)
    Non si trattò mai di una ‘cabala’ d’interessi esoterici e politici, non ebbe mai alcuna influenza sui Templari o altri ordini esoterici, e non esiste oggi come ordine legittimo, cattolico o altrimenti, ma ne venne semplicemente usato il nome, così come nel caso di molte altre storie autentiche, o vere tradizioni ed ordini esoterici, per creare una falsità storica. In omaggio alla verità, mi riferirò nel resto di questo articolo al falso «Priorato» ponendolo tra due apostrofi.
    Due esempi illustreranno rapidamente come il falso «Priorato» agiva per creare le sue storie. Esso ha tentato di impossessarsi della storia Templare e di ritrarre i Templari come fedeli all’ordine ed al proprio lignaggio romanzesco (14) attraverso documenti interamente costruiti, che vari autori definiscono «i documenti del Priorato»; secondo uno di questi documenti la famiglia di un Gran Maestro Templare era originaria di Blanchefort, nelle vicinanze di Rennesle-Chateau. Blanchefort era invece la magione di un nobile Cataro dallo stesso nome, e non di un Gran Maestro Templare. (15) Pochi ricercatori si sono assunti la fatica di investigare questa o le innumerevoli altre storie completamente false.
    Similmente Plantard dichiara che il suo vero nome fosse St. Clair, benchè non vi sia alcun brandello di prova a testimoniarlo. (16) I Sinclairs (originariamente St. Clair), capi ereditari del rito massonico scozzese, erano legati secondo il «Priorato» da un matrimonio al fondatore dei Templari, Ugo de Payen. Così facendo il «Priorato» cercò di dimostrare di aver avuto un ruolo importante e antico in massoneria. L’impossessarsi di nomi famosi associati con l’esoterismo è una tattica spesso usata al tempo degli Alfa Galati dalla destra francese antimassonica di prima della guerra. (17)
    Il «Priorato» costruì la farsa del lignaggio di Gesù creando dapprima l’apparenza di un autentico lignaggio esoterico per se stesso. Ci riuscì fabbricando storie che poi venivano depositate in biblioteche, nelle quali si parlava di associazioni fittizie con antichi gruppi esoterici, usurpando l’eredità di gruppi autentici, realmente esistiti anteguerra. Il gruppo maggiormente plagiato dal «Priorato» appare essere l’Ordine dei «Rosa-Croce del Tempio e del Graal», fondato da Josephin Peladan nel 1891, che fu veramente il gruppo intimamente connesso con l’affare di Rennes-le-Chateau.
    Alcuni tra i veri ed i presunti collegamenti adottati dal «Priorato» includono: l’opera del pittore Nicolas Poussin; Emma Calvé, una cantante con numerosi legami occulti; presunte associazioni col Santo Vehm, i Cavalieri Templari e la sopravvivenza di una monarchia apparentemente perduta; diverse associazioni con prominenti personalità del mondo della cultura; sensazionali annunci della scoperta della tomba di Gesù; l’esistenza di un alto ordine esoterico dotato di conoscenza suprema; i Catari; e altri temi che appaiono in storie che risultano ispirate dal «Priorato».
    Berenger Sauniere, curato di Rennes-le-Chateau dal 1885 al 1917, avrebbe potuto essere legato all’Ordine dei Rosa-Croce del Tempio e del Graal. Questa associazione risulta essere la fonte delle informazioni frammentarie che il «Priorato di Sion» ereditò sulla vicenda di Rennes-le-Chateau attraverso il vero fondatore del «Priorato», il «Conte Israele» Monti.
    La storia attuale del «Priorato» comincia con l’oscura figura di Georges «Conte Israele» Monti, segretario di Josephin Peladan. Nato a Tolosa nel 1880 ed educato dai Gesuiti, Monti considerò seriamente il sacerdozio prima di entrare nel mondo degli ordini iniziatici all’età di 22 anni, per divenire in seguito un massone d’alto livello del rito scozzese. (18)
    Nel 1906 risultava già rapidamente avanzato all’interno dell’ordine di Peladan. Nel 1908 viaggiò in Egitto e nel 1909 si recò a Monaco di Baviera per conto di Peladan.In seguito alla morte di Peladan nel 1918, Monti tenta disperatamente d’imporsi come personalità di spicco dell’occultismo, riuscendo però sempre e solo a dare l’impressione di possedere solamente conoscenze parziali e incomplete. Così importanti erano per lui questi riconoscimenti che s’industriò per acquisire il titolo di «Conte Israele» Monti.
    Egli iniziò poi a raccontare storie melodrammatiche relative al suo coinvolgimento nelle presunte attività politiche di alcuni ordini esoterici, sebbene suo unico collegamento politico noto appare essere stato quello con Leon Daudet, fratello del dirigente del gruppo di destra «Azione Francese». Nel 1922 Monti dichiarò entusiasticamente d’essere affiliato al controverso mago Aleister Crowley e al suo gruppo occulto, e disse di esser stato incaricato da alcuni gruppi occulti in Inghilterra ed in Germania di creare un nuovo ordine.
    Nel 1924 l’apprendista stregone cercò di divenir maestro e formò un nuovo gruppo. Secondo l’occultista Anna Osmont egli tentava di mettere in pratica un piano per «distruggere tutto ciò che mi è caro e prezioso, al fine di costruire una società illusoria». Insieme con un uomo che si faceva chiamare Gaston Demengel, Monti, usando il nome di Marcus Vella, formò un gruppo detto «Gruppo Occidentale di Studi Esoterici», un ordine di minuscole dimensioni. Si trattava di un’organizzazione altamente segreta, che pretendeva d’essere un corpo d’élite dedicato a condurre il mondo verso una pace duratura e composto da un ramo maschile e uno femminile (la loggia di Iside). Il numero degli adepti e il tipo di attività effettuate rimasero sempre ignote. Nel suo unico documento noto si fa riferimento alla riconciliazione degli ordini esoterici con la Chiesa cattolica come uno degli obiettivi dell’ordine. Di questa meta, così come delle pretese di esclusività, elitarismo, e di un dichiarato interesse per la pace nel mondo, si ritrova molte tracce negli insegnamenti del «Priorato di Sion».
    Nell’ottobre 1936, il Bollettino delle officine superiori della Gran Loggia di Francia, organo della Gran Loggia Massonica, pubblicò un articolo che denunciava il Monti come trafficante d’informazioni, falso pretendente alla nobiltà, e possibile agente gesuita. Il 21 dello stesso mese Monti venne trovato morto. Il suo stretto collaboratore, Dott. Camille Savoire, precipitatosi a esaminarlo dichiarò che questi era stato avvelenato. Savoire viene menzionato nei primi numeri del periodico «Vaincre» degli Alfa Galati come colui che, assieme con Plantard, l’estremista di destra Louis Le Fur, e un certo Maurizio Moncharville, fu uno dei responsabili della rivista stessa. Nel numero 4 di «Vaincre» infatti, Le Fur scrive di essere stato iniziato nel 1934 negli Alfa Galati da Georges Monti.
    Dal 1934 fino alla sua morte Monti abitò al n. 80 di rue du Rocher a Parigi. Per una strana coincidenza nel 1942-43 «Vaincre» veniva stampato nella stessa strada al numero 45 da un certo Poirer Mitirat, il cui nome affiorerà di nuovo, dopo la guerra, in associazione con Plantard. Savoire poteva vantare una lunga storia di formazione di gruppi esoterici alternativi. Durante la sua esperienza in massoneria, Savoire si trovò spesso in disaccordo con le pratiche massoniche stabilite da lunga data, così come con gli obiettivi e gli stessi vertici dell’organizzazione. Come Monti, Savoire era un massone di alto livello del rito scozzese, iniziato a Ginevra nel 1910. Ma dal 1913 Savoire aveva formato un proprio gruppo, la Gran Loggia Nazionale Francese. Nel 1935, dopo la formazione degli Alfa Galati, egli formò un gruppo dall’interessante nome di Gran Priorato delle Gallie; morì nel 1951. La sua relazione con Monti e il suo coinvolgimento con ordini alternativi fecero del Savoire un probabile candidato per l’assunzione della leadership del Gruppo Occidentale di Studi Esoterici, carica rimasta vacante a causa della morte di Monti.
    Esistono molte connessioni tra le attività del periodo pre-bellico di Plantard, di Monti e dei loro soci da un lato e i temi identificabili col postbellico «Priorato di Sion» dall’altro. È molto probabile che gli Alfa Galati possano esser stati una copertura per il gruppo di Monti che poi continuò le proprie attività perfezionando e attuando un piano che sarebbe poi stato portato avanti sotto l’ombrello del «Priorato di Sion».
    Il primo obiettivo del «Priorato» fu quello di posizionarsi nella mente del pubblico inconsapevole come la suprema organizzazione esoterica occidentale. Esso sognava di utilizzare tale serbatoio di forze in modo sinarchico come mezzo per promuovere la sua agenda mista di politiche destrorse e insegnamenti esoterici da fine secolo. Non rappresenta i veri insegnamenti di alcun ordine positivo esoterico. È materialistico, ossessionato dal raggiungimento della maggior influenza possibile sulle masse, e ha fabbricato documenti senza alcun riguardo per possibili considerazioni etiche. Il suo programma è quello di manipolare le persone per mezzo della menzogna al solo fine di aumentare il proprio potere.
    Il cosiddetto lignaggio creato dal «Priorato» non esiste. Non c’è alcuna linea di discendenti di Gesù fino ai Merovingi o ad altre famiglie; anzi, non esiste alcuna prova di qualsivoglia discendenza di Cristo. La sopravvivenza della linea di sangue Merovingio come asserito dai documenti del «Priorato» si basa sul presunto matrimonio di Giselle de Razers col Re merovingio del settimo secolo Dagoberto II. Giselle de Razers però non è mai esistita, ma risulta esser stata fabbricata da Plantard e dai suoi soci.
    La storia fraudolenta del «Priorato di Sion» e il suo falso lignaggio è stata creata utilizzando la grande mole di documenti esoterici pubblicamente disponibili nelle biblioteche francesi, nelle quali venivano inoltre introdotti documenti fasulli. Per esempio, le carte di Peladan sono state depositate nella Biblioteca dell’Arsenale, e gl’incartamenti di St. Yves vennero depositati alla Sorbona nel 1938 dal figlio del noto occultista francese Papus, insieme con molte altre carte di Papus stesso. (19)
    Una ricerca effettuata da Paul Smith ha dimostrato che alcuni dei documenti che proverebbero il supposto lignaggio e un poema ispirato dal «Priorato» detto del «serpente rosso» risultano esser stati stampati dalla stessa pressa. È anche probabile che nel corso della guerra il «Priorato» possa aver avuto accesso agli archivi di società esoteriche e massoniche, alcuni dei quali piuttosto antichi, depositati nel Centro d’Azione Massonica controllato dal regime. Questo deposito era diretto da Henri Coston, un giornalista e collaboratore di destra antisemita, citato sulla prima pagina del primo numero di «Vaincre».
    Similmente, per creare una certa credibilità tra gli addetti ai lavori, il «Priorato» collegò l’albero genealogico di Plantard a una genealogia autentica originalmente apparsa in un’edizione speciale del diario storico «Les cahiers de l’histoire» No. 1 (1960), che venne inserito nelle biblioteche contenenti altri documenti fabbricati dal «Priorato». (20)
    L’idea del lignaggio fasullo s’origina in due luoghi diversi. Negli anni ’30 gli scritti e i discorsi dell’esoterista italiano Julius Evola ricevettero una certa prominenza in molti circoli filosofici, esoterici e politici di destra, mentre egli era ammirato da gerarchi nazisti come Heinrich Himmler. Molti temi del «Priorato» si originarono nelle idee di Evola. Secondo il pensiero di Evola nel vecchio sistema dell’ordine mondiale il re era considerato un essere sacro. Le virtù e i poteri divini discendevano su di lui. Le istituzioni tradizionali erano basate su lasciti sacri. Lo stato stesso aveva un significato trascendente. Evola faceva riferimento inoltre a una qualità speciale del sangue che egli dichiarava esistere un tempo nelle case regnanti. Soprattutto ammirava come re ideale Goffredo di Buglione, primo re latino di Palestina subito dopo la prima crociata, il lux monarchorum (luce dei monarchi). (21)
    L’uomo poteva solamente innalzarsi, scriveva Evola, per mezzo del governo di una élite spirituale, di coloro che vestono la cintura o corda degl’iniziati che segna i «portatori dell’influenza invisibile». (22) Tutte queste idee permeano il pensiero del «Priorato», mentre i «documenti del Priorato» richiedono persino, ai membri, d’indossare una corda nel momento dell’iniziazione.
    Per creare il concetto del lignaggio, le idee di Evola vennero amalgamate con quelle provenienti da un’altra fonte, la dissertazione per il dottorato di Gualtiero Johannes Stein, pubblicata originariamente in Germania nel 1928. (23) In questo lavoro, intitolato Il Nono Secolo: Storia del mondo alla Luce del Santo Graal, Stein, un conoscente stretto di Rudolf Steiner, evidenziò ciò che egli credeva fosse lo sfondo storico e simbolico dietro alle saghe del Graal.
    Come appendice aI «Nono Secolo» si trova una tavola genealogica che Stein chiama il «lignaggio del Graal». Di quest’albero, un lato si estende alla casa reale di Francia e l’altro fa capo a Goffredo di Buglione. Una parte della tesi di Stein è che gli eventi delle vite di figure storiche reali possano aver servito da modelli per alcuni personaggi ed eventi nelle storie del Graal. Secondo Stein gli uomini associati a quest’albero genealogico vennero riconosciuti nel loro periodo come dotati di alta natura spirituale e capacità paranormali. Egli è però convinto che tali capacità fossero svanite centinaia di anni or sono dalle relative famiglie.
    Un lettore impreparato che affrontasse l’opera di Stein potrebbe facilmente confondere le persone storiche reali con la simbologia adottata. L’intenzione di Stein è invece quella d’illustrare il modo in cui le forze positive spirituali rappresentate dal Santo Graal si manifestino talvolta nelle vite e nelle azioni delle persone, e come queste possano influenzare società ed eventi. Egli non fece alcuna affermazione che potesse implicare il fatto che il Santo Graal fosse o potesse rappresentare un lignaggio reale, sapendo egli perfettamente che così non era.
    Queste furono le fonti che, adoperate a proprio uso e consumo, furono adoperate per fabbricare la storia dell’esistenza di una speciale linea di sangue, supportata da un’antica società esoterica, che fosse dietro alla maggior parte degli eventi politici chiave e dei misteri della storia francese e perfino dello stesso Santo Graal.
    Oggi il «Priorato» è parzialmente attivo. Periodicamente alcuni che pretendono di esserne i rappresentanti tentano ancora di influenzare scrittori e ricercatori promuovendo nella loro corrispondenza privata le versioni della storia fabbricate dal «Priorato». Molte persone sono state ingannate da queste menzogne, ma nonostante la disillusione che molti potranno oggi avvertire, è importante sapere che al mondo esistono gruppi e individui sinceramente spirituali, altamente sviluppati, che operano per il beneficio dell’umanità.
    Questi sono esistiti nel passato, esistono oggi ed esisteranno nel futuro, finché ci sarà anche solo uno sparuto gruppo di uomini con il coraggio di guardarsi dentro e di vivere le proprie vite in armonia con una genuina spiritualità. In ogni modo, a onor del vero, rimane dovere d’ognuno il parlare in nome della verità per controbilanciare il sensazionalismo falso e materialistico dei «Priorati di Sion» nel mondo.
    Seguendo un simile percorso d’integrità, ciascuno di noi può lavorare al mantenimento di una vera spiritualità, sia all’interno di noi stessi che nel mondo. Solo allora si potrà parlare di un giorno migliore per l’umanità. Si tratta in effetti di una delle lezioni imparate sulla ricerca della gran realtà spirituale rappresentata dal vero Santo Graal.

    http://www.zen-it.com/mason/stor&soc/priorato.htm

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    Predefinito Rennes le Château

    Il villaggio francese di Rennes-le-Château si trova appollaiato in vetta a una collina, a una quarantina di chilometri da Carcassonne, nella regione francese dell'Aude. Pur contando solo una quarantina di abitanti, ogni anno è meta di centinaia di storici e amanti del mistero per una leggenda che fecero esplodere alcuni giornalisti della BBC tra il 1972 e il 1981, quando il programma storico e archeologico "Chronicle" propose tre documentari dai titoli affascinanti: The Lost Treasure of Jerusalem? ("Il tesoro perduto di Gerusalemme"), The Priest, the Painter and the Devil ("Il prete, il pittore e il diavolo") e The Shadow of the Templars ("L'ombra dei Templari").
    Realizzati dal giornalista inglese Henry Lincoln, che per il terzo si avvalse della collaborazione di Richard Leigh, romanziere appassionato di esoterismo, e di Michael Baigent, giornalista e psicologo, provocarono notevole scalpore e assicurarono al libro che raccoglieva gli studi presentati vendite da capogiro.
    The Holy Blood and the Holy Grail ("Il Sacro Sangue e il Sacro Graal") fu pubblicato anche in Italia, con il titolo di Il Santo Graal, una catena di misteri lunga duemila anni. Il libro è ispirato a un giallo tascabile, Le trésor maudit, nel quale l'autore, Gérard de Sède, descrisse il ritrovamento di un "tesoro maledetto" avvenuto intorno al 1890 da un parroco di paese grazie alla decifrazione di alcuni documenti rinvenuti nella sua chiesa. Avendo scoperto che il sacerdote descritto era realmente esistito (si trattava di Bérenger Saunière (1852-1917), parroco di Rennes), i tre giornalisti presero sul serio tutto il romanzo, come se fosse portatore di un messaggio sconvolgente.
    È effettivamente documentato il ritrovamento di alcune pergamene da parte del sacerdote durante i restauri della chiesa, probabilmente contenenti genealogie, ma i tre studiosi sostennero trattarsi di documenti che provavano che Gesù non era affatto morto in croce, ma si era sposato con la Maddalena e aveva raggiunto Marsiglia per dar via a una discendenza che avrebbe preso il trono con i Merovingi.
    Più volte il vescovo di Carcassonne, Monsignor de Beauséjour, richiamò il sacerdote accusandolo di simonia, e questa pratica illecita spiegherebbe perfettamente l'enorme quantità di denaro di cui poteva disporre Saunière. Ma Lincoln e soci sostengono che dietro questi soldi ci fosse l'ombra del Vaticano, che stava comprando il silenzio del curato sulla scottante scoperta. Era proprio questa "conoscenza" il tesoro maledetto di cui parlava de Sède nel suo romanzo. Essa sarebbe giunta dall'oriente tramite i Catari i quali l'avevano ricevuta dai Templari. Costoro sarebbero stati l'emanazione di un'organizzazione segreta chiamata Priorato di Sion, fondata da Goffredo di Buglione nel 1099. Questo fantomatico gruppo avrebbe avuto a capo, nel corso dei secoli, personaggi sorprendenti: furono Gran Maestri di Sion tra gli altri Sandro Botticelli, Leonardo da Vinci, Robert Boyle, Isaac Newton, Victor Hugo e Jean Cocteau. Il Priorato avrebbe avuto come scopo quello di "purificare" e "rinnovare" il mondo intero, radunando tutte le nazioni sotto una monarchia illuminata retta da un sovrano merovingio dello stesso lignaggio di Cristo.
    I tre studiosi citano a sostegno delle loro teorie l'indole bizzarra di Bérenger, singolarmente attenta alle allegorie e al simbolismo esoterico, ma - nonostante sulla scia di una tradizione locale dell'epoca, non parrebbe così strano ritrovarvi un modesto interesse per l'esoterismo - non esiste alcuna prova di suoi contatti con ambienti occultistici parigini, come spesso viene affermato.
    La voce che Rennes-le-Château custodisse un tesoro si diffuse soltanto dopo alcuni anni dalla morte di Bérenger Saunière. La donna che aveva ereditato tutte le sue terre e i suoi immobili, Marie Denarnaud, si affrettò a cercare dei compratori. Come incoraggiamento nei confronti di eventuali acquirenti, ella iniziò a favoleggiare di tesori nascosti nella zona, legati alle attività di Saunière. Le voci affascinarono particolarmente Noel Corbu (1912-1968), che acquistò dalla Denarnaud le proprietà di Rennes per trasformarle in un ristorante e cominciò a diffondere le voci circa il tesoro sulla stampa locale. L'operazione funzionò: il paesino fu raggiunto da esoteristi e giornalisti che tracciarono un'ulteriore collegamento tra il tesoro di cui parlava Corbu e il mitico tesoro dei Catari, che in passato avevano abitato la regione in cui sorge Rennes. Tra costoro c'era anche l'autore di Le trésor maudit Gérard de Sède. L'uomo chiave di questa vicenda, però, è un altro: si chiama Pierre Plantard. Antisemita, antimassonico ed esponente della destra francese, Plantard orchestrò una macchinazione molto astuta nella quale caddero ingenuamente i tre autori di The Holy Blood and the Holy Grail. Egli sapeva bene che tutta la vicenda di Saunière aveva preso il via dal ritrovamento delle quattro pergamene, e si era recato a Rennes-Les-Bains, un paesino nei pressi di Rennes-le-Château, per recuperarle. Queste, però, erano state distrutte da un incendio. Decise, dunque, di crearne lui alcuni esemplari, e di affidarli a Gérard de Sède. Così affermò alcuni anni dopo: "I manoscritti sono stati fabbricati da me". Quando Gérard de Sède ebbe tra le mani tali falsi, pubblicò nel 1967 L'Or de Rennes, ou le vie insolite de Bérenger Saunière, curé de Rennes-le-Château, nel quale riprodusse uno dei manoscritti. Non gli sarebbe stato difficile scoprire che non poteva trattarsi di testi originali: uno di questi, che la leggenda pretendeva di far risalire ai secoli tra il VIII e il XII, era codificato secondo un sistema in uso solo a partire dai primi del 1800.
    La creazione dei falsi manoscritti non fu l'unica mossa di Plantard. Negli anni precedenti, tra il 1954 e il 1956, egli scrisse il Libro delle Costituzioni, un falso trattato storico nel quale descriveva la fondazione di un'organizzazione chiamata Priorato di Sion, depositaria di sconvolgenti segreti storici e religiosi che avrebbe avuto come sua emanazione l'Ordine dei Templari. Nel 1956, inoltre, depositò presso la prefettura dell'Alta Savoia l'atto costitutivo di un'associazione chiamata Priorato di Sion. I tre giornalisti Lincoln, Baigent e Leigh incontrarono più volte Gérard de Sède e si convinsero dell'autenticità di tutti i documenti riguardanti le vicende di Rennes-le-Château. Diedero inizio ad un'estesa indagine per trovare la maggior quantità possibile di dati sul Priorato di Sion. L'assoluta assenza di riferimenti a qualunque linea di sangue merovingia era abilmente ritenuta una prova ulteriore della veridicità di quanto affermato; secondo loro, infatti, "è proprio per questo che la Storia non ne parla, preoccupata di camuffare ed occultare una verità che risulterebbe compromettente". Le conclusioni cui giunsero sono ormai oggetto di scherno da parte dell'archeologia ufficiale. Mariano Bizzarri e Francesco Scurria scrivono: "Dopo anni di ricerche sappiamo, ora, che la tesi di Lincoln e soci riposa su un cumulo di inesattezze, falsità e manomissioni. […] I pretesi manoscritti sono un falso palese e dichiarato. Non esiste discendenza di Dagobero II, né tantomeno vivono Merovingi pretendenti a un trono che è caduto con Luigi XVI [...] L'Ordine di Sion non è mai esistito; quanto al Priorato, le sue tracce nascono e muoiono con l'atto di registrazione depositato nel 1956. Né l'uno né l'altro sono stati fondati da Goffredo di Buglione, e con i Templari e la Massoneria esoterica hanno tanto a che vedere quanto un terrestre con un marziano". Non bastò, però, la pubblicazione di queste critiche per far placare le "voci" sul presunto mistero di Rennes-le-Château. Lo stesso anno, infatti, due ricercatori avrebbero identificato in una montagna di fronte a Rennes-le-Château il luogo di riposo ultimo del corpo di Cristo. Il monte Cardou avrebbe preso il nome da corps de Dieu ("corpo di Dio"). La proposta che Richard Andrews e Paul Schellenberger rivolsero al governo francese fu quella di far saltare in aria la montagna del Cardou per vedere se non nascondesse un'antica tomba.
    E' probabile che in futuro ci saranno ulteriori "rivelazioni", che andranno ad arricchire la già vastissima biblioteca di oltre cinquecento opere dedicate a Rennes-le-Château.

    Mariano Tomatis


    --------------------------------------------------------------------------------

    PER SAPERNE DI PIU':
    La rilettura critica degli avvenimenti di Rennes-le-Château è stata realizzata basandosi su due testi fondamentali:

    Franco Cardini, Massimo Introvigne, Marina Montesano Il Santo Graal 1998, Giunti Gruppo Editoriale, Firenze (Recensito da Luigi Garlaschelli su Scienza & Paranormale N. 20, pp.64-65;
    Mariano Bizzarri, Francesco Scurria Sulle tracce del Graal 1996, Edizioni Mediterranee, Roma.


    Lo studio dei tre giornalisti è pubblicato su:
    Michael Baigent, Richard Leigh, Henry Lincoln Il Santo Graal, una catena di misteri lunga duemila anni 1982, Arnoldo Mondadori Editore, Milano.

    Su Amazon


    Il romanzo di U. Eco "Il pendolo di Foucault" può essere letto come una parodia del mistero di Rennes-le-Château (si veda, ad esempio, il capitolo 66).

    Uno studio completo della leggenda si può trovare all'indirizzo:
    http://www.geocities.com/marianoantoniono/art_renn.htm

    Anche l'Enciclopedia dei misteri di Martin Mystere riporta la voce Rennes-le-Château: http://www.bvzm.com/rennes.html



    http://www.cicap.org/enciclop/at100419.htm

  4. #4
    Totila
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    Il prossimo libro di Dan Brown è dedicato alla massoneria...

  5. #5
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    Originally posted by Totila
    Il prossimo libro di Dan Brown è dedicato alla massoneria...
    Sono curioso di leggere il suo prossimo libro.
    Spero che non sia l'ennesima opera fantasy sul tema,del resto dare credito al priorato di sion che è un'organizzazione pseudo massonica fondata da un antisemita,antimassone e catto-reazionario come Plantard non depone a suo favore.

 

 

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