Sant'Ambrogio, patrono della Diocesi di Milano



La figura di sant'Ambrogio, venerata in tutta la Chiesa Cattolica e in molte Chiese dell'Ortodossia, risplende in modo straordinario nella liturgia della Chiesa milanese, che proprio da lui prende il nome.

E' così che la data del 7 dicembre, giorno anniversario della sua ordinazione episcopale avvenuta nel lontano 374, viene ancora oggi celebrata in tutta la Diocesi ambrosiana con il grado di Solennità.

La festa liturgica ha inizio il 6 dicembre con i primi Vesperi in onore del nostro padre Ambrogio - come canta l'inno - e ha il suo vertice sacramentale nella Solenne Eucaristia del 7 dicembre , durante la quale è possibile proclamare, come prima lettura, il racconto della sua vita.

Presso la Basilica di Sant'Ambrogio, il cardinale Dionigi Tettamanzi presiederà lunedì 6 dicembre , alle ore 18, la Liturgia Vespertina, in cui rivolgerà il suo messaggio alla Diocesi, e martedì 7 dicembre, alle ore 10.30, la Santa Messa Pontificale.

La tradizione che vede l'Arcivescovo, alla vigilia della festa del Patrono, trattare temi di carattere etico e di attualità, è stata inaugurata dal cardinale Giovanni Colombo nel 1974 ed è continuata con il cardinale Carlo Maria Martini, suo successore alla guida della Diocesi ambrosiana. E anche quest'anno, l' ArcivescovoTettamanzi terrà il suo discorso alla città alla presenza dei Vescovi originari della Diocesi e delle autorità istituzionali della Regione, della Provincia e del Comune.

Il cardinale Dionigi Tettamanzi prenderà la parola dopo aver ricevuto gli omaggi da parte delle famiglie regionali presenti a Milano e delle comunità di cattolici di lingua straniera.

In questa occasione - ha avuto modo di sottolineare il vescovo ausiliare della Diocesi e Abate in S. Ambrogio, monsignor Erminio De Scalzi - l'Arcivescovo aiuta credenti e non credenti a rispondere ai problemi di oggi orientando con quella forza interiore di chi non si sottrae agli interrogativi della storia, come all'epoca di Ambrogio.

Il nostro Patrono, S. Ambrogio, si impone come una delle figure più importanti nella storia della Chiesa non solo come vescovo e pastore, ma - in un certo senso - anche come politico : o meglio, come vescovo coraggioso che è stato capace, in momenti difficili, di fare chiarezza su un problema delicato e sempre attuale, quello del rapporto tra la politica e la morale.

L'insegnamento sempre attuale che ci viene da una storia di milleseicento anni fa è che davanti alla legge morale chi detiene il potere politico non potrà mai trovarsi (come lo erano invece gli imperatori pagani prima di Costantino) nella posizione di chi è felicemente e impunemente irresponsabile.

Sappiamo che Ambrogio era sinceramente amico del grande imperatore Teodosio; ma quando Teodosio, nel 390, si macchia di una colpa gravissima (la strage di numerosi cittadini di Tessalonica colpevoli di aver offeso l'autorità imperiale) - pensando tra l'altro di non dover rendere conto a nessuno del suo operato, perché l'imperatore non aveva alcuna autorità umana superiore a sé che potesse giudicarlo - il vescovo di Milano rompe la comunione con lui e lo richiama a penitenza, facendogli capire che anche i potenti di questo mondo devono sottostare alla legge di Dio ed è dovere di un vescovo riprendere e correggere il peccatore, anche se porta la corona imperiale.
Quando Ambrogio morì (il 4 aprile 397), il suo corpo fu deposto in quella Basilica che lui stesso aveva voluto come luogo della sua sepoltura e che già, lui vivente, tutti chiamavano con il titolo di ambrosiana, quella che poi sarebbe per l'appunto diventata la Basilica di Sant'Ambrogio. E subito, ci dicono le fonti, i Milanesi cominciarono ad accorrere al sepolcro del santo vescovo per chiedervi grazie particolari e per mantenere vivo quel legame che li univa, come cristiani e come cittadini, al loro patrono.

E' per questo che la Basilica di Sant'Ambrogio divenne spontaneamente un polo attrattivo e imprescindibile per l'intera città di Milano; soprattutto nella festa patronale. Nel Medioevo, ad esempio, il 7 dicembre era una delle quattro giornate in cui si teneva il mercato generale, e in quel giorno lo si teneva proprio attorno alla Basilica del Santo: è l'antesignano della nostra fiera degli obèi obèi, frequentatissimo allora come oggi per il grande afflusso di fedeli che si recano a venerare il Patrono.