Strategie e obiettivi della pay tv che ha già festeggiato i tre milioni di abbonati in Italia
Sky: Mediaset ci teme, una bella sfida
Lachlan Murdoch replica a Berlusconi jr. E il «Tg24» sbarca negli Usa
DAL NOSTRO INVIATO
NEW YORK - «Sì, è vero Mediaset è aggressiva nei nostri confronti, ma questo significa che Sky viene percepita come un valido concorrente. Per questo sarà una bella sfida». Parola di Lachlan Murdoch, figlio di Rupert.
Una sorta di botta e risposta a distanza tra i figli dei «grandi capi». Poco più di una settimana fa Piersilvio Berlusconi (vicepresidente Mediaset) da Montecarlo lanciava la sfida alla tv satellitare («Sky per noi è la concorrenza, non possiamo restare fermi a guardare»); due giorni fa Lachlan Murdoch (vicepresidente Sky Italia) da New York replicava «all’amico Piersilvio, un giovane aggressivo che per questo mi piace molto, con cui ho un buon rapporto personale di reciproca lealtà». Il figlio del magnate australiano, dalla Rainbow Room, 65esimo piano del Rockfeller Centre, ha dunque parlato di Sky Italia, come di «una parte molto importante di News Corp. (colosso della comunicazione di proprietà di Rupert Murdoch, ndr ), nel quale intendiamo investire ora e nei prossimi anni. Siamo felici dei 3 milioni di abbonati raggiunti in anticipo: questa crescita porterà ulteriori investimenti».
Dunque la competizione agguerrita con Mediaset, che dal 2005 comincerà a trasmettere alcune partite di calcio sul digitale terrestre, non lo intimorisce. «La sfida lanciata da Piersilvio Berlusconi è una buona notizia per noi - commenta ancora Lachlan che vive tra New York e Sidney, non ha guardie del corpo, si toglie la giacca per coprire le spalle a una bella fanciulla infreddolita restando in maniche di camicia con vistoso tatuaggio sul braccio, e mostra con orgoglio le foto della sua bimba nata da poco -. La gente avrà voglia di confrontare le due offerte quindi si abbonerà a Sky. Quanto alle partite sul digitale terrestre direi che si tratta di due formule molto diverse: noi offriamo l’intera stagione calcistica, loro alcune partite in pay per view (cioè pagando ogni singolo incontro). Sono due modi diversi di fare business che si rivolgono a due diversi pubblici». E Murdoch jr. conclude con un’analisi lucida: «Lo spettatore vede un certo numero di ore di televisione al giorno. Mediaset è intelligente e ha capito che se la gente si abbona a Sky comincia a vedere più pay tv e meno tv generalista. Per questo è corsa ai ripari. Detto tutto ciò, Mediaset resta un concorrente temibile. E noi continueremo a fare del nostro meglio».
E «fare del nostro meglio» significa anche festeggiare l’ultimo documento della Merrill Lynch (una delle principali banche d’affari nel mondo) che considera Sky Italia «uno degli elementi chiave per la crescita di News Corp.»; e significa anche lanciare Sky Tg24, il canale all news, negli Stati Uniti. Tutti buoni motivi per cui, l’altra sera, oltre a nebbia e pioggia, si respirava aria di festa a New York. Accanto a Lachlan c’erano l’amministratore delegato di Sky Italia Tom Mockridge, il console italiano in America e il direttore di Sky Tg24 Emilio Carelli. Che ha annunciato che (già da martedì scorso) il notiziario andrà in onda anche in Usa sulla piattaforma satellitare Direct-tv (in parte di proprietà di News Corp.), che può contare su 13 milioni e mezzo di abbonati. Gli italo-americani, assai numerosi negli States, che vorranno seguire in tempo reale le notizie di casa nostra in lingua italiana, potranno farlo pagando 10 dollari al mese.
«L’America ha la più grande popolazione che parla italiano, fuori dall’Italia - commenta Mockridge - e qui negli Usa c’è una vera rinascita per lo studio della lingua e per tutto ciò che accade in Italia. Passeggiando per New York ci si rende conto che l’Italia ormai è un marchio. Sky Tg24 è una grande opportunità per aumentare i telespettatori».
E Mockridge oltre all’italianità, festeggia anche gli obiettivi raggiunti ed elencati agli analisti finanziari di tutto il mondo: «Raggiungere i 3 milioni e 400 mila abbonati entro la seconda metà del 2005; continuare a tenere basso il tasso di disdette sceso dal 19 al 12 per cento; incrementare la crescita nel sud Italia». Più semplicemente «il nostro obiettivo è diventare la piattaforma leader in Italia».
Insomma, anche se Direct-tv è davvero un colosso (850 canali televisivi e radiofonici di tutti i tipi), potrebbe essere il modello da imitare: lanciata nel ’94, è stata la prima società a scommettere sul satellite. E ha vinto.




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