Alcuni diranno ironicamente :"Che scoperta!!", altri stizziti :"Balle dei comunisti". Ma ai secondi gli va male: la fonte é uno che a pane e conservatorismo repubblicano é nato e crescito...
La settimana scorsa, martedí credo, i mezzi d' informazione (alcuni) di El Salvador (America Centrale) riportano l' affondamento di una barca in acque territoriali salvadoregne per mano di un' altra, comandata da agenti statunitensi, la maggioranza della DEA. Perché? Lotta al narcotraffico; gli affondati sarebbero criminali implicati con tale crimine e per di piú carichi di cocaina, una quantitá notevolissima.
Nel governo salvadoregno si crea il ghiaccio. Nel giro di poche ore i media tacciono, come se quella notizia non l' avessero mai emessa. Ma nel paese v'é un canale televisivo che é parte del colosso TeleAzteca, messicano, che gode di una indipendenza piú o meno accettabile. Il mattino dopo, in un seguitissimo programma d' intervista aperta, il giornalista famosissimo, Mauricio Funes, salvadoregno, riesce a portare in studio davanti a sé un vecchio volpone della destra (ultrafiloscioviniostazerbino di Washington)salvadoregna, uno che ha partecipato in varie forme con gli ultimi governi, in ruoli sempre "ardui" e "coraggiosi". In realtá nessuno si aspetta grandi rivelazioni: questo é un vecchio conservatore anticomunista, che si é formato per molti anni negli USA, allergico al riformismo socialista, nemico della propaganda a buon mercato, moderato nei termini e persino forse nei pensieri.
Il presidente e il governo son tranquilli, costui per indole non esce mai dal "seminato". Ma stavolta fanno male i conti con il suo orgoglio di nazionalista calpestato e bistratto ormai dai decenni d' arroganza a stelle e strisce.
E infatti arriva all' intervista e vuota il sacco, con stile e da gentelmen, ma senza pietá.
Ecco la veritá. L' imbarcazione, della DEA piú soci (tutti dell' antidroga suppostamente), staziona da sempre senza problemi e con tacito accordo dell'autoritá di casa in acque territoriali salvadoregne. Che fa? Vigila, dicono. Intercetta l' altra nave e senza tante manfrine la affonda. Una navetta della marina salvadoregna capta qualcosa per radio e chiede lumi: gli americani, stizziti, danno le coordinate della loro posizione...ma sbagliate. Nel metre gli altri cretini li cercano, questi caricano la droga e l' equipaggio sul loro mezzo. Prima di uscire dalle acque territoriali salvadoregne avvertono la marina che il rottame lo hanno lasciato in tal punto e che droga e trafficanti li vanno a consegnare alla giustizia USA. Tanti saluti.
Il povero intervistato, visibilmente offeso per il fatto che il suo paese, nonostante sia da sempre umidiccio zerbino di Washington, venga trattato cosí, violando ogni piú elementare principio di sovranitá nazionale, rincarala dose. Sono decenni e decenni che la storia si ripete e gli USA sempre e solo si limitavano a comunicare: "Fidatevi, stiamo lavorando per voi". Partite di cocaina immense che sparivano, referti negati, indagini che venivano aborite o bloccate, sospetti prelevati e scomparsi...per poi ricomparire per i medesimi...scambi? Si domanda lui...E segue con altri mille esempi e casi...il giornalista suda freddo perche quello che si delinea con date, posti, circostanze, fatti é un traffico di droga controllato a livello intergovernativo...e chi parla tutt' altro che un mitomane comunista, anzi...
Sino ad oggi il governo non ha replicato, talmente spaventato che non ha neppure preso le distanze dal personaggio. Sta solo facendo finta che non sia successo nulla...
Non so perché vedendo quella intervista m'é venuto in mente l' oppio dei talebani, l' oppio che avvelena la gioventú occidentale...
Da El Salvador
Paolo




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