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  1. #1
    freesurfer
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    Predefinito Venezia, crisi e rischio esuberi

    I primi contraccolpi della situazione Volare si stanno già facendosi sentire all'aeroporto Marco Polo di Venezia. L'altro giorno una manifestazione, ampiamente documentata dai media locali, è stata indetta dalle rappresentanze sindacali per difendere l'occupazione presso lo scalo veneziano, dove dopo la sospensione dei voli da parte di Volare stà assumendo connotazioni abbastanza pesanti.
    Nello specifico attualmente risulterebbero in esubero 200 unità nei vari comparti della SAV. Il rischio permane in quanto ancora non sono praticamente certi sia l'inizio delle attività di MyAir (che si affiderà sicuramente a Volar/Lte), nonchè come la SAV farà fronte alla situazione e quali azioni intraprenderà come compensazione per risolvere questa crisi che ha seriamente colpito lo scalo.
    Volare infatti aveva una percentuale voli del 15-17% sul totale operativo, ma comunque in termini numerici muoveva un rapporto ancor piu' elevato in termini di numero di passeggeri rispetto alla totalità dei voli presenti nell'orario di SAV.
    E' certo comunque che almeno 80 unità sono a rischio totale di permanenza sul posto di lavoro.

  2. #2
    freesurfer
    Ospite

    Predefinito

    Venerdì, 3 Dicembre 2004




    AL MARCO POLO
    La Cgil fa guerra alla Save sui rapporti con Volare, mentre atterra il primo aereo di My Way


    «Chi ha fondato lo sviluppo dell'aeroporto in particolare su una compagnia aerea in condizioni economiche disastrose, come Volare, solo perché suo socio e finanziatore, deve assumersi totalmente tali responsabilità». La Cgil-Trasporti veneziana accusa Enrico Marchi, il presidente di Save , la società di gestione dell'aeroporto Marco Polo, e annuncia che da lunedì prossimo, 6 dicembre, comincerà un presidio di protesta all'aeroporto: «È solo l'inizio di una serie di azioni che diventeranno sempre più dure perché chi ha prodotto tali danni deve risponderne, e non scaricare come al solito i problemi sui lavoratori e sulle loro famiglie».
    La Cgil è in allarme per il fatto che il fallimento della compagnia Volare possa determinare tagli di posti di lavoro anche dentro al Marco Polo, visto che proprio la compagnia a basso costo era una delle principali clienti dello scalo veneziano: «È nota la nostra posizione nei confronti della gestione aeroportuale, dell'anima liberista di tale sistema e delle precise responsabilità di chi lo gestisce. Ma finché le polemiche riguardano bilanci, entrate in borsa o questioni amministrative, siamo dentro una normale dialettica. Oggi però sono in discussione diritti sacrosanti nel mondo del lavoro, a partire dalla certezza occupazionale e del reddito di centinaia di lavoratori: tutto ciò diventa inaccettabile, perchè in presenza di un sistema in forte sviluppo».

    Il sindacato anticipa che non sottoscriverà, con questi presupposti, la mobilità o forme di espulsione dei lavoratori, «anzi chiediamo l'assunzione di tutti i lavoratori stagionali e contratti formazione lavoro a tempo indeterminato, oltre alla definizione delle clausole sociali. Mentre l'azienda vuole imporci nuovo caporalato». Intanto la nuova compagnia low cost "My Way" da ieri è presente al Marco Polo, dove ha "parcheggiato" un aereo.


    fonte: Il Gazzettino




    Domenica, 28 Novembre 2004





    Rischio mobilità per 400 aeroportuali
    Il crack di Volare toglie lavoro alla Sav, che intanto chiede ai dipendenti di mettersi in ferie

    Volare che non vola più, da dicembre potrebbe lasciare a casa un imprecisato numero di lavoratori: parte degli oltre 400 dipendenti della Sav, società che al Marco Polo gestisce i servizi aeroportuali di "rampa", "check in" e "traffico".
    Lo si apprendeva ieri mattina all'esterno dello scalo di Tessera, dove gli autonomi del Cub Trasporti hanno organizzato una manifestazione di protesta. «Dopo il blocco degli aerei di Volare e Volare Web - racconta Libero Filippaz - abbiamo saputo che un numero di dipendenti da stabilire sarà messo in mobilità a partire da dicembre. Di più non siamo riusciti a capire, ma è indicativo che nel frattempo l'azienda ci chieda di fare ferie forzate».

    L'ipotesi mobilità sarebbe da ricondurre alla massiccia quantità di lavoro garantita a Sav dalla compagnia fondata appena sette anni fa nel Vicentino, e scivolata nel crack debitorio che la settimana scorsa ha portato alla sospensione a tempo indeterminato dei voli. Da qui la perdita di una buona fetta dei servizi di check in, accompagnamento e gestione del traffico a terra: circa un quarto del carico quotidiano di lavoro di Sav, secondo il sindacato autonomo. «Questa è la ragione che Sav impugnerebbe - continua Filippaz - per far passare la decisione della mobilità. In realtà, come abbiamo cercato di comunicare nella manifestazione, sarebbe un puro alibi».

    «È molto comodo per la proprietà - spiega il rappresentante dei Cub - usare il fallimento di Volare per nascondere il suo autentico obbiettivo: aggiustare il bilancio tagliando il costo del lavoro. In realtà, se anche la compagnia si rimetterà in piedi entro un paio di mesi, come qualcuno spera aggrappandosi alle promesse del governo, dubitiamo che ciò farà rientrare il personale messo in mobilità. A suscitare la nostra protesta è anche l'enorme credito che il gruppo ha accumulato nei confronti di Volare, senza mai preoccuparsi di recuperarlo».

    Tesi del Cub Trasporti è che la congiuntura attuale stia portando a una ristrutturazione da tempo nei piani della "spa" a cui Sav fa riferimento dopo lo scorporo di tre anni fa dalla casa madre Save . Dura da allora la rivendicazione sugli organici, diventati con il tempo insufficienti secondo i sindacati, che invocano i livelli concordati ai tempi di Save .

    Sullo sfondo della vertenza si profila lo sciopero, indetto per il prossimo 8 gennaio, nel rispetto di una decisione presa prima della vicenda-Volare. Secondo i protocolli aeroportuali, tra i voli serviti da Sav ciò dovrebbe garantire solo quelli transoceanici e per le isole, ma il precedente dell'agitazione promossa lo scorso ottobre ha avuto esito diverso. «In realtà - chiarisce Filippaz - ci siamo trovati precettati per tutti i voli della giornata, dopo che la proprietà ha fatto leva su una circolare ricevuta dall'Enac, l'ente gestore del traffico aereo. Noi di quella comunicazione non abbiamo ancora ricevuto copia, ma aspettiamo fiduciosi prima di chiedere un'inchiesta».

    Stefano Ferrio

    fonte: Il Gazzettino


    AEROPORTO
    I forzisti Boraso e Senno: «Crisi della compagnia Volare, i dipendenti di Sav ritornino in Save»


    I consiglieri comunali di Forza Italia, Renato Boraso e Gabriele Senno, hanno presentato un ordine del giorno sulla situazione occupazionale di Sav (la società di handling del Marco Polo) e sulla gestione aeroportuale di Venezia, chiedendo che i lavoratori di Sav rientrino in Save . «Preso atto della grave situazione occupazionale di Sav a causa della vicenda Volare e della deregulation selvaggia che sta avvenendo nella gestione aeroportuale - scrivono - è necessario intervenire politicamente per tutelare le maestranze che da Save si sono oggi trovate in Sav prive di ogni tutela del posto di lavoro». Al sindaco si chiede di «intervenire presso il ministero del Lavoro per garantire ogni forma di ammortizzatore sociale a tutela dei lavoratori Sav» e di far «intervenire il Cda di Save affinché i lavoratori che da Save erano stati trasferiti in Sav vengano da Save stessa riassorbiti o ricollocati in aziende partecipate da Comune, Provincia e Regione».
    La Provincia, come confermato ieri dal presidente Davide Zoggia, ha convocato per il 9 dicembre un consiglio provinciale aperto ai rappresentanti delle categorie coinvolte. Sulla vicenda Volare e sulle ripercussioni sullo scalo veneziano, interviene anche il presidente di Save , Enrico Marchi: «Come per altri crisi, a partire da quella dell'11 settembre, sono convinto che supereremo anche questa: il motivo è che al Marco Polo abbiamo un bacino di traffico solido, abbiamo lavorato bene per lo sviluppo commerciale, tanto che oggi registriamo un grande interesse da parte di compagnie, italiane e internazionali, a subentrare nelle rotte di Volare. È questo il modo per rispondere concretamente alle legittime richieste e preoccupazioni dei lavoratori».

    Fonte: Il Gazzettino



    Mercoledì, 24 Novembre 2004





    "Vogliamo regole precise contro ...


    "Vogliamo regole precise contro il liberismo sfrenato che sta caratterizzando il trasporto aereo; precarietà che sta minando l'occupazione e il futuro dei lavoratori".
    È questo il messaggio lanciato ieri dagli operatori aeroportuali e dai rappresentanti sindacali riunitisi in assemblea generale al "Marco Polo" dopo il caso Volare. I lavoratori di Save , Sav, AviaPartner, Eagles Services e Volare hanno analizzato il difficile momento attraversato dal settore chiedendo l'intervento del Ministero dei Trasporti, del Lavoro e dell'Enac per far chiarezza.

    «L'ultimo caso di Volare - ha detto Ignazio Piras, segretario regionale Fit-Cisl - è solo uno dei tanti esempi di precarietà presenti nel trasporto aereo. Tutto questo perchè mancano regole precise ed è per questo che auspichiamo un pronto intervento da parte delle forze politiche; c'è un bene pubblico da salvare, centinaia di posti di lavoro. Qualche giorno fa c'è stata anche la protesta dei controllori di volo; la situazione è diventata davvero insostenibile. Tutti vogliamo un mercato competitivo, a patto però che tuteli il lavoro, che garantisca l'occupazione e non la precarietà come sta succedendo ora».

    In ballo, a breve, potrebbe esserci anche il futuro dei lavoratori della Sav (una controllata dalla Save ) visto che l'Air France avrebbe deciso di non appoggiarsi più alla stessa Sav passando alla AviaPartner.

    «Una prospettiva - continua Piras - che rappresenta senza dubbio una minaccia a livello occupazionale per i lavoratori Sav in quanto, se l'operazione Air France andrà in porto, gli stessi operatori Sav non avranno più precise garanzie lavorative. Tutto questo perchè l'articolo 14 del decreto 18, che dava garanzie sociali all'intero indotto, non è più riconosciuto dai padroni. In sostanza c'è il pericolo che la Sav possa aprire una sorta di messa in mobilità del personale. Per ora queste sono solo ipotesi ovviamente ma il pericolo c'è».

    Criticata poi anche la politica della Save , la società che dal 1987 gestisce l'aeroporto Marco Polo che secondo i sindacati «avrebbe mollato l'handling sfruttando soltanto la risorsa passeggeri, negozi e bar».

    «C'è una grande preoccupazione - rilancia Umberto Tronchin della Cgil - soprattutto per la poca accortezza di chi dovrebbe gestire l'aeroporto. Tutto l'indotto aeroportuale sta risentendo di questa situazione di precarietà. Chiediamo regole, non una concorrenza fatta a colpi di caduta dei diritti. Domani (ndr oggi per chi legge) alle 16 avremo un incontro con la Sav in Confindustria, dopodichè giovedì ci riuniremo di nuovo per decidere le strategie sindacali da adottare. Questa è una crisi che interessa circa 150 dipendenti e va affrontata con la massima attenzione. Se non ci saranno delle soluzioni accettabili è chiaro che salterà qualche vincolo. Qui non si tratta di essere retrogradi, come ci siamo sentiti dire spesso: chiediamo soltanto delle regole».

    Stefano Babato


    Fonte: il Gazzettino

  3. #3
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    In Origine postato da freesurfer
    Venerdì, 3 Dicembre 2004




    «Il sindacato anticipa che non sottoscriverà, con questi presupposti, la mobilità o forme di espulsione dei lavoratori, «anzi chiediamo l'assunzione di tutti i lavoratori stagionali e contratti formazione lavoro a tempo indeterminato, oltre alla definizione delle clausole sociali. Mentre l'azienda vuole imporci nuovo caporalato». Intanto la nuova compagnia low cost "My Way" da ieri è presente al Marco Polo, dove ha "parcheggiato" un aereo.


    fonte: Il Gazzettino



    Hanno ragione!
    Ci vogliono i soviet qua!
    Basta con questo liberismo selvaggio! Devono volare solo le compagnie piu' inefficienti, con piu' dipendenti possibili.
    Che poi mettano pure le loro tariffe a 10.000 euro a tratta. Tanto chi vola sono solo i borghesi nemici del proletariato!


    PS: Le ultime 2 righe quotate sono pero' le piu' inquietanti...

  4. #4
    Castellano
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    proporrei a quelli di venezia di comprare a quattro soldi volare e di fonderla con alpieagles così nel dar vita al primo vettore veneto/veneziano fanno pure salve le loro attività potendo, così, tranquillamente andare in borsa...


    ops... mi è scappata... mannaggia!


  5. #5
    airone
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    In Origine postato da concorde
    proporrei a quelli di venezia di comprare a quattro soldi volare e di fonderla con alpieagles così nel dar vita al primo vettore veneto/veneziano fanno pure salve le loro attività potendo, così, tranquillamente andare in borsa...


    ops... mi è scappata... mannaggia!

    perchè mai dovrebbero comprarla loro a 4 soldi e non altri che sono fessi? se Volare si vende a 4 soldi sarebbero molti quelli interessati a comperarla. Ed i debiti della volare che fine fanno? Un azienda commissariata può essere venduta a 4 soldi? E tutti i creditori stanno li a guardare?


  6. #6
    Castellano
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    In Origine postato da airone
    perchè mai dovrebbero comprarla loro a 4 soldi e non altri che sono fessi? se Volare si vende a 4 soldi sarebbero molti quelli interessati a comperarla. Ed i debiti della volare che fine fanno? Un azienda commissariata può essere venduta a 4 soldi? E tutti i creditori stanno li a guardare?


    vediamo un pò... direi di fare un saltino dalla medicina alla giurisprudenza...
    la marzano ter (la bis era per la parmalat) molto all'ingrosso possiamo dire che è una procedura che stacca i debiti dell'azienda e li deposita temporaneamente al ministero delle attività produttive. Il magistrato mette in ordine i debiti (stima una volta per tutte quanti sono e dove sono) e stila una classifica dei creditori (una vera e propria gerarchia tra chi ha più diritto e chi meno ad essere rimborsato per primo) Il commissario nel frattempo fa ripartire l'azienda e senza la zavorra debitoria vecchia si spera che sia nelle condizioni di far fare nuovi euri (in questo caso ci vuole proprio il plurale romano di euro) all'azienda. Con i soldi nuovi il commissario pagherà innanzi tutto i debiti da lui contratti per far ripartire e mettere in pista di nuovo volare e se ne avvanzerà li darà al ministro che provvederà a pagare i debiti vecchi nell'ordine stabilito dalla magistratura (Bondi, con la Parmalat, non li ha mai dati al ministro li ha sempre utilizzati tutti lui in azienda). A un certo punto il commissario potrà vendere l'azienda al miglior offerente e il ricavato andrà al ministro che provvederà a pagare i debiti vecchi (Bondi, per esempio, ha comunicato al ministro che il massimo prezzo che riesce a strappare per la vendita della parmalat corrisponde all'incirca al 30% della montagna di debiti vecchi contratti da calisto e compagni).

    Premesso ciò non è un azzardo pensare (SIC) che il commissario faccia ripartire volare la venda per tre euri ai veneti e dia tre euri al ministro per pagare i vecchi debiti... e i rimanenti creditori di volare non soddisfatti dalla vendita a tre euri? bhè quelli possono tranquillamente andare a nozze con i fichi secchi!

  7. #7
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    In Origine postato da concorde
    vediamo un pò... direi di fare un saltino dalla medicina alla giurisprudenza...
    la marzano ter (la bis era per la parmalat) molto all'ingrosso possiamo dire che è una procedura che stacca i debiti dell'azienda e li deposita temporaneamente al ministero delle attività produttive. Il magistrato mette in ordine i debiti (stima una volta per tutte quanti sono e dove sono) e stila una classifica dei creditori (una vera e propria gerarchia tra chi ha più diritto e chi meno ad essere rimborsato per primo) Il commissario nel frattempo fa ripartire l'azienda e senza la zavorra debitoria vecchia si spera che sia nelle condizioni di far fare nuovi euri (in questo caso ci vuole proprio il plurale romano di euro) all'azienda. Con i soldi nuovi il commissario pagherà innanzi tutto i debiti da lui contratti per far ripartire e mettere in pista di nuovo volare e se ne avvanzerà li darà al ministro che provvederà a pagare i debiti vecchi nell'ordine stabilito dalla magistratura (Bondi, con la Parmalat, non li ha mai dati al ministro li ha sempre utilizzati tutti lui in azienda). A un certo punto il commissario potrà vendere l'azienda al miglior offerente e il ricavato andrà al ministro che provvederà a pagare i debiti vecchi (Bondi, per esempio, ha comunicato al ministro che il massimo prezzo che riesce a strappare per la vendita della parmalat corrisponde all'incirca al 30% della montagna di debiti vecchi contratti da calisto e compagni).

    Premesso ciò non è un azzardo pensare (SIC) che il commissario faccia ripartire volare la venda per tre euri ai veneti e dia tre euri al ministro per pagare i vecchi debiti... e i rimanenti creditori di volare non soddisfatti dalla vendita a tre euri? bhè quelli possono tranquillamente andare a nozze con i fichi secchi!

    Ok, ma caxxarola, chi ha taroccato i conti?
    Che fa?
    Mettiamo anche il caso remoto e improbabile che MyAss abbia successo e faccia "i schei", non e' che i vecchi creditori scoprono l'arcano (e capirai che roba, anche il mio gatto lo sa) e si incaxxano pretendendo i soldi?
    E' ovvio che con questa legge, i creditori si sentono piu' sicuri (per modo di dire) perche' c'e' sempre il Ministero che li puo' salvare (forse), elargiscono credito a dx e sx senza accertarsi che queste aziende effettivamente siano sane. Le aziende finte-sane si trasformano in sanissime trivelle (che creano buchi ovunque) e poi quando si va in default, si chiama il sig. Ministro, arrivederci e grazie?

    Secondo me cosi' non va bene.

  8. #8
    Castellano
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    In Origine postato da sarrebal
    Ok, ma caxxarola, chi ha taroccato i conti?
    Che fa?
    Mettiamo anche il caso remoto e improbabile che MyAss abbia successo e faccia "i schei", non e' che i vecchi creditori scoprono l'arcano (e capirai che roba, anche il mio gatto lo sa) e si incaxxano pretendendo i soldi?
    E' ovvio che con questa legge, i creditori si sentono piu' sicuri (per modo di dire) perche' c'e' sempre il Ministero che li puo' salvare (forse), elargiscono credito a dx e sx senza accertarsi che queste aziende effettivamente siano sane. Le aziende finte-sane si trasformano in sanissime trivelle (che creano buchi ovunque) e poi quando si va in default, si chiama il sig. Ministro, arrivederci e grazie?

    Secondo me cosi' non va bene.

    sum strac, gò sogn come dicono a milano. domani apriremo una discussione sulla marzano ehehehe



    buona serata a te e buona notte a me

  9. #9
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    In Origine postato da concorde
    sum strac, gò sogn come dicono a milano. domani apriremo una discussione sulla marzano ehehehe



    buona serata a te e buona notte a me

    T'e' se' dre' a durmi'?
    Buona notte!
    Domani ne parliamo.
    Intanto vado a farmi du' spaghi!

    Ciao.

  10. #10
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    Predefinito

    In Origine postato da concorde
    [...] Il commissario nel frattempo fa ripartire l'azienda e senza la zavorra debitoria vecchia si spera che sia nelle condizioni di far fare nuovi euri (in questo caso ci vuole proprio il plurale romano di euro) all'azienda. Con i soldi nuovi il commissario pagherà [...]
    Per far ripartire l' azienda non basta non dover pagare temporaneamente i vecchi debiti, ci vogliono capitale o nuovi crediti per avere gli euri per pagare il carburante, i diritti, gli stipendi eccetera (capitale circolante). E poi ci vogliono gli AEREI che i lessor si sono ripresi e di cui nessuna Marzano può imporre il ritorno. E poi come si fa ad essere così ottimisti da pensare che la nuova Volare cominci a generare cassa invece che bruciarla? Pensate solo al numero di stipendi da pagare e al basso numero di aerei su cui utilizzare gli equipaggi. Oltre al banale fatto che un litro di latte Parmalat me lo compero senza problemi, me lo porto a casa e me lo bevo, un biglietto Volare per una partenza fra un mese no, perché rischio di restare a terra, magari solo al ritorno, quindi lo voglio forse solo gratis.

 

 
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