Dopo il cardinale Ruini, altri esponenti del Vaticano intervengono sulla scelta da parte di alcune scuole italiane di vietare il presepe e i canti di Natale per non “turbare le coscienze” degli alunni di confessioni diverse. A lanciare un monito ai cristiani, invitandoli a non rinunciare alla loro identità, è stato monsignor Agostino Marchetto, segretario del pontificio consiglio per i migranti: «Quella dei presepi - ha spiegato il rappresentante vaticano - è stata una reazione su come non si deve rispondere all’integrazione, annientando la nostra identità». Ma la questione è arrivata anche al Parlamento, con un’interrogazione al ministro Giovanardi che esorta il governo a difendere le tradizioni natalizie e cristiane. Secondo il parlamentare leghista Cesare Rizzi, «le scelte di certi insegnanti sono veramente sconcertanti e denotano anche una buona dose di ignoranza: lo stesso Corano dice che duemila anni fa è nato in una grotta Gesù, figlio di Dio».
[Data pubblicazione: 10/12/2004]




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