E' morto, all'età di 90 anni, il più famosto velista che l'Italia abbia mai avuto. Olimpionico classe Star a Helsinki 1952, comandò anche l'Amerigo Vespucci.
Si è spento martedì mattina alle 10, nell’ospedale militare romano del Celio dove era ricoverato da una ventina di giorni, l’Ammiraglio Agostino Straulino. Lascia la moglie e una figlia. Aveva compiuto 90 anni lo scorso 10 ottobre. Era nato a Lussinpiccolo in Istria, il passaggio in Accademia Navale a Livorno gli aveva cambiato la vita rivelando al mondo uno dei più prodigioso talenti velici mai apparsi nel mondo, certo d’Italia. Nel 1936 è già riserva della squadra nazionale olimpica, nel 1938 conquista il suo primo titolo continentale nella classe Star. Poi la grande guerra, alla fine della quale la grande beffa. Nei lavori di sminamento del porto di Taranto un ordigno gli esplode vicino, facendolo diventare quasi cieco. Per alcuni giorni è convinto di aver perduto la vista che poi, molto parzialmente e con lentezza ricompare.
L’incidente avrebbe interrotto qualunque carriera, non la sua. L’Ammiraglio, prende ad allenarsi di notte, quando la sua relativa capacità di vedere non serve, così facendo stimola gli altri sensi, aumentandone la sensibilità. Nel 1948 è già pronto per l'Olimpiade, sempre in Star e sempre con a prua Nico Rode (a Torquay, in Inghilterra, la sede centrale dei Giochi è Londra): è in testa sino alla penultima prova, ma poi disalbera ed è fermato da una protesta. La sua carriera però è ormai decollata. E’ campione europeo ininterrottamente dal 1948 al 1956 (si ripete anche nel 1959). Il 1952 è il suo anno magico: vince oro olimpico (Giochi di Helsinki, regate a Harmaja), titolo mondiale e appunto continentale. Un grande slam sensazionale, mai più ripetuto.
Vince ancora il titolo mondiale nel 1953 e nel 1956, anno olimpico. A Melbourne, dove si svolgono i Giochi, stavolta è secondo, medaglia d’argento. E’ l’ultima medaglia olimpica, ma non l’ultimo alloro. Seguiranno il titolo mondiale dei 5.5 e persino la One Ton Cup. Anche se tra le sue imprese preferite c’è anche, durante il comando della nave scuola Amerigo Vespucci, l’ingresso a vela nel porto di Taranto e il risalire, sempre a vela, del Tamigi, sin quasi a Londra. Sensibile, timido, quasi introverso. Straulino è stato il miglior velista mai apparso in Italia. La vela di casa nostra perde la sua luce più abbagliante.




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