TRIESTE (3 novembre) - «Non ci sentiamo di dover rispettare sentenze di questo tipo». Lo ha detto il capogruppo della Lega Nord nel Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia Danilo Narduzzi.
«Il Governo ha fatto bene - ha dichiarato Narduzzi - ad annunciare che ricorrerà. La sentenza è indegna di quella che dovrebbe essere una istituzione europea, perché non considera la storia del Paese e dell'Europa stessa».
Secondo Narduzzi, questa decisione «può creare tensioni. La cultura della sinistra che nasce dalla Rivoluzione francese - ha aggiunto - è un veleno che si è instillato piano piano, nelle menti e nel cuore della civiltà europea, portandoci ad essere popoli che hanno perso di vista la propria identità». Per queste ragioni, Narduzzi ha chiarito che «nessuno si senta in dovere di rispettare queste sentenze».
Saro (Pdl): «Il crocifisso è la nostra identità». Parole del senatore Ferruccio Saro, che si è detto sconcertato per la sentenza della Corte di Strasburgo. «Non si tratta di essere o non essere religiosi - ha affermato - tanto meno di essere o non essere cristiani o cattolici. L'argomento in ballo è un altro, assai cruciale: l'identità di una storia di un paese e di un popolo - ha detto Saro - ovvero una questione priva di bandiere fideistiche e di credo religiosi». Secondo il senatore, che ricorda di essere «laico e liberale», «non si può approcciare al crocifisso con una mentalità bigotta e legata a una dimensione esclusivamente ecclesiastica. Al tema del crocifisso e al significato universale che esso promana - ha concluso - bisogna avvicinarsi deponendo le armi della guerra religiosa e delle nuove crociate da parte degli strumentalizzatori di turno».
Narduzzi (Lega): «Non rispettiamo la sentenza» - Il Gazzettino




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