ROMA -
E' una liberazione, per il centrodestra, la sentenza che dopo una vicenda giudiziaria durato anni proscioglie Silvio Berlusconi dalle accuse del processo Sme e, nell'auspicio di tutti, contribuira' forse a svelenire il clima politico e ad archiviare definitivamente i fascicoli di Mani Pulite.
La Cdl ha fretta di girare pagina, di dichiarare chiuso il contenzioso tra magistratura e politica, di capitalizzare la gioia di oggi in consenso politico per le elezioni di domani.
C'e' misura e compostezza, invece nelle parole che Silvio Berlusconi sceglie dopo la sentenza: ''Meglio tardi che mai. Avevo ragione di essere sereno, perche' avevo piena coscienza di non aver commesso nulla''. Per il premier l'assoluzione con formula piena e la prescrizione di una parte del reato chiudono il caso Sme.
Lo chiudono, nonostante Francesco Cossiga dia a Berlusconi il ''sofferto consiglio'' di rinunciare al beneficio della prescrizione e comunque di dimettersi per ''dovere istituzionale verso la Repubblica''.
(dimenticando che sono i Legali di Berlusconi a CHIEDERE l'Appello per chiarire ANCHE questo punto)
Invece oggi e' il giorno della gioia per la Casa delle Liberta', una gioia dai colori diversi.
Le telefonate arrivano a grappoli, per esprimere soddisfazione e solidarieta'.
Chiama Marcello Pera e Pier Ferdinando Casini chiosa: ''Il proscioglimento dalle accuse del presidente del Consiglio del nostro Paese non puo' che rappresentare un fatto positivo per l'Italia e gli italiani. Valeva ieri per Andreotti, vale oggi per Berlusconi''.
Gianfranco Fini fa arrivare da Berlino le sue congratulazioni, Marco Follini e' tra i primi a rallegrarsi per la sentenza che ''rende giustizia a Silvio Berlusconi e forse aiutera' a realizzare un clima piu' sereno e meno conflittuale tra politica e giustizia''.
''Non si e' voluto dare una assoluzione piena per lasciare comunque una macchia'', si rammarica invece il ministro leghista Roberto Calderoli, denunciando la natura politica della sentenza.
Per gli azzurri invece oggi soprattutto trionfano verita' e giustizia, finisce una trappola giudiziaria e c'e' da registrare la sconfitta delle toghe rosse.
Ministri, fedelissimi e semplici parlamentari si mettono in fila per condividere con Berlusconi un momento cosi' importante: Scajola, La Loggia, Lunardi, Prestigiacomo, Martino e poi Bondi, Schifani, Bruno, Gargani, Cicchitto, Vito, Formigoni. Nessuno manca all'appello, neanche gli avvocati Niccolo' Ghedini e Gaetano Pecorella che, tolta la toga, tornano ad indossare i panni di parlamentari azzurri e ad esultare per la sentenza, pur annunciando l'intenzione di ricorrere in appello.
Carlo Taormina chiede minacciosamente che ''siano puniti i giudici di Milano che hanno fatto percorrere al premier questo calvario decennale'' e Isabella Bertolini denuncia le toghe rosse per ''l'accanimento scandaloso e unico nella storia giudiziaria contro il premier, che non ha prodotto una sola condanna nonostante tredici processi''.
Ma piu' in generale prevale invece la voglia di far festa, di stringersi intorno al Cavaliere che ora potra' tornare a dedicare ogni sua energia solo ed esclusivamente alla politica.
''Nessuno in buona fede ha mai dubitato dell'innocenza di Berlusconi e questa - dice Scajola - e' la sconfitta senza ritorno della magistratura inquirente politicizzata e una svolta nell'affermazione dello stato di diritto''.
Per Bondi, ''Berlusconi, liberato da false accuse, e' restituito totalmente al servizio degli interessi del suo Paese''.
Gli alleati si rallegrano, anche per la possibilita' di un diverso clima politico.
''Per Berlusconi - dice il ministro Udc Rocco Buttiglione - e' la fine di un incubo che ha segnato la sua vita e la sua attivita' politica per tanti anni e mi auguro che questa sentenza chiuda anche il contenzioso tra magistratura e politica''.
Si volta pagina e il clima si puo' ''svelenire'' anche per il ministro di An Gianni Alemanno, che insieme a Ignazio La Russa e Altero Matteoli esprime al premier la soddisfazione di An. ''Non posso dimenticare che Berlusconi fu raggiunto da un avviso di garanzia mentre presiedeva un vertice internazionale a Napoli'', ricorda pero' Matteoli, mentre per La Russa ''e' servito chi faceva ironia quando dicevamo che sulla vicenda Sme Berlusconi meritava una medaglia e non certo la gogna di un processo''.
A sera i riflettori si spengono e Giulio Andreotti, che ha esperienza di processi lunghi una vita, chiosa: ''Sono contento. Obiettivamente non vedevo possibili motivazioni per condannare Berlusconi''.
ANSA
Nel POL invece i Giapponesi del Sinistra -Centro Volontari di Prodi continuano una strenua ed inutile difesa di Posizioni oramai Perse per sempre...![]()




Rispondi Citando
Questa è la migliore della serata
sarebbe meglio che imparaste a parlere,chessò,di Programmi,idee,progetti ecc.ecc.ecc....ma del resto dopo 10 anni che al massimo parlate di/insultate Berlusconi è chiedere troppo,lo so...
