Gli Stati Uniti non vogliono contenere l'impetuoso sviluppo cinese perché sono consapevoli che una Cina forte e prospera è un vantaggio per tutti: con queste parole il presidente americano, Barack Obama, ha affermato la volontà della sua Amministrazione di perseguire «una cooperazione pragmatica» con il gigante asiatico, in un discorso a Tokyo in cui si è presentato come «il primo presidente americano del Pacifico». A meno di 48 ore dal suo arrivo a Pechino per la prima visita in Cina, dove ha anticipato che parlerà di diritti umani «in uno spirito sereno» e «senza rancore», Obama ha promesso un maggiore impegno degli Usa in Asia, con un'implicita critica all'era Bush. «So che gli Stati Uniti negli ultimi anni non hanno mostrato molto impegno nell'attività delle organizzazioni multilaterali asiatiche», ha ammesso, «una cosa deve essere chiara: quel periodo è finito». «Quello che accade qui ha un effetto diretto sulle nostre vite negli Usa», ha osservato Obama, «è in questa regione che transita gran parte del nostro commercio e che compriamo gran parte dei nostri beni, è qui dove possiamo esportare gran parte dei nostri prodotti creando così più posti di lavoro negli Stati Uniti». Nel suo intervento a tutto campo davanti a 1.500 persone riunite nell'auditorium musicale del Suntory Hall, il titolare della Casa Bianca ha rassicurare il Giappone che la partnership con gli Usa è «incrollabile» e non sarà «indebolita» dalla collaborazione con Pechino. Poi ha esortato la Corea del Nord a riprendere il dialogo a sei sul suo programma nucleare, avvertendo che gli Usa «non sono intimiditi» dalle sue minacce, e ha chiesto alla giunta militare birmana di liberare Aung San Suu Kyi e gli altri prigionieri politici «senza condizioni», promettendo «rapporti migliori» se si muoverà nella giusta «direzione». Sul fronte economico, il presidente Usa ha ribadito la necessità di perseguire un modello «equilibrato e sostenibile» che in futuro eviti disastri come la crisi da cui il mondo sta faticosamente uscendo. Obama, che poi è partito per Singapore per partecipare alla cena con gli altri leader dei 21 Paesi dell'Apec, il foro di cooperazione economica Asia-Pacifico.
14 novembre 2009
Obama: «una Cina prospera è un vantaggio per tutti» - Il Sole 24 ORE




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